il riflesso condizionato

— Sto provando con lena a non farmi travolgere dalle circostanze, ma la depressione mi attanaglia. Non è depressione ‘calda’, ma fredda, per non farmi travolgere. Resto con quello che c’è. Vedo e sento. Non mi lamento, ti presento semplicemente il fatto. Non posso scappare, quindi sto e soffro.

— Devi comprendere che la depressione e tutte le sensazioni spiacevoli che le fanno da corollario sono lo stimolo condizionato che induce in te la risposta condizionata di essere intemperante.

Esaminiamo l’esperimento di Pavlov sul riflesso condizionato. Chiuse dei topi in una gabbia e poi per un po’ di volte somministrò una scarica elettrica unita a una luce rossa*. Poi cominciò a somministrare solo la luce rossa e i topi immancabilmente reagivano come se vi fosse anche la scarica elettrica.

Come si decondiziona il riflesso condizionato? Legò i topi al fondo della gabbia in modo che non potessero reagire e somministrò la luce rossa; i topi attraversarono una crisi come se stessero subendo una scarica elettrica e dopo un po’ si decondizionarono dallo stimolo della luce rossa.

Nel tuo caso devi legarti da solo, cioè: accetta quella depressione, non rifuggirla, stalle dentro e dopo un po’ svanirà.

Fammi sapere.

* L’esperimento di Pavlov fu con dei cani. Ricevevano cibo ogni volta che suonava un campanello. Quando in seguito suonava quel campanello i cani salivavano anche se non era presente del cibo. Quello dei topi probabilmente me lo sono inventato. Me ne sono avvalso per mostrare come il dolore rimasto inconscio continui a produrre comportamenti condizionati e come decondizionarsi.

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