Upadesa Manjari – insegnamenti spirituali

L’Upadesha Manjari raccoglie le parole di Sri Bhagavan annotate da Sri Natanananda, uno dei primi devoti di Ramana Maharshi, in momenti diversi. Le annotazioni furono poi sistemate, ampliate e mostrate a Bhagavan, che le approvò, le supervisionò e le corresse di suo pugno. Il tema di quest’opera sono l’eterno Brahman, che risplende quale Cuore di tutti i Veda e dell’Agama (la trasmissione spirituale), e la realizzazione del Sé, il bene supremo che dev’essere ricercato da ogni nobile Continua a leggere →

l’amore supremo

Prema (l’amore divino) e bhakti (la devozione) appaiono soltanto nel savikalpa samadhi; nel nirvikalpa non appaiono, non essendovi lì né coscienza di altri esseri, né la dualità individuo-Dio. Un giorno, parlando di Vishvamitra, Sri Ramana disse che era un essere così potente che avrebbe potuto duplicare l’intero universo o crearne di nuovi. Qualcuno chiese perché allora non aiutasse gli esseri umani e Sri Ramana rispose che al suo livello non si rendeva nemmeno conto dell’esistenza Continua a leggere →

la coscienza del realizzato

È sorprendente come tutto proceda bene anche senza un io individuale. Anzi, procede benissimo perché l’agire non è influenzato dalle aberrazioni della mente. La mente del realizzato è una mente funzionale, neutra, per niente caricata di tutte le significanze che l’ego le conferisce. Quando si è ad occhi chiusi c’è il nirvikalpa. Del nirvikalpa si usa dire che non c’è niente. È vero, non ci sono oggetti mentali. C’è però l’Uno, c’è solo Quello. Quando il realizzato ha Continua a leggere →

finché non si scioglie il nodo dell’identità con la mente, non può esservi nessuna realizzazione

— Amato ❤, da qualche giorno sto attraversando un’apertura e un dimorare dolce e naturale. Il mondo si spegne e mi trovo ad aver fatto cose senza intenzione e senza sforzo. Il cibo che trovo automaticamente nel piatto, il corpo lavato, un messaggio inviato o una corsa di km che sgorga dalle gambe e dai polmoni e si esaurisce senza alcuna intenzione. E tutto questo non ha alcuna importanza, alcuna presa, e non è “mio” in alcun modo. A tratti non esiste del tutto, a tratti esiste Continua a leggere →

savikalpa e nirvikalpa samadhi

Ramana Maharshi, Discorso 391 Maharshi: 1) Aderire alla Realtà è samadhi. 2) Aggrapparsi alla Realtà con sforzo è savikalpa samadhi. 3) Fondersi nella Realtà e rimanere inconsapevoli del mondo è nirvikalpa samadhi. 4) Fondersi nell’ignoranza e rimanere inconsapevoli del mondo è dormire (in questo caso il capo si piega mentre nel samadhi rimane ritto). 5) Rimanere nello stato naturale primordiale e puro senza sforzo è sahaja nirvikalpa samadhi. D.: Si dice che se si rimane nel nirvikalpa Continua a leggere →

ciò che chi aspira alla liberazione dovrebbe aver chiaro

● Mente acquietata è sinonimo di Sé. Con una mente agitata potete scordarvi di dimorare nel Sé. Potete al massimo aspirare a una esperienza diretta istantanea, che è assai lontana dallo stabilirsi nel Sé. ● La mente agitata non è la mente funzionale che ci indica come compiere qualche azione. La mente agitata è quella che nasce dall’io-agente, che è quello che si sente responsabile di quel che capita nel mondo: le tensioni di guerra in Ucraina, l’inflazione, il debito pubblico, Continua a leggere →

è questa una forma di samadhi?

— Poco fa, camminavo, ma non c’era un io a camminare. C’era il Sé, e una spinta a camminare. Non un “devo” camminare o “voglio” camminare, ma solo un movimento che accadeva attraverso un corpo. Ed ogni filo d’erba, ogni rumore, ogni forma di vita, ogni antenna, Tutto era Lui, ero Io. Poi, Ampi Spazi in cui c’era presenza ma non so cosa sia accaduto. Era come se dormissi e sognassi, presente, cosciente, ma staccata dall’illusione del sogno che stava accadendo in Me: quel camminare Continua a leggere →

ti mando uno schema

— Ciao Sergio. Ti mando uno schema che mi aiuterà a spiegarti cosa mi è successo stanotte. Stavo leggendo il primo volume dei Discorsi di Sri Ramana Maharshi e sono entrata nel Sé. Poi sono entrata in uno stato in cui non sapevo se stavo dormendo o ero sveglia; in questo stato mi arrivavano dei messaggi, è forse il waking sleep? Poi sono entrata nel sonno cosciente, e andavo su e giù dal sonno cosciente allo stato in cui non sapevo se ero sveglia o addormentata. Ci sentiamo più tardi. — Continua a leggere →

entro in samadhi quando voglio

— Carissimo Sergio, ormai entro in samadhi quando voglio. Sento di essere tutto: oggetti, persone, rumori, emozioni, atomi… Sento di essere tutto e in connessione con tutto. Ciò porta ad una naturale testimonianza; soprattutto sento come il gioco delle percezioni sia maya, sia semplicemente il modus operandi della coscienza che fa emergere emozioni, sensazioni ed esperienze. Tutto quello che c'è, è per far espandere noi/Dio. — Ottimo! — Volevo anche dirti che spesso, quando entro Continua a leggere →

individuare il Vero Io astratto, privo di attributi, se non quello della Soggettività, e di riferimenti alla persona

Il savikalpa è il primo samadhi che sperimentano gli aspiranti, ed è perché essi credono ancora fermamente che la creazione sia vera. In un aspirante avanzato il savikalpa si giustifica quando egli è ad occhi aperti e la sua forma sta agendo nel mondo, ma in meditazione dovrebbe dimorare naturalmente nel nirvikalpa. Il problema è che molti aspiranti non riescono a individuare il Vero Io astratto, privo di attributi, se non quello della Soggettività, e di riferimenti alla persona – Sri Continua a leggere →