l’io individuale può continuare a esistere solo finché si associa a pensieri e percezioni

“Bhagavan ha insegnato che l’io individuale continua ad esistere solo finché si associa con oggetti di pensiero o di percezione. Quando si libera da tali associazioni, sprofonda nel Cuore [spirituale] e scompare poiché non può esistere se non si attacca e si associa ai pensieri. […] L’essere soggettivamente consapevoli dell’io, e dell’io soltanto, lo fa sprofondare e scomparire” [da Annamalai Swami, Living by the words of Bhagavan, a cura di David Godman].

Facciamo un esempio. Io sto scrivendo un post e mi sento collegato a tale azione; in pratica mi sento colui che compie questa azione: questo è l’ego. Lo noto e scollego l’io dall’azione. Cosa succede? Immediatamente questo io personale limitato diverrà l’Essere-Coscienza universale. All’inizio può non essere chiarissimo perché non siete abituati a percepirvi in questo modo, comunque sentirete una forte differenza. E se osservate bene questo nuovo Io, gradualmente acquisirete familiarità, così da poter facilmente individuarlo, dimorare in Esso, e infine stabilirvi in Esso.

È un altro modo per accedere al Sé.

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