samadhi e paura di morire

“Caro Sergio, stanotte ho avuto un incubo che mi ha lasciato una profonda angoscia. Ero imprigionato in una chiesa sotterranea con crocifisso, dove una comunità con a capo il personaggio di un telefilm che a volte vedo con mia moglie torturava ed uccideva delle persone ebbro di estasi omicida. A un cero punto toccava a me e veniva una persona a cercare inutilmente di salvarmi, poi mi sono svegliato”.

“Facciamo delle associazioni libere. Staccati dalla memoria del sogno. Sei qui, rilassato?”. “Sì”. “Dimmi cosa ti fa venire in mente «estasi»”. Dopo più tentativi emerge l’estasi dei santi, la beatitudine del contatto col Divino. “E cosa ti fa venire in mente un’estasi omicida?”. “La morte dell’ego”. “Cosa ti fa venire in mente «chiesa»?”. “L’istituzione, un’istituzione soppressiva, costrittiva”. “No. Stai ancora pensando all’incubo?”. “Sì”. “Quando fai le associazioni libere devi essere distaccato dal sogno, altrimenti il punto di vista del sogno influenzerà le tue associazioni rendendole condizionate”. Dopo alcuni tentativi emerge che la chiesa è un «luogo di culto». “Che ti fa venire in mente un luogo di culto sotterraneo. Un luogo in cui si coltiva o si incontra Dio, perché è sotterraneo?”. È la prima volta che fa le associazioni libere e l’aiuto io. “Sotterraneo in questo caso sta per introversione. È la pratica dell’autoindagine che si rivolge direttamente al ‘dentro’, a ciò che appare sotterraneo a quanti hanno un’attenzione estroversa. Come senti questa interpretazione? Risuona dentro di te? Se non risuona non ha alcun valore; in assenza del tuo riconoscimento e solo una nozione estranea”. “Si immerge in sé stesso e mi dice di riconoscerla”. “«Crocefisso», cosa ti fa venire in mente?”. “Di nuovo la morte del falso sé”.

“Ti è chiaro cosa rappresenta l’incubo? È la paura della morte che emerge dal prevedere la perdita del falso io. Tutti i personaggi e le vicende dell’incubo sono movimenti che avvengono in te e parti tue. Quello che tenta di salvarti – e che fortunatamente non vi riesce –  è una parte tua che non vuole perdere l’ego. Comprendi?”. “Sì”. “Ciò che ti succede è fisiologico. All’inizio, quando si sente che si può perdere l’ego, la quasi totalità degli aspiranti avverte la paura di morire. Tu per certi aspetti sei un aspirante maturo: hai facilità ad entrare nello stato unitivo e hai esperienze spirituali profonde, merito della tua sadhana nelle vite precedenti; per altri versi sei ancora un principiante perché hai ripreso la tua sadhana da poco in questa vita”.

“Ora dimmi: cosa è avvenuto il giorno prima che possa aver causato l’incubo?”.

“Ieri in meditazione sono entrato subito nello stato unitivo. Sentivo una grande pace. Ho sentito che tutto è beatitudine perfetta, che la beatitudine il sostrato di tutto! E mi non riferisco all’esperienza temporanea della beatitudine durante il samadhi, che come tutte le esperienze e forme passa, ma a una costante. A volte percepisco che la coscienza è nel vuoto, ovunque… non confinata nell’io personale. Durante il giorno ogni tanto ho sprazzi improvvisi di beatitudine, anche in situazioni difficili o spiacevoli. Ad esempio ero nervoso per una discussione con mia moglie, un’altra volta stavo avendo un diverbio con la dirigente scolastica. Proprio mentre avevo queste esperienze non gradevoli ho sentito un’ondata di beatitudine, ho sentito che quella era l’esperienza della Verità, noni quelle limitate che si succedono nel tran tran quotidiano. Ho sentito che questa beatitudine è la vera base d’ogni esperienza… Però poi ho cominciato a temete di perdere l’io e di non riuscire più a prendere decisioni nella vita”.

“Chi ha sentito di perdere l’io?”. “… Il vero io, il Sé”. “E allora come puoi morire o scomparire? Chi muore e scompare?”. “Scompare il piccolo io”. “Quando hai questo tipo di paure, chiediti chi ha paura di perdersi, morire, o scomparire. Questo ti aiuterà a vedere che il vero ‘Tu’ non muore né scompare. Questa è la tecnica che raccomandava Sri Ramana. In realtà l’ego non decide niente. Quando entri nello stato unitivo di beatitudine e ti abbandoni a Dio, vedrai che tutto viene guidato verso il meglio dall’Energia intelligente, il Potere Supremo, la Shakti, l’aspetto femminile del Sé”.

“Descrivimi il personaggio del telefilm”. “Gestisce una casa da gioco clandestina, dove gli avventori venivano fatti indebitare a tal punto da essere costretti a fare una partita speciale a roulette russa”.

“Chi gestisce la casa da gioco è il principio ‘ego’. Il gioco è Maya. La casa è ‘clandestina’ perché si tratta di un falso che nega la Verità spacciandosi per essa. Per far questo può essere solo clandestina, cioè segreta nascosta occulta; se fosse ‘vista’, il suo gioco le sarebbe impossibile. I giocatori sono i jiva (l’anima individualizzata) che hanno un ego. L’ego li coinvolge nel karma, indebitandoli a tal punto che essi sono costretti alla roulette russa, che è il modo in cui il tuo ego sta vedendo la Liberazione.

“Tieni sul comodino un quaderno o un notes con una penna. Annota i sogni appena sveglio. Se li annoti in seguito, più tempo passa e più la mente opererà la sua censura alterando il ricordo del sogno. Poi me li invii, e i sogni più interessanti li interpretiamo. Ciò ti darà 3 risultati. 1) impari a ricordare i sogni; 2) impari a interpretarli; 3) mantieni un dialogo col tuo inconscio”.

Il giorno seguente: “Caro Sergio, stanotte ho fatto un sogno. Ero nella casa del conte Dracula ed una vampira donna voleva baciarmi; ma si bruciava le labbra, perché avevo messo indosso dell’acqua benedetta. Appena sveglio sono entrato in alfa, ho visualizzato la vampiressa e l’ho baciata fino a farla diventare un fascio di luce che ho poi inghiottito. Ho provato una grande beatitudine. Poi ho sentito come un tappo che all’improvviso saltava e una corrente forte e fresca, non travolgente ma bellissima, che scorreva lungo il corpo fino alla sommità del capo. Il capo era come spalancato e piacevolmente fresco fino alle orecchie. Quando ho aperto gli occhi, ero un’onda tra le onde, vibrazione che vibrava insieme a tutto… Grazie di tutto, Sergio, di queste stupende opportunità”.

“30 e Lode! Non si sarebbe potuto far di meglio! Veramente congratulazioni

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