mi identifico nell’azione

— Caro Sergio, mi riconosco nel tuo ultimo post. Sono spesso testimone, ma non sono stabile perché mi accade è di essere identificata nell’azione, cioè di essere totale in ciò che accade, salvo poi ritornare sullo sfondo e testimoniare ciò che accade, emerge il distacco e velocemente si passa ad altra azione.
Inoltre non ho la percezione che le cose accadano fuori di me. Anche non sono testimone, so profondamente – non solo come conoscenza mentale – di essere il contenitore, il contenuto e l’osservare.
Si sta sciogliendo anche l’idea di problemi, o paure o situazioni… C’è un flusso di eventi, apparente ma anche reale, con me sullo sfondo.

— Quando sei “totale in ciò che accade” appare la triade: 1) tu come soggetto agente, 2) l’atto di agire e 3) l’oggetto dell’azione?

— No.

— Allora non c’è dualità. Sei benedetta dal Cielo! Ora, senza ego, lasci che il Potere Superiore, l’aspetto femminile del Sé, conduca l’azione. Più avanti resterai anche testimone distaccato e immobile dell’azione e della tua forma che la esegue. Senza ego l’azione si svolge al meglio, perché l’ego è solo un intralcio.

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