walkin’ in the rain

Quando camminavo col mio Maestro sotto la pioggia, soleva dirmi: “Non camminare così in fretta, piove dappertutto”. Perché le cose non vanno come speriamo, si produce sofferenza. L’unico modo per sopportare il dolore è lasciare che sia doloroso. Cos’è il buddismo? Accetta le cose come sono e cerca di renderle il migliore possibile. Shunryu Suzuki Roshi COMMENTO DI SERGIO: Renderle il migliore possibile non vuol dire diventare un soffritore professionista… Continua a leggere →

le sofferenze e le tragedie della vita

Le sofferenze e le tragedie della vita mettono a nudo la nostra parte più umana, in modo forte e profondo lasciando davvero spazio al manifestarsi della vita con irruenza e potenza. Da lì nasce una reale e struggevole consapevolezza delle cose, tramite un processo doloroso, ma vero. Da lì nasce la vera consapevolezza di essere oltre a tanti schemi mentali e ruoli.

Rudra Andrea Rada

sofferenza e dolore, due cose ben diverse

Dai Satsangha di Francis Lucille Partecipante: — Vorrei fare una domanda sul dolore e la sofferenza. Lucille: — C’è differenza tra le due cose. Vuoi dire dolore o sofferenza? Partecipante: — Penso che sia artificioso dire che c’è differenza. Direi che in molti casi vanno mano nella mano. Lucille: — La sofferenza, quella psicologica, non è necessaria e può essere evitata, ma esiste certamente il dolore, e non può essere evitato, questa è la differenza. Provare e dolore Continua a leggere →

la causa della sofferenza

Anni, fa durante la lezione, un Lama ci chiese quale fosse secondo noi la causa della sofferenza. Io prontamente risposi: “l’impermanenza!”. “No!” fu il suo commento, ma io non capii dove fosse l’errore. Poi ha continuato spiegando l’attaccamento e l’avversione come causa dell’ego e quindi della sofferenza. Compresi quei concetti solo intellettualmente e restai insoddisfatto. Anche quando provai ad applicare quell’insegnamento non ebbi alcun successo, poiché in realtà Continua a leggere →

sofferenza

Allieva: — Il mio cammino spirituale appare interrompersi per un attaccamento ad una questione materiale. Un’ingiustizia nella mia vita non mi fa più andare oltre: pensieri ossessivi circa il desiderio di giustizia, di riscatto per il torto ricevuto, l’identificazione con questi pensieri, questo lato oscuro che non avevo mai sperimentato prima d’ora, il rancore… mi riportano al grado più basso della consapevolezza. Non riesco più a ricongiungermi con il mio essere essenziale e nello Continua a leggere →

lo sfondo di infinita quiete

Marco Mineo: — Sarvam annam (Tutto è nutrimento): Lo stress per gli impegni che sembrano succedersi all’infinito può motivarti a comprenderti come originaria non-azione. la confusione intensa può farti decidere di scindere finalmente il legame col pensiero e conoscerti come Silenzio. La sofferenza intensa può farti decidere di vedere finalmente che CHI soffre è il corpo non tu. Che ogni turbamento ti possa rendere consapevole di essere sempre lo sfondo di infinita quiete. Fabrizio Continua a leggere →

la fine della sofferenza

La fine della sofferenza avviene quando ‘chi’ soffre non reclama più niente; c’è un mollare la presa. ‘Chi’ soffre d’amore, di paura e altro quando non c’è più un individuo che si attribuisce tutto questo? La sofferenza fisica resta, ma non c’è più la pressione ansiosa della mente: “Io ho dolore… O Dio mio!! Ahi ahi…”. C’è dolore, ma non si fissa a causa della continua azione rievocativa della mente che batte dove il dente duole… Se non c’è compulsività Continua a leggere →

la cosa più difficile non è liberare l’aspirante dalla sofferenza, ma liberarlo dalla felicità

Fabrizio Torre — Non fare l’errore di credere che non ci sarà più sofferenza. L’unica cosa che può andar via è “chi soffre”... La cosa più difficile non è liberare l’aspirante dalla sofferenza, ma liberarlo dalla felicità (felicità derivante da stati mentali, non dalla gioia dell’essere). N. — Caro Fabrizio, quindi la sofferenza ci sarà sempre, solo sarà diverso il percipiente? Ti chiedo questo perché in questi giorni provo sofferenza. Qualche volta la faccio mia e Continua a leggere →

La Sofferenza Equivale al Sé Separato

Ho trascritto il testo del video di Rupert Spira per un non udente. Lo condivido con voi: Rupert – La sofferenza è uguale a resistenza, e la resistenza vuol dire: sé separato. D. – La mia impressione era che la sofferenza in se stessa non era il problema, ma che il problema sorge quando c’è qualcuno che soffre. R. – Prendiamo prima questa tua affermazione per cui la sofferenza non è un problema. Uno dice: “La mia ragazza mi ha lasciato e come risultato sto soffrendo”, Continua a leggere →

Un metodo per evitare la sofferenza

— Caro Sergio, ti prego insegnarmi il sistema per accettare, sopportare l’invadenza di certe persone, la loro esuberanza e a volte il loro comportamento offensivo. Quando sono di fronte a loro io mi concentro sull’ ‘IO’, il Sé. Ma nonostante i miei tentativi mi sento risucchiata da queste presenze, ferita dalle loro  false comunicazioni, e mi osservo forzata in un comportamento ipocrita per paura di ferirle. Cerco di trovare l’amore e  la compassione per accettarle, ma non ne sono Continua a leggere →