la causa della sofferenza

Anni, fa durante la lezione, un Lama ci chiese quale fosse secondo noi la causa della sofferenza. Io prontamente risposi: “l’impermanenza!”.

“No!” fu il suo commento, ma io non capii dove fosse l’errore.

Poi ha continuato spiegando l’attaccamento e l’avversione come causa dell’ego e quindi della sofferenza. Compresi quei concetti solo intellettualmente e restai insoddisfatto. Anche quando provai ad applicare quell’insegnamento non ebbi alcun successo, poiché in realtà ‘pensavo’ ad esso, ci giravo intorno…

Poi compresi, in modo del tutto inaspettato. Un giorno osservavo intensamente il mare.
Davanti gli occhi solo lo scintillare incessante delle onde e delle increspature, una sorta di spettacolo cosmico, niente su cui far dimorare lo sguardo, finché… anche la mente cessò di dimorare all’esterno, si introvertì nel silenzio e allora si svelò la pura consapevolezza, immota, eterna.

Trovare il ‘dimorare’ nell’assoluta impermanenza fu una grande sorpresa!

Comprendere l’impermanenza apre all’Abbandono che è l’essenza dell’insegnamento e della realtà.

Marco Mineo

Informazioni su Sergio Cipollaro

Io e gli altri Maestri della nostra famiglia spirituale – Anna Gagliano, Cristina, Marco Mineo, Renato Cadeddu, Roberta Gamba e Sara Salvatico – insegniamo l’Autoindagine, la ricerca del Sé, secondo la nostra esperienza diretta e gli insegnamenti dell’Advaita “classica”. Nessun fine di lucro! Unici due requisiti richiesti agli allievi: sincero desiderio di realizzare l’Assoluto, accedere all’insegnamento con abbandono e amore. Dato che abbiamo ricevuto molte e-mail da persone non mosse da serie intenzioni, che hanno chiesto la nostra guida e dopo uno o due contatti non si sono più vive, per verificare la serietà delle intenzioni abbiamo deciso che chi vuole ricevere la nostra guida per l’autoindagine deve prima partecipare a un nostro Ritiro di Autoindagine.
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