Sri Ramana Maharshi su kundalini, sushumna e chakra

Le note tra parentesi quadre sono di Sergio

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DA “RAMANA GITA”, Capitolo 9 – IL TAGLIO DEL NODO

Domande sono state poste da Ganapati Muni.

1. Una sera, il 14 agosto, chiesi al Maharshi sul ‘taglio del nodo’, argomento su cui anche gli eruditi hanno dei dubbi.

2. L’effulgente Bhagavan, Ramana Maharshi, ascoltò la domanda, meditò per un po’ e parlò nel suo modo divino.

3. Il ‘nodo’ è il legame tra il Sé e il corpo, la consapevolezza del corpo sorge a causa di tale legame.

4. Il corpo è materia, il Sé è coscienza. L’intelletto desume il legame tra i due.

5. È a causa della luce diffusa della coscienza che il corpo funziona. Poiché nel sonno, nello svenimento ecc. non vi è consapevolezza del mondo, la sede del Sé dev’essere desunta.

6. Proprio come la corrente invisibile passa attraverso fili visibili, così la fiamma della coscienza scorre attraverso i vari canali del corpo.

7. Consolidandosi in un centro, la fiamma della coscienza illumina l’intero corpo proprio come il sole illumina il mondo intero.

8. È a causa della diffusione della coscienza che si diventa consapevoli del corpo. I saggi affermano che il centro di tale irradiazione è il Cuore.

9. Il flusso di coscienza è dedotto dal gioco delle forze nei canali. Le forze attraversano il corpo, ognuna abbraccia un canale particolare.

10. Il canale attraverso il quale scorre la coscienza è chiamato ‘sushumna’; si chiama anche ‘atma nadi’ , ‘para nadi’ e ‘amrita nadi’.

11. Poiché la coscienza pervade l’intero corpo, si diventa attaccati al corpo, lo si considera il Sé e si vede il mondo separato da se stessi.

12. Quando attraverso la discriminazione ci si distacca e, indagando con mente concentrata, si rinuncia all’idea di essere il corpo , ha luogo la purificazione dei canali.

13. Con la purificazione dei canali il Sé si separa da essi e brilla entrando nel canale supremo [sushumna].

14. Quando la coscienza rimane solo nel canale supremo, allora brilla soltanto il Sé.

15. Anche se vi sono oggetti vicini, questi non sono visti come separati. Sì è consapevoli del Sé tanto chiaramente quanto l’ignorante è consapevole del proprio corpo fisico.

16. Colui al quale brilla solo il Sé – dentro, fuori e ovunque –, così come nome e forma brillano per l’ignorante, questi ha tagliato il nodo.

17. Il nodo è duplice: uno riguarda il legame con le nadi, l’altro riguarda l’attaccamento mentale [al proprio io personale, al proprio corpo, agli oggetti del mondo]. Il percipiente, benché sia sottile, attraverso i canali vede che l’intero mondo è grossolano.

18. Quando la mente viene ritratta dagli altri canali e si trova solo nel canale supremo, allora il legame con il corpo viene tagliato e si dimora nel Sé.

19. Il corpo di chi dimora nel Sé attraverso l’autoindagine splende come una sfera di ferro rovente che appare come fosse di fuoco.

20. Le tendenze latenti del passato relative al complesso corpo-mente vengono distrutte. Non c’è il sentire di essere l’agente perché non c’è coscienza del corpo.

21. Si dice che il karma di un tale jnani sia distrutto a causa dell’assenza del senso di essere l’agente. Non sorgono dubbi poiché per quegli esiste solo il Sé.

22. Quegli il cui nodo è stato tagliato non tornerà mai più ad essere legato. Tale stato è di supremo potere e pace.

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DA “DISCORSI CON SRI RAMANA MAHARSHI”, Discorso 57

Sri Bhagavan disse: L’Atman (il Sé) soltanto dev’essere realizzato. La sua realizzazione contiene tutto il resto al suo interno. Sakti, Ganapati, siddhi ecc. sono inclusi nel Sé. Chi parla di questi non ha realizzato l’Atman. L’Atman è nel Cuore ed è il Cuore stesso.

La manifestazione è nel cervello. Si può considerare che il passaggio dal Cuore al cervello avvenga attraverso sushumna o nadi con altro nome. Le Upanishad dicono ‘pare leena’, il che significa che sushumna e le nadi sono tutte incluse in ‘para’, cioè nell’atma nadi. Gli yogi affermano che la corrente che sale su a sahasrara (il cervello) conclude lì il suo corso, ma quell’esperienza non è completa. Per realizzare Jnana, [la corrente] deve discendere [per la via frontale dalla testa] al Cuore. Hridaya (il Cuore) è l’alfa e l’omega.

 

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