il principio-io

Il ‘Vero Io’ è non localizzato, non personale ma universale, non ha niente a che vedere col corpo, con la mente e col mondo (che è una proiezione della mente), è quindi l’Unica Realtà, non ha bisogni perché è pago di Sé stesso, ed è insieme Puro Essere e Pura Coscienza. Quando portate l’attenzione alla sensazione di ‘io’, nella vostra mente si forma immediatamente un’immagine di voi stessi. Questa immagine è il risultato dell’identificazione del Principio-Io, il vero voi, Continua a leggere →

la grande confusione che c’è nell’insegnamento

Nisargadatta lavorava a livello sottile con le persone che erano presenti al suo Darshan. Spesso diceva “Non importa se non hai capito. Capirai quando sarà il momento”. Egli non si curava delle parole, che usava unicamente come scalpelli per destrutturare i concetti dell’aspirante. Poteva fare un discorso a qualcuno e due minuti dopo dire l’esatto contrario, e il giorno dopo dare un’altra versione ancora. Quello è il modo in cui lavorava, non si è mai curato troppo di chiarire le sue Continua a leggere →

non è il corpo che prova dolore

Se si ha una malattia o un dolore, c’è una forma per definirli? È solo un movimento della coscienza. Il conoscitore della coscienza non può sentire dolore, ed è solo perché la coscienza si è identificata con il corpo che questo prova dolore. Quando la coscienza non c’è, anche se il corpo viene tagliato, non c’è dolore. Non è il corpo che prova dolore.

Nisargadatta Maharaj – “Prima della Coscienza”

la consapevolezza è sempre con te

Nisargadatta: – Il Maestro Indica il cielo, ma vedere le stelle è compito vostro. Qualcuno impiega più tempo per vedere le stelle, tutto dipende dalla serietà della ricerca. Visitatore: – Quali esercizi devo praticare per giungere alla Consapevolezza? Nisargadatta: – La Consapevolezza è sempre con te. Basta rivolgere alla tua interiorità la stessa attenzione che rivolgi all’esterno. Continua a leggere →

Nisargadatta Maharaj – Dialogo (1979)

Testo tratto dai video: https://www.youtube.com/watch?v=iWnGwAIQybw&feature=youtu.be&t=7m10s https://www.youtube.com/watch?v=PlDZyuosu2M Le pratiche spirituali possono portare l’individuo a trascendere dal corpo-mente al Sé (Coscienza). Grazie a quel percorso il tuo amore per il Sé sarà maturo. Tutto lo scopo della devozione è questo. Tu ti identifichi con il tuo corpo ma in verità sei incorporeo, senza forma. Tutti i desideri non affiorano dalla coscienza? Fa solo ciò Continua a leggere →

i 5 aggregati

Ho letto un post sui 5 aggregati del buddhismo. L’autore è parecchio critico verso gli altri sistemi. Quello che non sa o non comprende è che il sahaja samadhi è completamente fuori dai 5 aggregati. Non è uno stato temporaneo. Sri Ramana ha sempre detto che dopo la realizzazione avuta a 16 anni non è mai cambiato; i cambiamenti apparivano all’osservatore esterno che lo identificava con la forma. Nisargadatta insegna l’autoindagine in maniera simile all’impianto buddhista, con un assoluto Continua a leggere →

la miseria della spiritualità

C’è Attaccamento e Avversione? Se c’è Non Sei Realizzato! la miseria della spiritualità… Interessante è che malgrado la scuola di Nisargadatta e quella di Ramana arrivino a conclusioni diametralmente opposte, nessuno dei simpatizzanti dell’Advaita Vedanta pare rilevarlo. Questo vuol dire che non praticano e non sono neppure motivati a uno studio approfondito di quegli insegnamenti. La suola di Nisargadatta usa neti-neti (non sono questo, non sono quello) che rimarca una forte separazione Continua a leggere →

turiyatita nella mia esperienza

Turiyatita non è altro che il risultato di un ulteriore sprofondamento in Sat-Chit-Ananda. L’abbandono al Divino diventa tale che in una frazione di secondo ci si rende conto che mantenere la conoscenza è uno sforzo e si abbandona anche quella. Ma non è incoscienza, piuttosto uno stato di oblio della conoscenza. Rajiv diceva che non si può dire che vi sia conoscenza e non si può dire che non vi sia, e io al momento mi ritrovo con le definizione di Rajiv. Io ho attinto un po’ da Sri Nisargadatta Continua a leggere →

“Baba, Baba, cosa vorresti che facessi?”

Sergio ad allievo: — Tu entri benissimo nel Silenzio, nel Vuoto, il tempo di sedere e sei già lì, ma sei tanto tanto attaccata alla vita. Dato che è questo il passo che ora devi fare, se non molli questo attaccamento non avrai ulteriori progressi; e dato che di fronte a una crisi si può solo saltare avanti o indietro, non avendo ancora messo a fuoco questo passo senti giustamente che è crollata la tua vita spirituale. Un maestro e un aspirante avanzato come te dev’essere distaccato dalle Continua a leggere →

stai sull’io fin quando l’io ti lascerà libero!

Ho letto il Report di R., il 5. Lei medita bene, nel Ritiro Lungo ha meditato sulla Consapevolezza. Vorrei dire qualcosa sul suo Report. La realizzazione non è qualcosa che fa la mente, non la ottiene il pensiero. Diceva Nisargadatta: “Stai sull’io fin quando l’io ti lascerà libero”. È questo: stai sul soggetto (Essere, Consapevolezza, Presenza ecc.) fin quando l’io ti lascerà libero. È tutto qui. Il paradigma advaitino è molto chiaro: solo il soggetto è reale, l’oggetto Continua a leggere →