“Baba, Baba, cosa vorresti che facessi?”

Sergio ad allievo:

— Tu entri benissimo nel Silenzio, nel Vuoto, il tempo di sedere e sei già lì, ma sei tanto tanto attaccata alla vita. Dato che è questo il passo che ora devi fare, se non molli questo attaccamento non avrai ulteriori progressi; e dato che di fronte a una crisi si può solo saltare avanti o indietro, non avendo ancora messo a fuoco questo passo senti giustamente che è crollata la tua vita spirituale. Un maestro e un aspirante avanzato come te dev’essere distaccato dalle vicende della vita e dimorare in quella trascendenza che tu conosci bene. A volte il destino, o chiamalo karma, e durissimo, e tu come ego-persona non puoi farci niente niente niente!

Abbandona l’attaccamento alla vita, il volere che vada a tutti i costi come vuoi. Metti tutto l’amore che puoi per curarla (soprattutto avendo, come me, famiglia), ma se poi Dio vuole diversamente: sia la Sua volontà! Io ho sviluppato un dialogo interiore con Sri Ramana, che dopo la rottura con R. è diventato incessante. Interiormente lo chiamo ‘Baba’ (padre) e chiedo “Baba, cosa vorresti che facessi?”, e attendo che arrivi la risposta. Oppure dico semplicemente “Baba, Baba, Baba e poi mi abbandono in Lui in meditazione”. A Lui abbandono i risultati dell’azione di Sergio, successi e insuccessi, così è Egli il responsabile della mia vita e non l’ego. È molto bello… è bellissimo…

Nisargadatta diceva: Finché sarai interessato a questo mondo manifesto non avrai la possibilità di risiedere nella Sorgente.

Per favore: Vivi nel Mondo, Servilo, ma SENZA ESSERE DEL MONDO!!!

È questo il passo a cui ora sei di fronte. Se concordi col mio suggerimento e ti fa piacere, puoi scrivermi dei tuoi avanzamenti in questa direzione.

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