onde cerebrali e stati di coscienza

Sono direttamente correlati, eppure è un aspetto che viene quasi sempre omesso dai testi spirituali. Lo cito per mostrarvi come l’evoluzione spirituale non sia qualcosa di esclusivo appannaggio della mistica e della fantasia – come invece sostengono i detrattori della pratica spirituale – ma è affatto scientifico e può essere studiato dal punto di vista fisiologico. Swami Satyananda Saraswati, che oltre ad essere uno sommo yogi illuminato era anche un neurochirurgo, ha scritto molto a tal Continua a leggere →

l’illuminazione di Swami Kumili

Una mattina, nel 1932, a Kottayam, ove Sri Atmananda era allora Assistente Sovrintendente di Polizia, provò un insolito bisogno di andare sulle montagne orientali di Kumali nelle High Ranges (alte catene montuose). Egli era già in uno stato semi-trascendente, ma ciò nonostante cominciò subito un giro di ispezione a sorpresa delle stazioni di polizia di quei pressi [vedi Discorso 481 “Come produrre i migliori risultati dell’azione” – n.d.t.]. Arrivato alla stazione di polizia trovò che Continua a leggere →

3 versi dal ‘Atma Sakshatkara’ (la realizzazione del Sé)

Tradotto dal sanscrito in tamil da Sri Ramana Maharshi Le note tra parentesi quadre sono mie. * * * Gli Agama sono scritture indù tradizionali considerate non meno autorevoli e autentiche dei Veda. Sono considerati insegnamenti rivelati divinamente e non viene attribuita loro alcuna paternità umana. Il culto del tempio si basa principalmente su di loro. Vi sono ventotto Agama cui è riconosciuta grande autorevolezza; tra questi, Sarva Jnanottara e Devikalottara sono straordinarie espressioni Continua a leggere →

santità e illuminazione – 2

La confusione nasce dal fatto che si confonde la realizzazione con la forma della realizzazione. La realizzazione è l’identità col Sé, con l’Assoluto, punto! E non c’è niente di rango superiore all’Assoluto. Però la forma di quel realizzato potrebbe avere così pochi mezzi da riuscire a malapena a insegnare l’esperienza di come egli stesso è arrivato alla realizzazione. Quando chiedono a Sri Ramana dei 4 livelli di realizzati che le scritture indù citano – Brahmavidvarishta, Continua a leggere →

ciò che succede nel passaggio tra il vedere il Sé ed essere il Sé

Sri Atmananda è un maestro del cosiddetto ‘ragionamento superiore’. È capace di portarti a vedere il Sé attraverso l’analisi discriminativa. ‘Vedere il Sé’ è un livello superiore al testimone. Io non sono abituato a questo approccio e alcuni passi di Atma Darshana e Nirvritti mi facevano strabuzzare gli occhi… Ma non importa. Non devi riuscire a ‘vedere’ il Sé attraverso tutti i possibili percorsi del ‘ragionamento superiore’ – a meno che non sei destinato ad insegnare. Continua a leggere →

lo stato naturale

Nella dualità si sperimenta l’io-ego in quanto conoscitore e controllore, e si sperimenta la conoscenza come prodotto (oggetto) del conoscitore. Nella non-dualità, nel samadhi, Invece c’è solo la conoscenza/coscienza e nessun conoscitore; essa si auto-conosce, è auto-consapevole, per questo viene detta auto-luminosa. Ma è abbastanza diversa dalla conoscenza duale… Nella non-dualità non c’è il conoscitore e nessuno che controlla e monitora interrogandosi: cos’è questo e cos’è Continua a leggere →

Sri Ramana Maharshi, discorso 406

Vi invito a leggere il discorso 406 di Sri Ramana Maharshi. Mostra come Bhagavan usi abilmente il ‘ragionamento superiore’ e sostenga l’importanza di una ‘forte convinzione’ che renda stabile la permanenza nel Sé al di là degli stati transitori della mente. Ve ne do un breve estratto: D. – La perdita della coscienza del corpo e un requisite indispensabile per il sahaja samadhi? M. – Cos’e la coscienza del corpo? Analizzatela. Ci dev’essere un corpo e una coscienza limitata Continua a leggere →

ritiri per aspiranti avanzati

Sri Ramana Maharshi insegna che la Realtà ultima è Turiya. Turiya è il fondersi (samadhi) dell’osservatore nel Soggetto ultimo: l’Io nell’Io, l’Essere nell’Essere, la Coscienza nella Coscienza. Trattandosi di aspiranti avanzati, lo scopo di questi Ritiri non è scoprire lo stato naturale ma è renderlo continuo. L’abbandono è predominante, non vi sono diadi, ed è l’orario ad adattarsi ai partecipanti e non viceversa. Le ore di meditazione giornaliera in sala sono soltanto Continua a leggere →

Il carattere viene sostituito dall’abbandono a Dio

Prima c’e il carattere che ha espresso l’ego, che vuole questo e quello e non vuole quest’altro e quell’altro. Poi l’abbandono a Dio diviene il proprio carattere. L’abbandono a Dio si poggia sull’assoluta fiducia che Dio si sta occupando di noi per offrirci il massimo, e che tutto quello che avverrà dalla vita è il sommo bene che Dio ci sta mandando. Questa fiducia deve diventare così intrinseca che non c’è nemmeno bisogno di ricordarla, allora si trasforma in abbandono al Continua a leggere →

l’Amore di Ramana

— Ieri dopo la conversazione col gruppo ho iniziato a pensare: come faccio ad inviare amore al Divino? Allora ho cercato l’Amore in me e poi in Ramana e cercavo una connessione, ma la dualità non mi permetteva di avere risultati. Ho provato in altri modi, ma nulla. Poi mi è venuta in mente la concentrazione ed ho provato a concentrarmi sull’Amore di Ramana. A differenza di invia Amore a Tizio o a Caio, con Ramana non sento resistenza, ma purezza. Concentrandomi sull’Amore di Ramana l’invio Continua a leggere →