Sri Ramana Maharshi sulla sofferenza

Discorso 633. Un visitatore di Dindigul disse: “Soffro nella mente e nel corpo. Dal giorno in cui sono nato non sono mai stato felice. Ho saputo che anche mia madre ha sofferto dal momento in cui mi ha concepito. Perché devo soffrire così? In questa vita non ho peccato. È forse dovuto ai peccati delle vite passate?”. M. – Se non vi fosse sollievo alla sofferenza, chi cercherebbe la felicità? Se la sofferenza fosse lo stato naturale, come potrebbe sorgere il desiderio d’essere felici? Continua a leggere →

il nodo della mente

La questione è che quando l’aspirante inizia una sadhana, la fa sentendosi il titolare anche della pratica spirituale. Allora tu gli dici “poniti come testimone neutrale” e lui lo fa, ma col punto di vista di stare facendo qualcosa per se stesso, e ciò riduce il potere di qualsiasi pratica al 30%. Comunque va avanti… e quando è maturo ad abbandonare la mente – che è sovraordinata al corpo e quindi lo include – allora egli diventa uno strumento nella mai di Dio. Con tale stato d’animo Continua a leggere →

abbandono al Divino

RAMANA: Ora ti farò una domanda. Quando un uomo sale su un treno, dove mette i suoi bagagli? D: Nel vano bagagli. RAMANA: Non se li porta in testa o in grembo mentre è in treno? Q: Solo un folle lo farebbe. RAMANA: È mille volte più folle sopportare i propri fardelli una volta intrapresa la ricerca spirituale, sia attraverso il percorso della conoscenza che della devozione. D: Ma posso abbandonare tutte le mie responsabilità, tutti i miei impegni? RAMANA: Ricordi la torre del Continua a leggere →

senza comprendere te stesso, a cosa serve cercare di comprendere il mondo?

RAMANA: Come sei tu, così è il mondo. Senza comprendere te stesso, a cosa serve cercare di comprendere il mondo? Questo è un problema di cui chi cerca la Verità non deve preoccuparsi. Le persone sprecano la propria energia con tutte queste domande. Prima scopri la Verità che sta alla base di te stesso, poi sarai in una condizione migliore per capire la Verità alla base del mondo di cui fai parte. Q: Dovrei cercare di aiutare chi soffre nel mondo? RAMANA: Il potere che ti ha creato, ha Continua a leggere →

libero arbitro e destino

Sri Ramana Maharshi, Discorso 426: D. – L’uomo possiede il libero arbitrio oppure tutto nella sua vita è predestinato e preordinato? M. – Il libero arbitrio sta in campo assieme all’individualità. Finché vi è individualità vi è il libero arbitrio. Tutti gli Shastra si basano su questo assunto e consigliano di incanalare il libero arbitrio nella giusta direzione. Scoprite a chi importa del libero arbitro e del destino. Rimanete là e i due saranno trascesi. Questo è il solo Continua a leggere →

jivanmukti

Introduzione di Sergio – Alcuni paradigmi spirituali ritengono che vi sia una differenza qualitativa tra il Jivanmukta (il liberato mentre il corpo è in vita) e il Paramukta (il liberato dopo la morte del corpo), ciò perché, essi sostengono, il Jivanmukta sperimenterebbe ancora il prarabdha (il karma passato che si sta manifestando nel presente) e avrebbe ancora delle vasana, e entrambe le cose lo renderebbe meno puro del Paramukta.  Nel seguente Capitolo della Sri Ramana Gita, Bhagavan Continua a leggere →

l’importanza dell’assorbimento nel Sé

Ramana Gita Capitolo I - L’importanza dell’assorbimento nel Sé Nella stagione fredda, il 29 dicembre dell’anno 1913 del calendario cristiano, mentre tutti i discepoli sedevano attorno a Bhagavan con mente raccolta, io posi delle domande a lui, Ramana Maharshi, per avere risposte certe e conclusive. ● Per ottenere la liberazione è sufficiente la discriminazione tra il Vero e l'Irreale, o sono necessarie anche altre pratiche? ● Per i ricercatori della verità, lo studio critico Continua a leggere →

bhakti

Ramana Gita Capitolo XVI - La Bhakti 1. Interrogato sulla devozione a Dio, il migliore tra gli uomini, l’infinitamente di buon auspicio Bhagavan Ramana Maharshi così parlò. 2. Il Sé è caro a tutti, null’altro è più caro. Un amore ininterrotto come un filo d’olio è detto Bhakti, devozione. 3. I saggi attraverso l’amore sanno che Dio non è differente da loro stessi. Benché il devoto guardi Dio come separato da sé, egli infine si fonde in Lui e quindi risiede nel Sé. 4. Continua a leggere →