una delle difficoltà della pratica spirituale

C’era una pubblicità di Nino Manfredi che, riferendosi al caffè, diceva: “Più va giù e più mi tira su”.

Nella pratica spirituale avviene il contrario: “Più vai su e più ti tira giù”.

Un esempio. Fate la meditazione vipassana. Ieri sera è andata molto bene, ma stamattina vi sedete e siete opachi, o vi distraete continuamente, o vi sale su odio per quello che qualcuno vi ha fatto, o chissà che… Se non avete comprensione del ‘più vai su e più ti può tirare giù’ cominciate a farvi delle domande. La prima in genere è di sfiducia verso se stessi: “Perché non riesco?”… Poi la sfiducia investe le tecnica: “Ma questa tecnica andrà bene per me?”.

Qui le variabili sono molte: potrebbe andar bene come no, oppure potreste non farla bene. Bisognerebbe avere in saggio a cui chiedere consiglio. Io non entrerò in queste altre variabili e mi limiterò ad esaminare il ‘più vado su e più mi può tirare giù’, supponendo che la tecnica sia buona, adatta a voi e che la stiate praticando bene.

Quando voi durante la pratica avete un down e continuate a fare esattamente quello che state facendo, quello è il momento in cui sattva (nel senso di ‘purezza’, ‘santità’) entra nella vostra forma. Il down è dovuto a un’impurità che era inconscia, la vostra pratica le ha permesso di venire in superficie, e ora voi semplicemente continuando la tecnica che state facendo potete dissolverla.

Questi down sono il motivo per cui pochi praticano veramente: pochi sono disposti ad affrontare questo lavoro di purificazione. Chi invece tenta, se non ha una forte intenzione (verso la liberazione), sarà indotto ad abbandonare la pratica.

Gli aspiranti sono diversi, perciò è impossibile fare un regola generale, però in genere all’inizio della pratica i down sono maggiori; nella fase centrale si equilibrano con gli ‘up’, e in più, anche quando l’aspirante attraversa un down durante la pratica, nella sua vita quotidiana sente che sta meglio, che migliora sempre di più; nella fase finale sono più gli up. Ma Sri Aurobindo ammonisce: ‘anche verso fine del percorso, più si va su e più si può ricadere giù’.

Ma perché? È una Grazia, bisognerebbe brindare: si chiama PURIFICAZIONE!

 

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