i silenzi di Bernadette Roberts

Bernadette Roberts era cattolica, quindi lei dà un nome coniato da lei ai vari tipi di Silenzio. Ma guardate quanti ne distingue: “La mia passata esperienza mi aveva portato a conoscere intimamente vari tipi e livelli di silenzio. C’è un silenzio interiore; c’è un silenzio che viene dall’esterno; un silenzio che ferma l’esistenza e un silenzio che inghiotte l’universo intero. C’è un silenzio del sé e delle sue facoltà: volontà, pensiero, memoria, emozione. C’è un silenzio Continua a leggere →

un errore tipico

Tu dici: “Lester Levenson, ‘Preformare Tutto in Amore’, eccezionale”. E alcuni dicono “Che scoperta è? Persino gli hippy dicevano fai l’amore e non fare la guerra. È l’amore, qual è la novità?”. È l’aria, che novità c’è? Poi qualcuno disegna un’ala e un altro costruisce una turbine e tu voli. È sempre l’aria, ma adesso stai volando. Per capire Lester Levenson dovete capire a fondo la sadhana, non la parola amore, altrimenti non vedrete l’aereo. Continua a leggere →

un primo passo

La Storia di Lester Levenson è un primo passo, ma c’è ancora da chiarire per comprendere a fondo questa via. Per esempio la paura della morte è trattata solo in due righe. Altra cosa appena sorvolata è la comprensione delle cose, anche di quelle che prima erano incomprensibili, che si ottiene con la purificazione della mente. C’è un punto in cui Lester dice: “Sentivo che non avevo più bisogno di fare nulla”; la frase meriterebbe un capitolo, invece è soltanto menzionata. Inoltre Lester Continua a leggere →

il mio essere è esattamente il senso di essere dell’universo

Caro Sergio, da qualche giorno c’è un contatto diverso con ‘CIÒ CHE C’È’. È come se ciò che prima faticavo a sostenere, ora, pur rimanendo immutato il sentire, è più familiare. Nel senso che ‘è’: fermo, stabile, pulito. Ciò che è, è, senza interferenze. E il momento presente è perfetto, puro e cristallino. Tutto è. Il piacere è sempre più familiare, inteso come beatitudine profonda e onnipervasiva. È come se mi stessi allineando a questo piacere e potessi contenerlo, Continua a leggere →

mi sento da un lato autoconsapevolezza e dall’altro corpo-mente

— L’aforisma 126 di Atmananda inquadra bene quanto vivo in meditazione. Mi sento da un lato ‘autoconsapevolezza’ e dall’atro corpo/emozione/stato d’animo, che fungono da prigione, focalizzandosi soprattutto nella sensazione di chiusura dello sterno. So che devo separare l’Io Sono dalla sua prigione. Ci si può muovere al riguardo con maggiore forza o astuzia o con cosa? —Buona domanda! Continua a ripeterti: “Sono Pura Consapevolezza e Tutto e Pura Consapevolezza”. Quando l’attenzione Continua a leggere →

1003. in che modo considerare ‘Io Sono Tutto’?

Il tutto dovrebbe fondersi nell’io e scomparire, lasciando solo l’io assoluto. Ma se si inizia ad espandere l’io nel ‘tutto’, si sbaglia e si rimani ancora oggetto. L’oggettività deve scomparire completamente. • Commento di Sergio – Questo capita a tutti. L’esperienza diretta del Sé fa straripare l’amore, e questo ci riproietta verso il tutto coinvolgendoci di nuovo con esso. Primo o poi siamo feriti da questo coinvolgimento e allora ci riproiettiamo verso l’io assoluto. Continua a leggere →

Sri Atmananda: ‘la cosa in sé’, più il mio esercizio di mind clearing

SERGIO: ESERCIZIO DI MIND CLEARING Ho tradotto il capitolo ‘La Cosa in Sé’ dalle ‘Note sui Discorsi Spirituali di Sri Atmananda’. Mi ha ispirato il seguente procedimento di Mind Clearing: Il vostro assistito ad esempio dice: “Sono arrabbiato perché è successa questa tale cosa”. Qui abbiamo un evento e la rabbia. Mettiamo che voi decidiate di lavorare sulla rabbia – il ché è saggio perché se volete lavorare sull’intero evento dovete scomporlo nei percetti elementari Continua a leggere →

un grande successo!

— È capitato il finimondo sul lavoro: urla, rimproveri contro di me… B. [il suo nome personale] si agitava, aveva le palpitazioni e vedeva dei puntini bianchi [finora era sempre stato una persona estremamente suscettibile]. Ma io ero perfettamente tranquillo. Immaginavo che anche B. stesse tranquillo, ma la reazione psicosomatica avviene ugualmente, solo che non sono quella. Great! Questo del testimone è un grande insegnamento. Sembra dire: non è importante vincere o perdere una battaglia, Continua a leggere →

lo stato senza concetti – 1

NON COGITO ERGO SUM! Dipende da cosa si intende per ‘ego sum’ (io sono). Non c’è nessun samkalpa (intenzione) quindi non c’è pensiero, quindi non c’è mondo; vi può essere la percezione sensoriale del cosiddetto mondo, ma niente che abbia un nome, perciò non c’e nessuno che abbia i concetti di mondo e di oggetti. Detto questo, la mente può anche pensare, mentre IO sono non-intenzione. Non-intenzione è assai più chiaro di non-azione, perché l’azione è il riflesso dell’intenzione. Continua a leggere →