un samadhi di base su cui hanno luogo specifiche esperienze temporanee di assorbimento

Da un lato si dice che la realizzazione e il samadhi sono la stessa cosa, dall’altro che non bisogna identificare la realizzazione con le esperienze del samadhi. Che cosa significa?

Con la realizzazione ha luogo un samadhi di base. Ci si sente la pura Coscienza (o Essere ecc.) non dissimile dalle altre forme e dalle situazioni che sono anch’esse pura Coscienza. Si osserva disidentificati il proprio corpo agire. Se compaiono emozioni alterate (come a volte accadeva a Nisargadatta) non ci si identifica con esse. La vita della propria persona è abbandonata al Potere Superiore, e va bene ciò che Egli fa. Quando questo samadhi è irreversibile, viene chiamato sahaja samadhi, o stato naturale, e porta a pace, benevolenza e beatitudine più o meno intense. Dopo la realizzazione va attraverso un approfondimento: diventa sempre più puro, chiaro, profondo.

Su questo stato di base avvengono specifiche esperienze temporanee di assorbimento. Quando chiedono a Sri Ramana se fosse in samadhi, egli dice: “Sì. Ad occhi aperti sono in savikalpa, ad occhi chiusi sono in nirvikalpa”. Egli così dice di essere sempre in samadhi e, allo stesso tempo, di andare attraverso specifiche esperienze temporanee di samadhi che si alternano.

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