esistono realizzazione di basso e medio livello?

— Caro Sergio, nel tuo post ‘Il Corpo Divino’ dici: “Tutte le Realizzazioni di alto livello includono la possibilità di assumere un corpo divino”. Esistono allora realizzazione di basso e medio livello? E perché? — Perché gli aspiranti si accontentano e si dichiarano realizzati troppo presto. Ti faccio un esempio. Un sadhaka mi scrive: “Caro Sergio, osservare che ogni cosa che appare alla coscienza, sia del mondo interno che del mondo esterno, sono io, mi apre il cuore e acquieta Continua a leggere →

il corpo divino

— Caro Sergio, oggi mi confrontavo con una cara amica sulla differenza tra la realizzazione che non include il corpo e quella che include il processo del corpo divino, secondo le indicazioni,tra gli altri, di Rajarshi Muni. — Tutte le Realizzazioni di alto livello includono la possibilità di assumere un corpo eterico e divino. Quella del Signore Lakulisha è una delle vie possibili. Nel Buddismo si chiama ‘dharmakaya’, nello Dzogchen ‘corpo luce’. Nel capitolo 14 Nella Sri Ramana Continua a leggere →

il santo disprezzo per il non-Sé

Shankaracharya Anatma Siirivigarhanam (Il santo disprezzo per il non-Sé) Si ottiene un sapere eminente, e poi? Si diventa ricchi e potenti, e poi? Ci si diverte con una bella donna, e poi? Certo non è così che si percepisce il Sé . Ci si adorna con braccialetti ed altri gioielli, e poi? Ci si veste di abiti di seta, e poi? Ci si delizia con delle vivande squisite, e poi? Certo non è così che si percepisce il Sé . Si visitano dei luoghi ameni, e poi? I parenti e gli alleati sono Continua a leggere →

riflessione sul commento 1187 di Sri Atmananda

Il Testimone si evolve. In un primo momento osserva bene le apparenze cercando di non essere coinvolto. In questa fase voi sentite di avere ancora le radici sulla superficie dell’oceano; in altre parole, per quante esperienze dirette non-duali possiate avere, sostanzialmente continuate a sentirvi e ad agire come un essere umano normale. A un certo punto però, maturando la purificazione prodotta dalla vostra sadhana, con vostra grande sorpresa all’improvviso fate un passo indietro – one Continua a leggere →

1187. soggetto e oggetto in attività

In tutte le attività c’è solo l’oggetto e nessun soggetto [dell’azione]. Esamina qualsiasi attività. Sembrano esserci due ‘io’ che funzionano simultaneamente: l’ego, o ‘io’ apparente, come colui che agisce, e il Principio-Io, o vero ‘io’, come colui che conosce. Il primo cambia continuamente, il secondo non cambia mai. Perciò io sono sempre il conoscitore e mai l’agente. Dunque non c’è l’agente, o soggetto [dell’azione], ma solo l’azione senza un attore. Il Continua a leggere →

commento al commento 243 di Sri Atmananda

Nella spiritualità spesso si invitano gli aspiranti ad amare e allora essi comprendono che devono amare persone, animali, piante ecc. Sì, se vedono persone, animali ecc. è corretto che amino quelli. Ma a un livello più profondo l’amore non è altro che la visione della non-dualità, la visione che esiste solo il Sé. Infatti Sri Atmananda usa le parole ‘Conoscere’ e ‘Amare’ come sinonimi, perché ‘Conoscere’ è sapere che quell'oggetto è il Sé. Egli dice: “Lo stato Sahaja Continua a leggere →

243. qual è il significato dello stato sahaja?

Sei stabilito in ciò che veramente si intende o accade quando dici di conoscere o amare. Conoscere o amare un oggetto è in realtà portarlo sempre più vicino a te, finché alla fine l’oggetto si fonde in te come Coscienza o Pace. L’Amore e la Coscienza puri sempre annientano l’ego. In affermazioni come “Colui che vede...”, “Colui che sente...”, “Colui che pensa...” ecc., il ‘Colui’ non qualificato è la Realtà Assoluta stessa. Chi è in grado di rendersene conto Continua a leggere →

Sri Atmananda: ‘la cosa in sé’, più il mio esercizio di mind clearing

SERGIO: ESERCIZIO DI MIND CLEARING Ho tradotto il capitolo ‘La Cosa in Sé’ dalle ‘Note sui Discorsi Spirituali di Sri Atmananda’. Mi ha ispirato il seguente procedimento di Mind Clearing: Il vostro assistito ad esempio dice: “Sono arrabbiato perché è successa questa tale cosa”. Qui abbiamo un evento e la rabbia. Mettiamo che voi decidiate di lavorare sulla rabbia – il ché è saggio perché se volete lavorare sull’intero evento dovete scomporlo nei percetti elementari Continua a leggere →

le due grandi fasi dell’autoindagine

I PRIMI DUE PASSI Il primo passo è ottenere attraverso l’autoindagine delle esperienze dirette non-duali della propria vera natura, tante quanto basta per capire ‘Chi’ veramente siamo. Il secondo passo è rendersi conto che il mondo fenomenico non esiste (come insegna lo Yoga Vasistha), discreando col Testimone, in funzione ‘neti’ (io non sono questo), buona parte della mente. L’ESAURIRSI DI NETI Raggiunto tale livello non è più evolutivo continuare ad usare la funzione Continua a leggere →