gettare la pietra nello stagno

È un’espressione zen. Lo stagno con la superficie immobile che riflette il cielo è la mente di chi pratica lo Zazen. Ma allora perché gettare una pietra e increspare la superficie? Per fare uscire quelle parti di mente – e di identificazione – che sono rimaste nascoste e che vanno invece integrate al fine di conseguire la Liberazione. Vi racconto – per chi non conosce ancora la storia – la pietra nello stagno che sperimentò Philip Kapleau. Era un anno che praticava Zazen in un Continua a leggere →

Desideri sì o no?

— Ciao Sergio, come stai? Io tutto bene. Cerco di portare la meditazione alle 24/h al giorno, come meglio posso... Per il resto ci penserà la Grazia Divina  Volevo chiederti un parere. Premesso che cerco di mantenere l’attenzione verso l’interno e considerato che l’ego non sia ancora morto, nella vita si prospettano apparentemente queste due possibilità: essere o non essere accondiscendente verso i desideri/paure? Ovvio che questa domanda riguardi una qualche identificazione… Continua a leggere →

Autoindagine – ultima versione

Ho cambiato il mio modo di insegnare l’Autoindagine. Adesso l’istruzione è: “Cerca il Silenzio e diventa uno con esso”. Trova il Silenzio Stai lì nel Silenzio il meglio che puoi Lascia che tutto emerga e scompaia dal/nel Silenzio Devi diventare un amante, adoratore del Silenzio. Cerca costantemente il contato con Lui. Cerca di divenire Lui. Non entrare nell’ansia di avere subito grandi risultati. Piccoli regolari costanti contatti col Silenzio, anche solo il tuo tentativo Continua a leggere →