scenari distopici 2

— Sollecitata dalla tua domanda mi rendo conto di essere spesso in un’identità ordinaria che vede il mondo ‘fuori’... Me ne rendo conto e mi dispiace. C’è la comprensione intellettuale della verità, ma un’abitudine mentale che si ripropone. Se interiormente non incorro nell’odio degli artefici dei progetti distopici, è comunque molto sottile il confine, anche in termini di tempo dedicato alle notizie rispetto a quello dedicato all’interiorità. Sento che è un momento molto delicato, Continua a leggere →

vedere il Divino e scenari distopici

— Caro Sergio, la pratica che suggerisci sento di poterla applicare alle relazioni ordinarie (in tutte le persone che conosco posso riuscire a vedere dei Deva), ma le aree dark possono restare quelle politico/sociali. In questo periodo i progetti globali per gli esseri umani appaiono correre velocemente verso il transumanesimo, la robotizzazione degli esseri umani, l’eliminazione del collegamento con il Divino. Anche se mantengo interiormente la fiducia che questo progetto sarà sconfitto, Continua a leggere →

il lavoro su una subpersonalità paranoide # 2

— Lui c’è ancora? [vedi foto in basso] — C’è più l’altro, lui è tacitato. Ma pure l’altro rompe: soffre, ha aspettative... Oggi ho deciso di rompere con tutto il modo in cui ho vissuto. Voglio tacitare la mente, essere colui che testimonia, che vede tutto in modo fresco, nuovo. Se c’è sofferenza, va bene, se c’è gioia va bene. In entrambi i casi la voglio sentire. Sono stufissimo di dire ogni anno che passa che non ho ancora realizzato e ritrovarmi le solite sofferenze con Continua a leggere →

il lavoro su una subpersonalità paranoide con un aspirante di medio livello

— Tu hai una subpersonalità paranoide. Non te l’ho menzionato prima perché ti saresti identificato con essa e saresti stato male. Ora invece hai la capacità di osservarla con un certo distacco. Leggine il profilo che ti mando. Ho selezionato per te una 50ina di item (voci di una lista) che riguardano questo profilo di personalità. Sono tanti, ma alcuni si ripetono e perciò lavorando sulla lista li troverai già trasformati quando arrivi a loro, altri non ti apparterranno. Tutta la lista Continua a leggere →

il testimone maturo

— Volevo dirti che sto cominciando ad usare una tecnica che consigli in uno degli articoli del tuo sito, cioè rimanere concentrato sui sensi, in particolare il senso della vista, invece che su ciò che viene percepito, causando catene di associazioni ed immagini mentali. Devo dire che mi aiuta molto a rimanere nel testimone. — È una buona pratica propedeutica. Bisogna però sapere che il testimone maturo avviene stando centrati nel Sé mentre con la coda dell’occhio si osserva la maya Continua a leggere →

è tutto questo in questa forma di silenzio

Caro Sergio, in questi giorni colgo in particolare la parola Silenzio in riferimento al Sé. C’è il bellissimo capitolo del libro di Bernadette Roberts, “La Mente Silenziosa”, nel quale mi sembra di riconoscere un po’ quello che colgo. Non parlo del silenzio come assenza assoluta di rumori, o come assenza di qualcosa, e nemmeno come profondità, parlo di un silenzio che sta sullo sfondo di tutto quello che c’è, compreso anche il chiacchiericcio dei pensieri e tutto quello che la coscienza Continua a leggere →

tutto quello che ti viene richiesto

— Sto praticando poco e non sufficientemente bene. Sono piuttosto stanco e quando medito tendo a dormire... — Tutto quello che ti viene richiesto è di ESSERE CONSAPEVOLE. Anzi, di ESSERE LA CONSAPEVOLEZZA. Questo è IL FINE. Il fare della sadhana è un mezzo; serve alla purificazione, perché sono tali e tante le spinte della mente da non riuscire a vedere la Consapevolezza e ancor meno ad essere Quella. Perciò, anche se sei stanco, cerca di individuare quella Consapevolezza che si Continua a leggere →

il terzo toro dello zen: quando il Sé viene confuso con gli opposti della mente

— Stamattina ero in meditazione, ho mandato amore, mi sono concentrato su Bhagavan e fuso con il guru, ad un certo punto ho sentito di non essere più io, una sensazione di profonda ‘assenza’, non riesco proprio a descrivere, era una bellissima sensazione non di beatitudine ma come di non essere. — Se guardi i 10 tori dello Zen, l’aspirante all’inizio vede solo parti del toro (il Sé): non esisto, sono tutto ecc. È la fase in cui l’aspirante entrando nel Sé perde delle identificazioni, Continua a leggere →

alcune domande

— La pratica sta continuando con fasi alterne, ma comincio a comprendere meglio. Vorrei farti alcune domande. Se ho capito bene nella advaita vedanta si separa l’ego dal io/sé. L'ego è la identificazione illusoria mentre io e se sono la stessa cosa? È così? Perché in altre filosofie o approcci indicavano io e ego come sinonimi. — Non è così. Quando tu porti la coscienza su un oggetto, col tempo le cose false, illusorie vengono dissolte e la Verità resta. La Verità è sempre il Continua a leggere →

un ladro che scappa di casa

— Come sta andando? — L’abitudine di stare nella mente non è completamente sradicata. Tuttavia riesco a dimorare nel Sé abbastanza bene. Se emergono conflitti invio amore e cessano. Sto lavorando sulle distrazioni durante la sadhana e se emerge qualche desiderio o un mio pensiero, cerco di inviare amore alla mia persona o di tornare a dimorare. — Quando guardi dentro di te, cosa trovi? Distrazioni a parte... — Il Sé c’è sempre. Poi c’è il desiderio di approfondirlo, avere Continua a leggere →