Dio in noi si presenta come Io, ma il più delle volte bisogna restaurarlo per riconoscere che quello è Dio

La sensazione di Io è come Dio si presenta in noi. Quando una persona comune la contatta, la ritrova con varie sovrapposizioni; fondamentalmente l’identificazione col corpo e la personalità, più varie identità che fanno da corollario: io sono così, io sono cosà ecc. Ma se vi stai sopra con il riflettore della coscienza, gradualmente tutte queste identificazioni evaporano, allora rimane l’Io puro, che è insieme Sat e Chit, Essere e Coscienza. Se ti ci fondi è beatitudine traboccante. Dimorare Continua a leggere →

L’Oceano si Fonde nella Goccia

In un suo passo, Kabir disse che tutti sanno che la goccia si fonde nell’oceano, ma che pochi sanno che l’oceano si fonde nella goccia. Egli affermò che questa è la para-bhakti. Parabhakti è sapere che Dio ti Ama supremamente. Pochi hanno questa consapevolezza e ciò limita il loro abbandono a Dio. Limita anche la fiducia in se stessi e nelle proprie possibilità; per effetto proiettivo, limita la fiducia negli altri e nelle loro possibilità. Guru è colui che crede nei discepoli; per Continua a leggere →

Sul Nirvikalpa e il Sahaja Samadhi

Ho ripensato al dialogo che abbiamo avuto sul nirvikalpa nell’ultima seduta. Prima eri completamente attaccato alla visione dello yoga – Patanjali considera il nirbija samadhi imprescindibile per la liberazione. Di conseguenza hai sempre cercato di raggiungere un samadhi elevato e mantenerlo. Con tale disposizione ti fissi nell’identità di uno a cui manca qualcosa e che fa di tutto per ottenerla. Non è una buona idea per stabilirsi nel Sé. Le esperienze di samadhi elencate nello Yoga-Sutra Continua a leggere →

niente si oppone più a niente. niente che cerchi di catturare qualcosa

Dal punto di vista assoluto, quello che incontro è sempre Dio. Dal punto di vista del gioco karmico, quello che incontro è come io sono stato nel passato, quando credevo di essere un individuo. Il primo caso mi conduce al Supremo. Il secondo ad essere benevolo e tollerante verso il relativo. In entrambi i casi sono Uno con tutto. Queste comprensioni non diventano capisaldi intellettuali, servono a dissolvere il sogno della dualità. Una volta realizzati non si ricordano più (a meno che non Continua a leggere →

l’abbandono al Divino 2

Non sono coinvolto dalle cose che capitano intorno a me, sia che riguardino altri che la mia stessa persona, e su cui non posso far niente. Questo è dovuto al Distacco, dall’avere definitivamente capito che non val la pena di nutrire aspettative su un mondo così effimero e impermanente. Quando questo Distacco è accompagnato dall’Abbandono a Dio, conduce alla realizzazione, allo stato unitivo. Viceversa il distacco conduce a un ego algido che è irritato da un mondo che detesta e da cui Continua a leggere →

l’abbandono al Divino

L’Abbandono al Divino è l’unico stato in grado di distruggere la radice dell’ego. La pratica con sforzo iniziale serve a purificare la mente grossolana. La pratica del “Chi Sono Io?”, il continuo chiedersi: “Chi sono io? Chi sta pensando questo? Chi prova questa emozione?” ecc., serve a rendere noto il Sé, ma perché possiate rimanere stabilmente nel Sé dovete contemporaneamente praticare l’Abbandono al Divino. Questo Abbandono rimane come ‘stato naturale’ anche dopo la realizzazione. Continua a leggere →

le vasana e l’abbandono della via spirituale

Chi ha praticato nelle vite precedenti può avere un periodo di desiderio di Liberazione. Allora si presenta al maestro come uno che sarebbe pronto a morire pur di ottenerla. All’inizio si impegna molto nella pratica, ha qualche buon risultato, ma poi vede che ci vuole troppo tempo ed esaurisce la spinta. Perché? Perché è pieno di vasana (spinte mentali, desideri), e anche la spinta alla Liberazione entrava a far parte di quelle. Lo stesso capita con chi soffre molto. Vuole la Liberazione, Continua a leggere →

Brahman

L’eterno presente del Brahman, che tutto include nel suo implicito amore, che ogni supposto difetto trasmuta nella sua insita perfezione, è la meta bramata di qualsiasi ricercatore spirituale. È lì, immediatamente dopo la cortina della mente impura (piena di agitati contenuti), a placare ogni desiderio riempiendo il cuore di devozione ed estasi. Ti solleva dall’inferno del mondo e ti consegna al paradiso. Sì, il paradiso esiste, è il Brahman nirguna.   Continua a leggere →

fai una prova

Le persone comuni sono abituate a riferirsi alla mente come a una elemento indispensabile, probabilmente immaginano che senza mente non possano vivere. Questo è vero, ma solo parzialmente. La loro vera natura sta prima della mente. Vediamo se riesci a scoprirla facendo l’esercizio che ti propongo. Considera la mente e i suoi processi logici di causa ed effetto. Prova a sganciarti, anche solo per un momento, dalla mente e dai suoi processi. Cosa ti appare? Dovrebbe apparirti l’oceano unitivo Continua a leggere →