riflessione sul commento 1187 di Sri Atmananda

Il Testimone si evolve. In un primo momento osserva bene le apparenze cercando di non essere coinvolto. In questa fase voi sentite di avere ancora le radici sulla superficie dell’oceano; in altre parole, per quante esperienze dirette non-duali possiate avere, sostanzialmente continuate a sentirvi e ad agire come un essere umano normale.

A un certo punto però, maturando la purificazione prodotta dalla vostra sadhana, con vostra grande sorpresa all’improvviso fate un passo indietro – one step back – rispetto alla mente; all’inizio incerto, poi via via sempre più stabile e profondo. Ora non osservate un bel niente, semmai intravvedete le apparenze e con totale trascuratezza. È qui che sentite bene di essere Pura Coscienza. Vi accorgete delle identificazioni che avete ancora con la vostra persona, e che proiettate su i cosiddetti altri vivendoli ancora come persone. In realtà non esistono persone, ma soltanto il Sé. Quando avete un problema di relazione con qualcuno, sono i meccanismi mentali del cosiddetto altro che si scontrano con i meccanismi mentale del cosiddetto voi stesso: macchinari contro macchinari, illusione contro illusione.

Inoltre quando agite, voi vedete la vostra forma che agisce rimanendo nella non-azione in quanto Pura Coscienza – oppure, se siete nel nirvikalpa, non vi rendete nemmeno conto del mondo esterno e delle azioni che compie la vostra forma.

Questa comprensione vi libera dall’idea e dal sentire di essere circondati da un marasma e vi assorbe ancora di più nella quiete della Pura Coscienza. In una prima fase vi godete quella Pace. Poi, dato che tutto il resto è andato in secondo piano, compare il Sé in primo piano e voi vi fondete in Esso. Ora finalmente Dimorate nel Sé – all’inizio in maniera discontinua e poi finalmente in modo ininterrotto. Dimorare nel Sé è il primo ed unico passo che suggerisce Sri Ramana, infatti egli ebbe una sadhana di sole due ore

* Vedi ‘1187. soggetto e oggetto in attività

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