il silenzio che trascende le condizioni

— Questa mattina sono entrato in samadhi. La mente si è fatta da parte e sentivo un armonico silenzio che si espandeva in tutto ciò che mi circondava. Ora, quando inizio a meditare, la mente si spegne, ma non riesco a percepirmi, è una sorta di black-out.

— Sono molto contento per te! “Il mauna samadhi (il samadhi del silenzio) è il più elevato”, diceva Sri Ramana Maharshi.

Devi abbandonare l’abitudine di percepirti. Sai bene che non puoi perché sei tu il Soggetto unico e mai potrai divenire oggetto di percezione: l’occhio non vede l’occhio. All’inizio l’autoindagine si appoggia alla ‘sensazione-io’ per trovare un oggetto su cui rivolgere l’attenzione; ma ovviamente la sensazione-io, che nasce dal pensiero-io (l’ego), è mente. Quando con l’autoindagine purifichi la ‘sensazione-io’ dal concetto di essere qualcuno o qualcosa, non la percepisci più. Tu sai Chi sei, così come sai di avere gli occhi, ma non puoi percepirti; devi abituarti. Puoi solo percepire la tua ‘ombra’, che è il silenzio trascendente. Questo silenzio trascendente è oltre il corpo e la mente, oltre le condizioni, è Shiva, è come il sonno profondo non velato dall’incoscienza, per questo all’inizio sembra un black-out. Ma poi te lo porti sempre dentro, anche durante lo stato di veglia, ed è ciò che ti fa essere ‘nel mondo ma non del mondo’, è la salvezza.

Ora è a questo Silenzio che ti devi abbandonare. Sia il tuo faro nel mare dell’illusione.

Qualcuno ha detto: “Questo vuoto-nulla-silenzio è così profondo e intenso che nessuna parola è in grado di delinearlo. La cosa strabiliante e che proprio da questo vuoto o nulla o silenzio si estroflette un’attenzione che coglie il bello in ogni sfumatura del creato. La forma diventa poesia, opera d’arte. Mi viene in mente l’usanza giapponese di contemplare i fiori di ciliegio, al tempo stesso meravigliosi ed estremamente effimeri. Ho sempre l’impressione di essere sul punto di dare la risposta a questo mistero; in fondo è la mia esperienza… Mi sembra di potere afferrare la spiegazione, ma non ci riesco mai…”.

Congratulazioni!

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