Sri Atmananda sul corpo

627. Tutti i corpi sono miei, oppure nessun corpo è mio

Quando mi identifico con un corpo che chiamo mio, tutti gli altri corpi diventano oggetti estranei a me. Il mio corpo e tutti gli altri corpi costituiscono il mondo, ma quando dico “il mio corpo” lo vedo come il mio oggetto distinto e separato da me, e naturalmente non ho altra opzione che estendere la stessa visione a tutto il mondo, e includere anche il mio corpo assieme all’intero mondo degli oggetti.

Allora tutti i corpi diventano miei, oppure nessun corpo è mio. In entrambi i casi Io sono il vero sfondo di tutto il mondo.

980. Il corpo

Il corpo è la cella in cui sembrano dormire sia il Saggio che l’uomo ignorante. Però il primo si sente libero e l’altro prigioniero.

svayame tanne lakkappil sukhamay` vizramiccitum
inspektac ennapol deha-pañjare vafka saukhyamay`

[Così come un ispettore della polizia
può riposare contento e rinfrancato
in una cella,
anche nella gabbia del corpo
chi ne ha l’onere
può vivere rinfrancato,
uno con ciò che è
la contentezza in sé]

Sri Atmananda

34. C’è coscienza nella materia morta?

La domanda è assurda. La materia morta, cioè il corpo, non esiste di per sé, ma solamente come oggetto del percipiente. È colui che percepisce che illumina l’oggetto con la propria coscienza. In altre parole, la coscienza del percipiente appare limitata sotto forma di corpo, oppure sembra che il corpo sia la sua stessa coscienza. Ma la Coscienza non può essere divisa, essa è sempre intera. Perciò la domanda è assurda.

Quando conosci un oggetto, tu ti poni come Coscienza e anche l’oggetto non può che apparire Coscienza, giacché la Coscienza non può percepire altro che Coscienza. In altre parole, quando sali al livello della Coscienza per esaminare l’oggetto, anche l’oggetto viene trasformato in Coscienza e la sua oggettività scompare. Perciò quando ti situi come Coscienza, gli oggetti non possono più esistere come tali.

Mentre tutto risplende alla luce della Coscienza, la Coscienza non necessita di alcuna luce perché è auto-luminosa. Ma, a un livello inferiore, si può dire che i corpi dimorano nella mente e che la mente dimora nella Coscienza. In realtà niente può limitare la Coscienza. Un principiante sulla via spirituale può inizialmente concepire che la Coscienza sia innanzitutto in lui, ma quando diventa centrato nella Coscienza ‘dentro’ e ‘fuori’ per lui svaniscono, ed egli viene elevato a pura Coscienza.

È in ‘me’ che sorgono i pensieri ed è nei pensieri che sorgono i corpi. Perciò, paragonato al Principio-Io, il mondo grossolano è evidentemente molto, molto piccolo, e non può mai esistere come tale insieme all’Io.

È sbagliato dire che il mondo esiste nei pensieri, o che i pensieri esistono nell’Io, perché le forme grossolane in quanto tali svaniscono quando i pensieri appaiono, e i pensieri diventano Coscienza quando la toccano. Niente è inerte (jada), ma tutto è Coscienza che appare limitata, ed anche l’apparente limitazione è Coscienza stessa.

Perciò la Realtà è vista esistere qui ed ora – in te, dentro gli stati ed oltre tutti gli stati. Essa ‘appare’ come se fosse un’etichetta appiccicata su qualcos’altro come il corpo, i sensi e la mente. Elimina la parte di ‘etichetta’ e rimarrai nel tuo Sé, il vero Centro. Ma quando cerchi di eliminare dalla Coscienza le parti apparentemente irreali, scopri che ognuna di esse si trasforma misteriosamente nella Coscienza stessa, senza lasciare nulla da eliminare. Questo metodo ti porta direttamente allo stato naturale.

[Notes on Spiritual Discourses of Sri Atmananda]

 

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