Sergio al Sangha 3

R.: — Sto meditando. Non riesco a farlo con regolarità.

Sergio: — Se mi dicevi di non mangiare con regolarità, avrei risposto che sono cose che capitano; ma se mi dici che non mediti con regolarità, la cosa è seria.

Dovete decidere e puntare la Liberazione è non mollare. Se non avete famiglia la Liberazione dev’essere la prima cosa nella vostra vita; se avete famiglia, assolti i doveri familiari. la Liberazione dev’essere la prima cosa nella vostra vita. Datevi tempi stretti: un anno e mezzo–due, e tirate dritto, come ha fatto Roberta – e Roberta aveva un lavoro pesante.

Il maestro di Deshimaru, quando fu vicino alla Liberazione, per non sottrarre tempo alla meditazione metteva il riso a bagno e lo mangiava crudo. Il Maestro Dzogchen Longchenpa, prima della Realizzazione, meditava in una grotta con l’apertura che dava immediatamente su un dirupo scosceso. Quando Longchenpa doveva uscire era costretto a strisciare contro la roccia per non cadere. Attaccata a quella roccia c’era una piante spinosa che graffiava Longchenpa tutte le volte che usciva e rientrava. Tutte le volte Longchenpa pensava: “Devo tagliare quella pianta”, ma poi riprendeva a praticare dicendo tra sé “La vita è troppo breve per togliere tempo alla meditazione”. La pianta rimase lì 3 anni senza che Longchenpa trovasse il tempo di tagliarla. Trascorsi quei 3 anni Longchenpa si realizzò e lascio la grotta.

Se non fate così, se non avete questo approccio, non avrete la Liberazione. Lasciate la neoadvaita ai neoadvaitini, a ognuno il suo.

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