Reduci dal Ritiro – 4

PARTE I
Ieri ero in una condizione di apertura e connessioni totale. La febbre e il delirio e la preghiera e la tosse hanno ripulito la struttura corpo-mente rendendola diafana. In me scorreva un’energia d’amore e tenerezza che sentivo sprigionarsi dal timo. Contemplo il silenzio e le luci del presepe e sono ancora bambina. Contemplo lo scroscio del ruscello e lo stormire di fronde e l’eco di un’onda sonora e un sottile fischio frusciante e madre natura è in me. Sono uscita dalla casa di Atena e ho seguito Venere nel suo girovagare illogico e inafferrabile. Ho scelto la via della poesia e bellezza. Non è per me conoscenza. C’era un usignolo che mi aspettava appena là fuori. Non cerco nulla. Mi è imposto seguire la mia natura e non posso che arrendermi senza cercar di comprendere e senza domande. Cercar di comprendere e definire è come morire.

PARTE II
È come riscoprire di avere il cuore. All’improvviso la mia mente è colma di immagini e colori. E ricordo una felicità dell’essere io. E il piacere come un oceano sconfinato di fronte ai 10000 esseri della mitologia. In una parola: sono viva.

PARTE III
Sono andata a dormire e quando mi sono coricata mi sono sentita dentro me stessa. Come un incontro e dialogo di anime. Come due matrioske una all’interno dell’altra e lì nell’intercapedine è amore e pienezza e completezza e compimento.

PARTE IV
Ed è come dicevi tu: frattale. Non so nulla. Ma se appoggio l’attenzione conosco. E si espande espande espande…