sul Sé testimone

— Si dice che il Sé è il testimone di tutto. — Il termine ‘Testimone’ implica il guardare qualcosa, perciò è duale. Ma il Sé è oltre la dualità. La parola ‘Testimone’ attribuita al Sé va intesa come ‘Presenza’ senza la quale niente potrebbe esistere. Senza il sole non potrebbero avvenire le attività del mondo. Il sole le illumina, ma non ne fa parte. Questo è il significato di ‘Testimone’ riferito al Sé. Vedi il discorso di Sri Ramana 466. Continua a leggere →

la coscienza è il Sé

Ramana Maharshi - dal discorso 482 [...] D.: La meditazione sarebbe facile se vi fosse un simbolo (pratikam), ma nella ricerca del Sé non vi è alcun simbolo. M.: Voi ammettete l’esistenza del Sé, potete allora indicare un simbolo e dire che è il Sé? Forse pensate che il corpo sia il Sé. Ma considerate il sonno profondo: voi esistete nel sonno profondo, quale simbolo c’è lì? Capite dunque che il Sé può essere realizzato senza simboli. [...] Dopo alcuni minuti il Maharshi Continua a leggere →

Ramana Maharshi sul karma e le interruzioni del flusso di consapevolezza

Discorso 628: Dopo il suo ritorno dall’Europa, il signor D. ebbe un colloquio privato con Sri Bhagavan per alcuni minuti. Disse che la sua precedente visita aveva prodotto qualche risultato, ma non quanto aveva sperato. Riusciva a concentrarsi sul suo lavoro. La concentrazione non è indispensabile per il progresso spirituale? Il karma (l’azione) lo attraeva perché lo aiutava a concentrarsi. Sri Bhagavan: Non c’è karma senza un karta (chi agisce). Se si cerca chi agisce questi scompare. Continua a leggere →

se sei Brahman tutto è Brahman

All’inizio della sadhana bisogna separare il Sé dal non-Sé. Ma una vola scoperto il Sé bisogna capire che tutto è il Sé, altrimenti non si otterrà la stabilità. Sri Ramana Maharshi - Discorso 2: Qualcuno chiese chiarimenti sulla natura della percezione. M.: Qualunque sia lo stato in cui ci si trova, le percezioni partecipano di quello stato. La spiegazione è che nello stato di veglia (jagrat) il corpo fisico percepisce nomi e forme fisiche; in swapna (lo stato di sogno) il corpo Continua a leggere →

Ramana Maharshi sullo Yoga di Patanjali

Discorso 191: Il signor Cohen, un discepolo residente, stava parlando del metodo yoga. M. – II primo versetto degli Yoga Sutra di Patanjali è applicabile a tutti i sistemi yoga. Il fine dello yoga è la cessazione di tutte le attività mentali. I metodi differiscono. Fin quando si fa uno sforzo per ottenere questo fine, si chiama yoga. Lo sforzo è lo yoga. La cessazione dell’attività mentale si può produrre in tanti modi: 1. Esaminando la mente stessa. Quando si esamina la mente, Continua a leggere →

preghiera e abbandono

Ramana Maharshi, discorso 594 D. – “Come si può pregare Dio per il bene dell’umanità?”. Questa domanda sembrava comune fra i pensatori occidentali. M. – Si prega Dio e si termina dicendo: “Sia fatta la Tua volontà!”. Se dev’essere fatta la Sua volontà, perché pregare? Invero la Volontà Divina trionfa sempre e in tutti i casi. Gli individui non possono agire di propria volontà. Riconoscete la forza della Volontà Divina e rimanete tranquilla. Dio si prende cura di ciascuno. Continua a leggere →

non appena ricordate di essere la coscienza, entrate nella non-azione e nello stato unitivo

Sri Ramana Maharshi, discorso 214 Un visitatore frequente chiese: “Vi sono delle modulazioni mentali che sorgono, a seconda delle circostanze, durante la contemplazione?”. M. – Sì, vi sono. A volte c’è l’illuminazione e allora la contemplazione è più facile. In altri momenti, la contemplazione è impossibile anche facendo ripetuti sforzi. Questo è dovuto all’operato dei tre guna. D. – Le proprie attività e le circostanze influenzano la contemplazione? M. – No, questi Continua a leggere →

Ramana Maharshi su Adi Shankara

M. – Shankara riassume l’intero jnana yoga nel verso 170 del Vivekachudamani: “Nel sogno, in cui non esistono oggetti esterni, la mente crea da se stessa lo sperimentatore e il mondo da sperimentare. Ciò accade anche nella condizione di veglia. Così tutto questo universo oggettivo non è altro che una proiezione della mente”. Nel corso della conversazione ‘l Maestro affermò: “Realtà e illusione sono la stessa cosa”. [Discorso 315] Un attendente chiese come potesse essere così. M. Continua a leggere →

sul pianto

dedicato a M., che è spesso incontrollabilmente in lacrime, col cuore ricolmo di gratitudine per Dio che le dona così tanta beatitudine Ramana Maharshi, discorso 30: D. – I santi Sri Chaitanya e Sri Ramakrishna piansero davanti a Dio e raggiunsero il successo spirituale. Non è questa la via da seguire? M. – Sì. Vi era una forza potente (Shakti) che faceva attraversare loro tutte quelle esperienze. Abbiate fede in quell’immenso potere e nella sua capacità di condurvi alla meta. Continua a leggere →