l’insegnamento più bello di Sri Ramana Maharshi

Viene dai diario in tamil di M. G. Shanmugam, uno dei primi devoti di Sri Ramana Maharshi. Io lo trovo così perfetto, sintetico e chiaro. C’è tutto ciò che bisogna sapere per praticare Atma Vichara (l’autoindagine) e Atma Nishta (il dimorare nel Sé. Una grande risorsa per i sadhaka sulla via dell’Advaita Vedanta. * * * Durante i miei ventiquattro anni di relazione personale con Bhagavan ho notato che raramente predicava in modo elaborato. Dava suggerimenti che i ferventi ricercatori Continua a leggere →

Dio è colui che vede – 2

Dio è colui che vede, il Percipiente. La tecnica dell’autoindagine insegnata da Sri Ramana è il cosiddetto questioning: “Chi sta avendo questo pensiero? Chi vive questa emozione? A chi sta capitando questo evento?”. Ciò porta l’attenzione al Percipiente, cioè a Dio, invece che al personaggio del sogno di Maya. La consapevolezza di essere il Percipiente si sviluppa molto bene nell’aprirsi e aprirsi del lasciare andare le impressioni che appaiono. Quando Chi vede, il Percipiente, diventa Continua a leggere →

il mio Guru

Il mio Guru è ed è stato Dio, che è apparso nella mia vita in vari modi e sotto varie forme per comunicare con me secondo il livello di consapevolezza che avevo in quel momento. La vera e propria istruzione spirituale l’ho ricevuta da quattro Maestri dell’Advaita Vedanta: Adi Shankara, Vasistha, Ramana Maharshi e Atmananda (Krishna Menon). Non so chi preferire dei quattro, nel mio cuore li vivo come un’unità. Devo anche tanto a Jnaneshwar e a Lester Levenson per avermi dato la comprensione Continua a leggere →

Samadhi 3. Ovvero, non siete il samadhi, siete il Sé

L’Ashtavakra Samhita dice: “Nel pensare a ciò che non può essere pensato si deve pur evocare una qualche forma di pensiero. Perciò, anche quest’ultima modalità di pensiero rimanente dev’essere abbandonata, per stare nella verità in cui dimoro” (12.7). Il Capitolo 12 dell’Ashtavakra Gita o Samhita è proprio quello che spiega come rimanere stabili nel Sé. Quando si inizia a pensare all’impensabile (il samadhi), la mente rimane in uno stato di nulla accompagnato da pace e beatitudine. Continua a leggere →

può l’occhio vedere sé stesso?

Bhagavan Sri Ramana Maharshi: — Può l’occhio vedere sé stesso? Il dottor Syed: — Naturalmente no. Può vedere ogni altra cosa, ma non sé stesso. Sri Bhagavan: — Ma se volesse vedere sé stesso? Il dottor Syed fece una pausa e poi disse: — Può farlo solo se riflesso in uno specchio. Sri Bhagavan colse la risposta e commentò: — È così. La creazione è lo specchio dell’occhio affinché veda sé stesso. A questo punto domandai a Sri Bhagavan se con parola inglese ‘eye’ Continua a leggere →

un solo Dio ma realizzazioni diverse?

Ieri ho colloquiato con un praticante che è un grande appassionato del testimone.  Mi ha scritto: “L’unica cosa che conta è isolare il senso dell’io e guardarlo. Di conseguenza emerge il testimone che è sempre stato lì. Che uno stia pregando il Signore o facendo sesso (ha usato un’espressione più colorita) in un orgia o ammazzando qualcuno, Il testimone se ne frega”. Sollecitato da me, ha poi espresso biasimo verso gli Avatar che avrebbero fatto danno con il loro buonismo e con Continua a leggere →

accadono episodi in cui cado letteralmente ‘dentro’

— Caro Sergio, grazie per la risposta. Da qualche anno mi accadono episodi in cui letteralmente “cado dentro” e perdo la funzionalità di stare in piedi, parlare e interagire con l’esterno, pur rimanendo consapevole di tutto. Sembra che l’energia si ritiri tutta all’interno. Le prime volte mi sembrava di non poter controllare il fenomeno, e che accadesse in momenti in cui ero stressata o debilitata, con conseguenti ricoveri in ospedale, tac ed elettroencefalogramma, per poi non Continua a leggere →

i piani più profondi dell’essere si manifestano anche durante lo stato di veglia

— Caro Sergio, come spesso accade ciò che posti arriva a toccarmi. Mi riferisco al punto 4 e 5, dove parli della non-azione. Sono in un periodo dove per il lavoro devo fare molte cose, molte delle quali imposte, e sono in una situazione strana: mentre faccio è come se mi “perdessi” ma non sono identificata. È come se il fare avvenisse fuori da me pur essendo io a operare. Non c’è meditazione volontaria, eppure molto accade come in meditazione. Mi sento la testa strana e a volte non è Continua a leggere →

sul silenzio

Il Silenzio emana direttamente dal Sé, perciò è insegnamento diretto, non mediato. Dice agli altri: “Abbandona la mente”, e lo fa mostrando se stesso come esempio. L’insegnamento verbale va bene, ma deve provenire dal Silenzio, altrimenti manca della profonda consapevolezza della vera Realtà che è oltre la mente. Il Silenzio emana dal Sé senza sforzo, così come la luce dal Sole. Chi è nel Silenzio che è prima della mente, è come un’antenna che propaga il Silenzio spontaneamente; Continua a leggere →

quanto dista il cimitero più vicino a casa tua?

G. — Ho faticato un po’ ad entrare nell’inconscio. La mente preferiva rimanere tranquilla, senza contenuti. Sergio — L’altro giorno ti ho detto: “Stai lavorando veramente bene nel trasformando in amore. Grazia ai tuoi anni di autoindagine, entri facilmente nella quiete e nel Sé. Giorni fa qualcuno al lavoro ha inveito contro di te gridandoti in faccia, ma tu sei rimasto sereno, indifferente a quella reazione di rabbia e hai risposto con gentilezza. Sono risultati inimmaginabili solo Continua a leggere →