quando ha inizio la salvezza?

Fin quando non rilevate il senso di una Presenza Interiore che in qualche modo c’è sempre, siete inevitabilmente destinati ad essere preda della mente.

Lo scrivo perché il solo saperlo fa sì che facciate più attenzione alla Presenza Interiore, che comunque appare di tanto in tanto anche a chi è coinvolto nella mente.

La Presenza Interiore si consolida con la vostra attenzione consapevole alla Presenza Interiore. All’inizio della pratica appare sporadicamente, ma se la notate e cercate di mantenerla, essa si afferma velocemente. Alcuni invece ritardano a notarla, anche dopo parecchia pratica di autoindagine, e questo li destinati a soffrire di più se non hanno un insegnante che sappia guidarli adeguatamente.

La mente è il continuo altalenare di stati emotivi, immagini mentali, ricordi, pensieri e anche eventi della vita esteriore. Quando la Presenza Interiore viene notata e rimane più o meno stabile, allora dovete traslocare dalla mente alla Presenza Interiore. Qui è dove comincia la salvezza…

Come si trasloca?

Notate ad esempio la preoccupazione per qualcosa (la vita ne fornisce sempre generosamente) e poi notare la Presenza Interiore; pio di nuovo notate la preoccupazione, e quindi ancora la Presenza Interiore. Dopo un po’ di questo altalenare, vi si apre la possibilità di capire che siete la Presenza Interiore e che la preoccupazione è un movimento mentale, allora avete la possibilità di scegliere di dimorare nella Presenza Interiore – l’esercizio va ovviamente ripetuto finché è necessario.

Un esempio di come cambia la vita quando c’è la Presenza Interiore. Io sono piuttosto ansioso quando devo viaggiare: la valigia, i treni, le coincidenza… Sicuramente si tratta di contenuti mentali da purificare. Ma quando appaiono, essendoci la Presenza Interiore, per me quelli sono movimenti mentali, NON SONO IO! Io sono la Presenza Interiore e non mi muovo. E tutto sommato alla Presenza Interiore importa poco se Sergio è ansioso oppure no… Chi invece non ha ancora sviluppato una Presenza Interiore, immediatamente penserà: sono ansioso, sono uno preoccupato, uno che è in difficoltà viaggiare… cioè si identifica con i movimenti mentali e addio Pace…

Qualcuno potrebbe commentare: “Ma io non sento questa Presenza Interiore. Come posso fare quest’esercizio?”. La Presenza Consapevole deriva dal fatto che tu ci sei, e che sei prima dello stato mentale, altrimenti, se tu non ci fossi, non potresti rilevarlo. Individua in te una Presenza Interiore al meglio che puoi e usa quella per fare l’esercizio. La Presenza Interiore si afferma quando è osservata, perciò anche se quella che hai individuato è assai imperfetta, proseguendo con l’esercizio diverrà sempre più nitida e pura.

Dovete abituarvi a continuare a stare nella Presenza Interiore – cioè ad ‘Essere la Presenza Interiore’ – anche durante gli stati negativi. Voi cercare la beatitudine, la felicità, l’amore universale, e invece vi trovate in uno stato negativo: ansia, depressione o chissà che. Se cominciate a lottare con gli stati emozionali, state dimorando nella mente. Se invece voi rimanete anche solo un poco nella Presenza Consapevole, alla lunga diverrete indifferenti agli stati mentali, il che vuol dire che diverrete LIBERI; ed è da qui che nasce la beatitudine naturale che non è uno stato mentale.

Vi è chiara la differenza? La vostra situazione cambia radicalmente quando si è stabilita anche un poco di Presenza Interiore; altrimenti, anche se praticate da tanto, sarete sempre un guscio di noce in balia dei flutti della mente, sempre a saltare da un’identità all’altra… ed è parecchio doloroso, non vedete mai il vostro centro –  un centro che si rivela poi senza periferia.

Praticate l’esercizio di notare alternativamente la Presenza Interiore e lo stato mentale che vi appare. Non è necessario che vi si indichi di scegliere la Presenza Interiore, la sceglierete naturalmente. Ricadete nell’identificarvi con gli stati mentali perché vi siete abituati, siete come drogati e c’è bisogno di un buon periodo di disintossicazione. La disintossicazione è notare alternativamente lo stato mentale e la Presenza Interiore. Se vi siete coinvolti in uno stato mentale, potete fare l’esercizio anche a posteriori: notate alternativamente lo stato in cui vi siete coinvolti e poi notate la Presenza Interiore.

Questo esercizio può essere fatto nella mediazione formale, ma si presta ancor meglio ad essere praticato fuori della mediazione formale, durante la vita di tutti i giorni. Così avete tutto lo stato di veglia per praticare, non soltanto le ore che avete destinato alla meditazione… e si spera che l’esercizio si espanda anche nello stato di sogno.

Questo post è molto importante, prendetelo nel dovuto conto se siete interessati al vostro benessere.

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