Sergio Cipollaro

Informazioni su Sergio Cipollaro

Insegno l’Autoindagine, la ricerca del Sé, secondo la mia esperienza diretta e gli insegnamenti dell’Advaita Vedanta classica. Nessun fine di lucro! Unici due requisiti richiesti agli allievi: sincero desiderio di realizzare l’Assoluto, accedere all’insegnamento con abbandono e amore.

il non-attaccamento

‘Non-attaccamento’ è praticamente un sinonimo di Liberazione. L’attaccamento, il desiderio di possedere e trattenere le cose, è l’espressione diretta della vostra identificazione con la miseria e la limitazione. Questa, a sua volta, nasce dall’erronea identificazione col corpo, che si manifesta poi con l’apparizione del falso ‘io’, dell’ego, che altro non è che un meccanismo di difesa. Avrete letto tante cose sul non-attaccamento, e quindi tante cose riguardo al non-attaccamento Continua a leggere →

ritiro di ottobre

Bhagavan Sri Ramana Maharshi il Non-Attaccamento Ritiro di Meditazione Advaita guidato da Sergio Cipollaro 3 - 6 ottobre 2019 questo Ritiro è aperto solo a coloro che già lavorano con me ❖ ❖ ❖ DOVE: presso B&B ‘Il Giardino Segreto’ di Anna Giuriatti (Annapurna), Via dei Bianchi 28, 19033 Castelnuovo di Magra (SP) - booking.com Stazioni Ferroviarie di riferimento: Sarzana. QUANDO: Arrivo giovedì 3 alle 18,00  Partenza domenica 6 alle 14,00. COSTO:  250 Continua a leggere →

358. Come mantengo il mio centro durante le attività?

Le diverse sfere dell’esperienza di un uomo comune sono: 1) fare, 2) percepire, 3) pensare, 4) sentire, e in ultimo 5) conoscere. I primi quattro tipi di attività cambiano in continuazione, solo l’ultimo è immutabile. Ogni volta che hai esperienza di uno dei primi quattro tipi, poniti la domanda: “A chi sta accadendo questa esperienza particolare?”. Vedrai senza alcuna difficoltà che non appartiene al ‘Principio-Io’ ultimo, ma solo a uno dei suoi quattro mezzi o strumenti. Allora Continua a leggere →

il problema più importante

• Per chi non pratica e si sente attratto dalla ricerca spirituale il passo è decidersi di praticare. A volte mi scrivono amici citandomi evangelisti neoadvaitini che predicano che non bisogna far niente. Mi dicono di essere in dubbio riguardo alla necessità di praticare. Io non cerco mai di persuaderli – tutto è perfetto così com’è. Penso tra me e me: “Hai Buddha, Shankara, Vasistha, Ramana, Atmananda, Anandamayi Ma e tutti gli altri grandi che insegnano l’importanza di praticare, Continua a leggere →

3 versi dal ‘Atma Sakshatkara’ (la realizzazione del Sé)

Tradotto dal sanscrito in tamil da Sri Ramana Maharshi Le note tra parentesi quadre sono mie. * * * Gli Agama sono scritture indù tradizionali considerate non meno autorevoli e autentiche dei Veda. Sono considerati insegnamenti rivelati divinamente e non viene attribuita loro alcuna paternità umana. Il culto del tempio si basa principalmente su di loro. Vi sono ventotto Agama cui è riconosciuta grande autorevolezza; tra questi, Sarva Jnanottara e Devikalottara sono straordinarie espressioni Continua a leggere →

devi diventare un rinunciante e un devoto

“Il modo naturale è stare in quel che è. Hai un certo stato? Ok. Triste? Ok. Arrabbiato? Ok. Deliziato? Ok. Annoiato? Ok… “Devi vedere il non movimento nel movimento, allora ti apparirà l’Eterno, quello che non cambia. “Dopo tu vorrai trattenere questo non movimento, ma questa è un’azione, e così uscirai dall’Eterno. “Dopo vai tentativi, e con l’aiuto di un insegnante se ne hai uno, capirai che devi MOLLARE! Che cosa? Di volere una cosa diversa da quello che appare”. “Ma Continua a leggere →

santità e illuminazione – 2

La confusione nasce dal fatto che si confonde la realizzazione con la forma della realizzazione. La realizzazione è l’identità col Sé, con l’Assoluto, punto! E non c’è niente di rango superiore all’Assoluto. Però la forma di quel realizzato potrebbe avere così pochi mezzi da riuscire a malapena a insegnare l’esperienza di come egli stesso è arrivato alla realizzazione. Quando chiedono a Sri Ramana dei 4 livelli di realizzati che le scritture indù citano – Brahmavidvarishta, Continua a leggere →

1233. “io so di essere”. come dimostrare che questa conoscenza non sia un’azione?

Io dico di essere il fautore e di essere il fruitore. Il fautore non è il fruitore, ma io sono entrambi. Dunque io sono lo sfondo non-agente di entrambi. Conosco il fare e conosco il fruire. Questa conoscenza è la mia natura, non l’azione, perché la conoscenza non si separa mai da me. Quindi “Io so di essere” significa: “Risplendo nella mia stessa luce”. [Notes on Spiritual Discourses of Sri Atmananda] Continua a leggere →

santità e illuminazione

Sono due cose diverse. A volte possono coincidere, a volte no. Un santo potrebbe non essere illuminato. Un illuminato potrebbe non essere un santo. Sicuramente quest’ultimo, non avendo spinte egoiche, non farà del male agli altri, ma potrebbe anche essere un ubriacone, avere un linguaggio grossolano e via dicendo. Il Sé, l’Atma, non è minimamente toccato dalle azioni che compie la persona che lo ospita – per così dire. Però, non vi è maestro spirituale che non patrocini la condotta Continua a leggere →

una delle difficoltà della pratica spirituale

C’era una pubblicità di Nino Manfredi che, riferendosi al caffè, diceva: “Più va giù e più mi tira su”. Nella pratica spirituale avviene il contrario: “Più vai su e più ti tira giù”. Un esempio. Fate la meditazione vipassana. Ieri sera è andata molto bene, ma stamattina vi sedete e siete opachi, o vi distraete continuamente, o vi sale su odio per quello che qualcuno vi ha fatto, o chissà che… Se non avete comprensione del ‘più vai su e più ti può tirare giù’ cominciate Continua a leggere →