ricordare Dio

Perché Sōsan, il terzo patriarca dello Zen, si è guarito dalla lebbra con lo zazen?

Perché il nutrimento non è solo quello fisico. Di cosa ti nutri nella vita quotidiana quando non sei in meditazione? QUESTO È CIÒ SU CUI DEVI CONCENTRARE LA TUA ATTENZIONE ADESSO!

La fase dell’autoindagine l’hai già completata con successo. Ora devi RICORDARE SEMPRE DIO. Altrimenti cadi nell’errore di quelli che fanno gli Intensivi di Illuminazione. Si illuminano agli Intensivi e poi ritornano ad essere persone ordinarie fino al prossimo Intensivo. Vuoi fare anche tu quella strada? Non a caso, inconsapevole dell’insegnamento del RICORDARE DIO, sei attratto dagli Intensivi di Illuminazione. Quello che veramente desideri è ritornare ad avere la mente rivolta a Dio, e giustappunto la sadhana per te ora è: RICORDARE DIO.

Immagina di esserti unito a una partner che ami molto. Poi però la ricordi solo quando fai l’amore con lei e tutto il resto del tempo pensi ai fatti tuoi. Come andrà a finire la vostra relazione? Lo stesso vale per Dio. L’hai desiderato, l’hai conosciuto, hai imparato a fonderti con Lui… Cosa manca ora per una relazione stabile? Devi imparare a mantenere sempre la mente rivolta a Lui! Hai superato molte sfide difficile, supererai anche questa prova.

Ignora qualsiasi stato negativo e riporta sempre la mente a Dio. Questo è ora il tuo compito. Se non lo farai, la mente sarà sempre agganciata dalle negatività oppure rimarrà in uno stato di apatia. L’apatia è dovuta al fatto che maya l’hai disvelata, ma non hai ancora la beatitudine costante di Dio, e non ce l’hai perché ti ‘dimentichi’ di Lui. Per vivere in Lui devi RICORDARLO, fino a che il tuo pensiero non si discosti più da Lui. Altrimenti sarai uno dei tanti che pratica, ha esperienze dirette, ma continua sostanzialmente ad essere un individuo relativamente ordinario.

D’ora in poi ti chiederò: “Stai ricordando Dio?”. Questo è un punto cruciale della fase in cui ti trovi; se non lo si comprende, si va in stallo.

Come RICORDARE DIO? Vi sono vari modi, devi trovare quello adatto a te. Io mi sono trovato ad avere un’apertura spontanea verso il terzo occhio, perciò durante la vita quotidiana, fuori dalla meditazione, è come se mi centrassi lì. Questo mi mantiene nella Vita Divina, e ovviamente aumenta di molto sattvoguna. Questo sattva irrorerà l’inaridimento della tua meditazione, così che la trascorrerai in samadhi invece di rimanere annoiato o deluso.

Nisargadatta manteneva la mente centrata sul Sé con neti-neti. Qualsiasi apparenza si presentasse alla sua coscienza, immediatamente e spontaneamente emergeva il lui: “Questo non sono io”. Molti mantengono la mente rivolta a Dio col mantra, o tenendo l’attenzione sul respiro, o entrambe le cose insieme agganciando il mantra alla respirazione. Chiediti: “Come posso mantenere la mente rivolta al Divino?”. Il modo ti apparirà e poi ne parliamo.

Sōsan conosceva già la Verità, infatti dice al maestro: “Non trovo peccati”; ciò significa che è sganciato dalla mente (vedi il post Sōsan afflitto dalla lebbra). Eka glielo conferma rispondendo: “Allora ho già estinto radicalmente i tuoi peccati (l’illusione che la mente sia reale)”. E aggiunge: “Vivi in armonia col Triplice Gioiello”, che significa: “Mantieni la tua mente rivolta a Dio perché hai ottenuto manolaya, la dissoluzione temporanea dell’identificazione con l’ego. Per ottenere la dissoluzione permanente di quella identificazione, manonasa, devi mantenere la mente rivolta a Dio”.

Dove sono diretti i tuoi pensieri? Analizza questo e capirai l’impasse che ti si sta presentando. Al tuo livello, Ricordando Dio giungi al punto di sentire che qualsiasi cosa con cui hai relazione è Dio. Cuoci i fagioli e ti sembra di officiar messa. Tutto diventa Dio. In questo contesto può avvenire la Liberazione.

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