in questi giorni riflettevo

— In questi giorni riflettevo su come l’interesse verso la realizzazione mi sta allontanando da tutto, anche da passioni ed hobbies. Ho perso letteralmente interesse verso di essi. In linea generale anche i miei obiettivi “mondani” hanno cominciato a vacillare lasciando posto al desiderio di realizzarmi. Questo non mi dispiace affatto, anzi… Non posso però non notare che ho lo stesso atteggiamento verso aspetti più importanti come lavoro, amici, famiglia. Anche lì ho perso interesse e spesso mi trovo a pensare: “Perché devo sprecare a tempo a fare progetti verso cose che quando lascerò il corpo scompariranno? La cosa più importante è come affronterò la morte. Lascio le cose così come stanno e affronterò i problemi quando si presenteranno”.

Temo così facendo di allontanarmi un po’ troppo dalla vita, di lasciarla ora troppo allo sbando e magari di pentirmene in un futuro. Tu cosa dici che hai bel po’ più esperienza di me?

Un’altra cosa che ho notato è che ponendo durante il giorno l’attenzione verso dentro, perdo ovviamente quella verso l’esterno e spesso mi trovo a fare cose senza senso, mi sembra di essere più sbadato (già lo sono di mio 🙂 ), non riesco ad ascoltare bene gli altri, mi sembra di essere un po’ egocentrico, a volte cammino a testa bassa per non farmi distrarre da cose e persone e restare più concentrato sulla Presenza. Forse sto un po’ esagerando? Come regolarsi con questo interno/esterno?

— Come maestro spirituale approvo completamente il tuo orientamento!!! I dubbi derivano dal fatto che tutto l’orientamento sociale spinge in direzione opposta, e cioè verso l’essere performante, avere tutta l’attenzione verso l’esterno ed essere il meno distratto possibile alle cose della vita. Tutte queste cose della vita, come giustamente vedi, non le porterai nell’aldilà.

Un orientamento sano il tuo, in armonia con la Verità. I buddhisti lo curano molto nelle pratiche preliminari alla meditazione vera e propria. Tu, che vieni dal buddhismo, hai assimilato molto bene quei principi.

Riguardo alla vita, l’idea che se continui così ti cada addosso è soltanto una drammatizzazione mentale dovuta all’immaginario sociale che con esasperazione dipinge chi abbraccia la via spirituale come qualcuno che rovina la propria vita. Puoi tranquillamente compiere i tuoi doveri a modo tuo, essendo a volte un po’ sbadato e camminando con lo sguardo basso. Saprai trovare un equilibrio, devi darti solo il tempo per farlo.

Sri Ramana Maharshi era contrarissimo alla vita da eremiti: “Se avete questo desiderio dovrete rinascere per soddisfarlo” diceva. Egli ha sempre sostenuto che Vichara (l’autoindagine) si può tranquillamente compiere lavorando ed adempiendo ai propri doveri familiari.

ACCETTAZIONE, SERVIZIO e RICERCA DI UN EQUILIBRIO che non sia invalidante per te e al tempo stesso ti consenta di portare avanti le tue responsabilità saranno il tuo futuro.

Informazioni su Sergio Cipollaro

Io e gli altri Maestri della nostra famiglia spirituale – Anna Gagliano, Cristina, Marco Mineo, Renato Cadeddu, Roberta Gamba e Sara Salvatico – insegniamo l’Autoindagine, la ricerca del Sé, secondo la nostra esperienza diretta e gli insegnamenti dell’Advaita “classica”. Nessun fine di lucro! Unici due requisiti richiesti agli allievi: sincero desiderio di realizzare l’Assoluto, accedere all’insegnamento con abbandono e amore. Uno dei maestri risponderà alle vostre lettere.
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