sulla chiusura e il Sé

Quando tu sperimenti la Coscienza Universale nello stato non-duale, tu sei il Sole che splende alto nel cielo, sei il Sole allo zenit. Il Sole allo zenit riscalda, nutre e sostiene indistintamente ogni cosa, il bene come il male. Lo stesso fa la madre Terra: nutre Provenzano come San Francesco. In altri termini, la Coscienza Universale è indistintamente il genitore di tutti, e così devi essere interiormente tu, se vuoi essere Quello.

Se non fai tuo questo principio, puoi essere il Sé solo temporaneamente; poi decadi e ti ritrovi nuovamente nel duale coi tuoi problemi personali.

Naturalmente, come essere umano, vai incontro a vaie vicissitudine, arrivano a te cose sgradevoli, ingiustizie. Se tu interiormente ti chiusi a queste negatività e alle persone che le operano, non puoi ritornare nel Sé, non sei più il Sole allo zenit. Il massimo a cui puoi aspirare è la categoria ‘turisti’: aspetti il prossimo Ritiro per avere un’altra esperienza diretta temporanea, che col tempo diventa sempre più insoddisfacente se non porta a dei cambiamenti radicali…

È difficile? Certo! La ferita fa male. È difficile non chiudersi quando si è feriti. Ma se ci riesci, poi sei assorbito dal Sé; allora non c’è più dolore, ed è il Sé che gradualmente ti dirà cosa devi fare. Non deve decidere la persona di testa sua.

Quando tu riesci a integrare un evento negativo in tal modo, il potere spirituale che poi si sprigiona in te è: ENORME!

Ma fa attenzione a non legare il successo a come vanno le cose sul piano fisico-fenomenico. Quello può andare a modo suo. Dal punto di vista umano Gesù ha perso, Gandhi ha perso, Krishna ha perso… ma il Sé trionfa sempre e comunque. Cosa scegli? La persona o il Sé?

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