puro ininterrotto silenzio

Ho tradotto questa risposta di Rupert Spira perché mostra come sia importante continuare l’autoindagine anche dopo un’importante realizzazione, al fine di smantellare le vecchie abitudini-pensiero che continuano a presentarci una realtà duale anche dopo significative e ripetute esperienze dirette della nostra vera natura. Abbiamo non pochi amici, maturi spiritualmente, in questa condizione. A loro dedico le parole di Rupert.

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Caro Rupert,

senza voler etichettare niente troppo frettolosamente, è accaduto qualcosa di significativo. Negli ultimi quattro o cinque giorni si è aperta una nuova e spaziosa consapevolezza in cui la conoscenza precedentemente, meramente intellettuale, si è spostata verso l’esperienza diretta. È veramente incredibilmente disorientante, e ho pensato che tu fossi la persona migliore a cui chiedere chiarimenti.

Prima avrei potuto dire che c’erano mondi interni ed esterni; l’esterno era il mondo e l’interno la mia personalità, i pensieri ecc. Ora sembra che c’è solo l’interno e il mondo e i pensieri accadono tutti contemporaneamente su un unico grande schermo panoramico.

Mi scopro incapace di parlare per la maggior parte del tempo e siedo semplicemente in silenzio, in uno stato assolutamente ‘orgasmico’. La cosa più sorprendente è che la mia reattività ai fenomeni sembra sostanzialmente invariata, è normale? Piers sembra essere timorosi e insicuri come sempre, ma è testimoniato la maggior parte del tempo e gli è permesso di essere.

Ciò che volevo chiedere è se questa reattività cambierà col tempo calmandosi nel silenzio. I pensieri sono ora visti come un aspetto di questo organismo mente-corpo, e non credo più di avere alcuna influenza su di loro in entrambi i casi. Ma se si potrebbe dire che si tratti di brama rimanente è per il puro silenzio ininterrotto, perché questo campo di consapevolezza che io sono scorra senza che nemmeno la personalità influenzi il ruscello gorgogliante dei pensieri.

Qualunque consiglio tu possa darmi su questa fase dell’indagine è molto apprezzato.

Con I migliori auguri e grazie,
Piers

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Caro Piers,

Ci sono due cose che vorrei dire.

In primo luogo, la reattività personale ai fenomeni che descrivi può derivare da:

1) la convinzione profonda e la sensazione che ciò che siamo è un’entità limitata separata con tutta l’inevitabile insicurezza e vulnerabilità insita in questa posizione,

2) una vecchia abitudine di pensare e sentire per conto di un’entità separata che è stata tuttavia chiaramente vista essere inesistente.

Ciò che ci permette di vedere chiaramente che non siamo una entità separata limitata è la comprensione esperienziale che siamo senza limiti: Consapevolezza non localizzata.

La reattività del primo tipo è perennemente rigenerata e nutrita dalla credenza nella separazione.

La reattività del secondo tipo è semplicemente dovuta a residui di ignoranza che continuano a giocare a livello della mente e del corpo e che naturalmente appassiranno col tempo.

Questi residui sono profondamente radicati non solo nel nostro modo di pensare ma soprattutto nel nostro in cui sentiamo, ci muoviamo e agiamo.

Il processo di autoindagine che è stato impegnato prima della comprensione esperienziale della nostra vera natura può continuare dopo. In questo caso è più un processo di cooperazione con la nostra comprensione esperienziale che, per un periodo di tempo, facilita il riallineamento della mente e del corpo con quella comprensione.

In questo caso, nel nostro tentativo di vivere la nostra comprensione in ogni ambito di esperienza, verranno esposte le vecchie abitudini di pensare, sentire e agire.

La cosa importante è non avere assolutamente nessun programma con loro. Ogni programma sarebbe di un’entità apparentemente separata.

Queste vecchie abitudini vanno semplicemente esposte e accolte. Le vediamo per quello che sono, consenti loro di mostrare se stesse pienamente, vedi che sono completamente vuote di contenuto e lasciale morire nel loro tempo.

Quando avranno incontrato questa benevola indifferenza, questi sentimenti verranno derubati dell’unica cosa necessaria per mantenerli in vita: la resistenza, e di conseguenza lentamente appariranno sempre di meno nella nostra vita.

In secondo luogo, il desiderio di ‘puro silenzio ininterrotto’ “perché questo campo di consapevolezza che io sono scorra senza che nemmeno la personalità influenzi il ruscello gorgogliante dei pensieri “ è semplicemente più ruscello gorgogliante di pensieri!

Vedi chiaramente che “questo campo di Consapevolezza” è già il “puro silenzio ininterrotto” in cui tutti i ‘ruscelli gorgoglianti di pensieri’ nascono e di cui sono fatti.

Una volta che è chiaro che tutti i ‘ruscelli gorgoglianti di pensieri’ sono fatti solo di Consapevolezza, si realizza allo stesso tempo che nulla di ciò che sorge può di velare il sempre presente puro silenzio ininterrotto.

Con questo strato di brama sciolto nella chiara visione, le ultime tracce di alterità e di resistenza lentamente si scioglieranno, lasciando il puro silenzio ininterrotto, a volte a riposare tranquillamente nel proprio essere, e a volte a gorgogliare come mente, corpo e mondo; ma mai per un istante essere o conoscere nient’altro che se stessi.

Con amore,
Rupert

http://non-duality.rupertspira.com/read/pure_unbroken_silence155

Informazioni su Sergio Cipollaro

Io e gli altri Maestri della nostra famiglia spirituale – Anna Gagliano, Cristina, Marco Mineo, Renato Cadeddu, Roberta Gamba e Sara Salvatico – insegniamo l’Autoindagine, la ricerca del Sé, secondo la nostra esperienza diretta e gli insegnamenti dell’Advaita “classica”. Nessun fine di lucro! Unici due requisiti richiesti agli allievi: sincero desiderio di realizzare l’Assoluto, accedere all’insegnamento con abbandono e amore. Dato che abbiamo ricevuto molte e-mail da persone non mosse da serie intenzioni, che hanno chiesto la nostra guida e dopo uno o due contatti non si sono più vive, per verificare la serietà delle intenzioni abbiamo deciso che chi vuole ricevere la nostra guida per l’autoindagine deve prima partecipare a un nostro Ritiro di Autoindagine.
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