haiku

— Da quando sono tornata, mi si è aperta una finestra, non razionale, dove è evidente che non c’è una vita personale, non c’è un percorso, una storia. Solo ‘Adesso’. Per mantenere l’attenzione su questo, sto adottando una tecnica che chiamo di deframmentazione. Durante la giornata cerco di guardare particolari insignificanti come un riflesso su un ramo, una macchia su un muro, una briciola… Ecco che vengo pervasa da un amore profondo e in quello si racchiude tutto il mondo.

— L’haiku è fatto di questi frammenti.

Alba, una stella cadente
— Una goccia di rugiada cade
sulla mia fronte!

Quando scompare il piccolo io, resta solo lo stupore, pregno di amore e commozione, per ogni percetto. Con la tua ‘tecnica della deframmentazione’ ti acquieti, disattivi la mente, dimentichi il piccolo io ed entri nell’Uno. Il vero haiku è l’espressione dell’illuminazione, del savikalpa per essere esatti.

I monaci zen quando lavorano o sono in altre attività fuori dalla meditazione sono istruiti a porre l’attenzione sui frammenti – un punto della cucitura, una riga sulla ghiaia, la forma di una pietra… –, in questo modo la mente si disattiva ed emerge l’eterno Adesso.

Nel suo libro ‘Il Profumo del Silenzio’, Francis Lucille narra di un episodio occorso a un suo amico: “Durante la seconda guerra mondiale, il mio amico William Samuel era in Cina. Gli fu assegnato un interprete cinese che era un saggio taoista, ma il mio amico all’inizio non lo sapeva. La prima cosa che notò fu che quest’uomo era sempre sorridente e felice. Un giorno si trovarono in grave pericolo. Il plotone di William era inseguito dai giapponesi che erano assai vicini. Correvano ritirandosi verso le loro linee, ma intanto all’orizzonte si stagliavano le colline che delineavano una linea color viola. Il saggio la indicò esclamando: ‘Guarda che bello!’. ‘Era l’ultima cosa cui avrei pensato in quel momento’, raccontò William. William scoprì poi che tre mesi prima la moglie del saggio era stata violentata e uccisa dai giapponesi, che avevano ammazzato anche i suoi due figli. Questo attrasse il suo interesse per quell’uomo, e alla fine divenne suo allievo”.

Imparare ad affrancarsi dalla prigionia della mente è una virtù fondamentale che va coltivata. Se non ci si illumina almeno si potranno comporre degli splendidi haiku… ma non prendere esempio da G.:

Se manca il saké,
velata
è la bellezza dei ciliegi in fiore …

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