nirvikalpa samadhi

G. — Mi siedo e sto nell’essere. E quasi immediatamente arriva un senso di espansione. È una sensazione simile, seppur molto più ampia e libera, a quando la sera si arriva a casa e si tolgono gli abiti che usi sul lavoro e ti metti comodo. Questa è la sensazione che ho ogni volta che mi siedo: l’espansione arriva, e la struttura corpo mi sembra una tuta aderente, che sta lì, inerte. A volte accade che l’espansione continua e in parallelo ci sono dei pensieri, dei quali prendo consapevolezza Continua a leggere →

e l’ego tornò dopo 2 anni

— A fine anni ’90 ho partecipato ad un Intensivo di Illuminazione... ad un anno dalla morte del mio compagno... dove ancora non avevo deciso se vivere o morire... vegetavo... Non avevo mai letto libri di Maestri, nemmeno il computer c’era a casa, e dunque per anni mi sono tenuta questo segreto dentro senza che nessuno potesse spiegarmi cosa era successo. Non ho avuto l esperienza durante l’Intensivo, lì ho finalmente potuto urlare il mio dolore, così tanto da restare vuota. Dopo Continua a leggere →

stato naturale

Il Guru è la mente senza concetti. Questo è ciò che ti può dare adesso il Guru. È chiamata lo stato naturale o sahaja. I concetti sono i fotogrammi che proiettano il film di Maya. Quando non ci sono, c’è pura Consapevolezza, la vera natura. L’esperienza diretta è un risveglio; nello zen è chiamata Kenshō. Ken vuol dire vedere, shoo vuol dire natura. Ma come sai, dopo l’esperienza diretta uno si ritrova un essere umano più o meno come prima. Bisogna stabilizzare la vera natura. Continua a leggere →

Non devi fare più niente

— No, al tuo livello non devi più fare niente. Lascia piuttosto che sia. Ricorda che Sahaja significa ‘naturale’. Se tu continui a spingere per cercare qualcosa o per cercare di andare più in profondità, come può essere questo uno ‘stato naturale’, il sahaja samadhi? Spingendo tu entrerai in un’identità di qualcuno che agisce per cercare di raggiungere qualcosa che non ha o che non è già se stesso. Lo so, il Sé in cui permani potrebbe essere più profondo o più puro. Questo Continua a leggere →

Turiya samadhi

Nel petto, nel cuore spirituale (Hirdaya), voi avere un IO. Quell’IO è la cosa più intima che c’è, perché siete Voi, il VERO VOI. Istintivamente lo sentiamo. Infatti è in quell’area che battiamo la mano destra quando diciamo: “Io!”. Noi lo chiamiamo Sé, per distinguerlo dall’ego individuale, e abbiamo anche detto che può essere chiamato Puro Essere, Pura Coscienza, Sé, So-Ham, il Brahman ecc. Chiamatelo Continua a leggere →

Cosa intendi per ‘io’ ?

Allievo — Caro Sergio, stamattina mi sono sorte due domande sulla tecnica. Quando chiedi di cercare l’io, quale “io” intendi? Intendi l’io come sovrastruttura al Sé – quindi come illusione di separazione dal tutto, che a forza di cercarlo scompare? In questo caso tu lo intendi come un pensiero cui aggrapparsi, che in realtà non esiste e quindi infine scompare lasciando finalmente intravedere il Sé non più velato dalla mente? Oppure intendi Continua a leggere →

Come il mondo si ricrea di nuovo

I pensieri, che sono le parole che stanno nella vostra testa, sono i fotogrammi che passano davanti alla Luce del proiettore (la Coscienza indifferenziata) e creano il film sullo schermo (il mondo). Se voi cominciate a pensare di nuovo, a far girare le parole nella vostra testa, il mondo torna come prima. Dovete preservare, difendere il vostro stato di Turiya. Togliete le parole dalla vostra mente, notate la Coscienza indifferenziata e immergetevi in Essa nel samadhi. È il più grande dono che Continua a leggere →