problemi con gli allievi

Verso le 16,00 Sri Bhagavan, che era intento a scrivere qualcosa; a un certo punto volse lentamente gli occhi verso la finestra a nord; chiuse la penna con il cappuccio e la ripose nell’astuccio; chiuse il quaderno e lo mise da parte; tolse gli occhiali e li ripiegò nella loro custodia; si distese un po’ all’indietro; guardò in alto, girò il viso da una parte all’altra, guardò qui e là; si passò la mano sul viso, sembrava contemplativo; poi si rivolse a qualcuno nella sala e disse sottovoce: “È Continua a leggere →

l’essenza della mente è consapevolezza

L’essenza della mente è consapevolezza o coscienza. Quando la mente è dominata dall’ego, si trasforma nella facoltà di ragionare, pensare e sentire [essa è dunque duale, separativa]. La mente cosmica invece non è limitata dall’ego, perciò non ha nulla che la separi da sé stessa ed è pura consapevolezza. La mente cosmica, che si manifesta in rari individui, ha la capacità di riportare la debole mente individuale alla forte mente universale. Un tale essere, molto raro, è chiamato Continua a leggere →

cambiare prospettiva

Sri Ramana Maharshi, dal Discorso 473 “Si dice che coloro che vivono o muoiono nel raggio di trenta miglia da Arunachala ottengano la mukti naturalmente. Si dice anche che la liberazione si possa ottenere soltanto con jnana. Ma il Purana afferma che il vedanta vijnana è difficile da ottenere. Dunque mukti è difficile, ma vivere o morire intorno alla collina concede facilmente la liberazione. Come può essere?”. M.: Shiva dice: “Per mio comando” chi vive qui non ha bisogno di iniziazione, Continua a leggere →

una domanda a Chat Gpt

Soham: — Secondo le filosofie indù, quali sono le differenze che distinguono il Brahman saguna dal Brahman nirguna? Chat GPT: — Nella filosofia induista, il concetto di Brahman è centrale e rappresenta l'essenza ultima, impersonale e universale, che è alla base dell'universo e di tutto ciò che esiste. Tuttavia, ci sono due principali concettualizzazioni del Brahman: il Brahman saguna e il Brahman nirguna. Brahman Saguna: Questo si riferisce al Brahman con attributi o qualità. In questa Continua a leggere →

incertezze, dubbi e paure

Incertezze, dubbi e paure sono naturali a tutti finché il Sé non è realizzato. Sono inseparabili dall’ego, anzi sono l’ego. D.: Come potranno scomparire? M.: Sono l’ego. Se l’ego scompare, scompariranno anche loro. L’ego stesso è irreale. Cos’è l’ego? Scopritelo. Il corpo è insenziente e non può dire ‘io’. Il Sé è pura coscienza non duale e non può dire ‘io’. Nessuno dice ‘io’ nel sonno profondo. Cos’è allora l’ego? È qualcosa di intermedio tra il corpo Continua a leggere →

Ramana Maharshi, dal discorso 116

D. – Com’è possibile liberarsi dal karma? M. – Cercate di chi è il karma. Scoprirete di non essere l’autore delle vostre azioni e allora sarete libero. Ciò richiede la Grazia di Dio, PER OTTENERE LA QUALE DOVRETE PREGARLO, ADORARLO E MEDITARE SU DI LUI. Commento di Soham: — Chi non ha ancora ottenuto la Liberazione, dovrebbe meditare e pregare di più. Gli aspiranti di tendenza bhakta amano di più pregare, quelli di tendenza jnani amano di più meditare. La meditazione è comunque Continua a leggere →

sushupti, il sonno profondo senza sogni – II parte

D.: Sri Ramakrishna dice che il nirvikalpa samadhi non può durare più a lungo di ventuno giorni. Se persiste, la persona muore. È così? M.: Quando il prarabdha si è esaurito, l’ego è completamente dissolto senza lasciare traccia. Questa è la liberazione finale. Se il prarabdha non è ancora completamente esausto, l’ego continuerà a ripresentarsi nella sua forma pura anche nei jivanmukta [liberati mentre il corpo è in vita]. Ho dei dubbi sull’affermazione che limita la durata massima Continua a leggere →

sushupti, il sonno profondo senza sogni

D.: Perché non possiamo rimanere in sushupti (il sonno profondo senza sogni) tutto il tempo che desideriamo, e restarvi anche volontariamente così come stiamo nello stato di veglia? M.: Sushupti continua anche nello stato di veglia. Siamo sempre in sushupti. Si deve entrare consapevolmente in esso e realizzarlo proprio nello stato di veglia. Non c’è un vero entrarci e uscirne. Essere consapevoli di questo è samadhi. Un individuo ignorante non può restare a lungo in sushupti perché Continua a leggere →

quell’occhio che vede l’occhio della mente

Sri Ramana Maharshi, dal Discorso 589 D.: Come dobbiamo procedere? M.: Sbarazzatevi del non-Sé, solo questo. D.: Sembra facile ora, ma dopo si dimentica tutto. M.: La vostra dimenticanza implica la conoscenza, perché sapete di aver dimenticato; altrimenti come potreste parlare di dimenticare? Quindi anche l’oblio non è altro che Chit-akasha (lo spazio della Coscienza). D.: Come mai non mi è chiaro? M.: Chit è conoscenza pura e semplice. La mente nasce da esso, ed è fatta di Continua a leggere →

lo spazio della coscienza

Sri Ramana Maharshi, dal Discorso 589 D.: Allora la mente è lo specchio. M.: Mente, cos’è la mente? È una miscela di Chit (intelligenza) e sankalpa (pensieri). Essa forma lo specchio, la luce, l’oscurità e i riflessi. D.: Ma io non la vedo. M.: Chidakasha (lo spazio della coscienza) è solo Pura Conoscenza, è la sorgente della mente. Nel momento in cui sorge, la mente è solo Luce; solo in seguito sorge il pensiero ‘io sono questo’. Questo pensiero-io forma il jiva e il mondo. La Continua a leggere →