il nulla e la corda che tiene legato il secchio caduto nel pozzo

Su uno dei testi dedicati a Nisargadatta vi è un passo interessante. Una giovane racconta di aver preso parte a un ritiro spirituale ed aver scoperto che ‘Non Esiste Nulla’. “Sì” dice Nisargadatta, “E allora?”. “Cosa devo fare adesso?”. “Hai scoperto che non esiste nulla, ma ci sei ancora tu”, conclude Nisargadatta. Non voglio mettermi a confronto con Nisargadatta, non ne sono degno, ma io non avrei risposto così. Avrei detto: “Hai scoperto che non esiste nulla, ma non Continua a leggere →

recuperare la condotta di quella ‘religiosità superiore’ che Grandi Anime, di tutte le religioni e tradizioni, ci hanno mostrato

Vedo alcuni dei miei cari essere assai coinvolti nelle vicissitudini sociali. Quello è ego. Un praticante il raja yoga, la meditazione, l’autoindagine, dovrebbe aver conquistato maggior distacco ed equanimità. La fiducia nel Divino, dovrebbe rilassarlo circa le sorti del mondo e di lui stesso in quanto essere fenomenico. La mia, naturalmente, non è un’invettiva, comprendo queste reazioni; è un invito a questi cari a dare più peso a Ciò che veramente conta. Ed essi sanno di che si tratta. A Continua a leggere →

molti aspirante, una volta trovato il Sé, non sanno come procedere

Molti si impegnano nella ricerca del Sé, trovano il Sé e poi non sanno come procedere. Poiché aver trovato il Sé non significa ancora la realizzazione – cioè essere stabili nel Sé –, ma si entra ed esce, l’aspirante continua a fare la medesima pratica che l’ha portato alla scoperta del Sé. Ma quella conterrà dello sforzo e quindi manterrà la mente attiva, mentre ora la meta da conquistare è rendere la mente inattiva. Cosa bisogna fare una volta scoperto il Sé è racchiuso Continua a leggere →

lo stato di vacuità è stato il pomo della discordia di tutte le filosofie

Dice Sri Ramana Maharshi nel discorso 500: “Lo stato di vacuità è stato il pomo della discordia di tutte le filosofie”. Perché è così? Perché le parole ‘vuoto’ e ‘nulla’, usate quando si è vicini alla coscienza del Brahman, hanno un significato diverso dall’uso che se ne fa nel linguaggio comune. Nel linguaggio comune esse indicano mancanza, nella coscienza di Brahman indicano Purezza, vale a dire l’assenza di contenuti, di sovrapposizioni, di modificazioni mentali, Continua a leggere →

la storia di Huìnéng

A volte la stessa esperienza del Sé viene descritta in modo diverso, dovuto alla diversa cultura e al diverso temperamento di chi la descrive. Altre volte invece è diversa la comprensione dell’esperienza: una è più profonda e completa e l’altra è più parziale – e voi sapete che, come diceva Sri Atmananda (Krishna Menon): “Non è l’esperienza spirituale in sé che illumina, ma la corretta comprensione della stessa”. A tal proposito voglio raccontarvi la storia di Huìnéng, il Continua a leggere →

esiste certamente la Realtà che è Jnanananda

Ramana Maharshi – Dichiaro con certezza che anche quando la mente si estingue e non funziona più sotto forma di pensieri, continua ad esistere la Realtà [Io Sono] come dimora di Jnanananda* [Beatitudine derivante dalla Suprema Conoscenza]. Essa in precedenza era nascosta dal pensiero ‘io sono il corpo’ ed appariva limitata da tempo e spazio. Commento – Qui Sri Bhagavan asserisce che anche dopo l’annientamento del primo pensiero ‘Io sono questo corpo’, esiste un Sé che brilla come Continua a leggere →

l’odio non può porre fine all’odio

Ramana Maharshi, – Solo quel poderoso che ha il grande valore di vincere l’odio con l’amore è un vero saggio. Commento – “L’odio non può porre fine all’odio”, questo è stato l’insegnamento dei grandi Maestri. Alcuni aspiranti spirituali, assistendo alle atrocità che imperversano nel mondo, pensano sia loro dovere attaccare gli ingiusti, ma fanno questo con odio. Bhagavan rammenta loro che, nella Realtà spirituale, i molteplici esseri senzienti sono invero l’Uno senza secondo, Continua a leggere →

mantenere l’attenzione sull’Essere-Coscienza

Mukti — Amare, Prendere Rifugio, Associarsi ai Saggi, Rimanere nel Cuore, Assorti, Identificati, Uniti, Arresi, Ricordare, Adorare, Dimorare, Riposare, Devozione, Servire, Riunire, Contemplare, Essere, Scomparire... Come nella preghiera di Dhruva nel libro IV dello Shrimad Bhagavatam: “Possa io ricordare sempre il Signore, poiché solo vivendo continuamente nella Coscienza di Dio un uomo può essere liberato dalle illusioni del mondo”. Una Grazia ❤ Sergio — Quando si mantiene l’attenzione Continua a leggere →

il mondo è solo spirituale

Sri Ramana Maharshi, dal Discorso 328 Un europeo chiese con tono misurato, parlando lentamente e con chiarezza: “Perché gli individui dovrebbero rimanere intrappolati nelle vicende di questo mondo e raccogliere in cambio soltanto problemi? Non dovrebbero essere liberi? Se vivessero nel mondo spirituale avrebbero maggiore libertà”. M.: Il mondo è solo spirituale. Poiché vi identificate col corpo fisico, pensate che questo mondo sia fisico e che ve ne sia un’altro spirituale. Invece ciò Continua a leggere →

la soluzione è sempre stare nel Sé

Mi pongo la domanda: a che serve tutto questo affanno se non si può fare niente? Mi viene in mente la dissertazione di Francis Lucille su sofferenza psicologica e sofferenza reale nel mondo relativo. Spesso la sofferenza psicologica è maggiore di quella concreta. Ecco perché dico: ogni giorno ha il suo affanno. Se si può fare qualcosa si fa, altrimenti perché preoccuparsene. Dovremmo comunque morire un giorno e non ci possiamo fare niente. Non conviene allora stare nel Sé e lasciare che Dio Continua a leggere →