l’unica cosa che c’è da fare è rivolgere l’attenzione all’io e mantenerla lì

L’unica cosa viva e reale che c’è è l’Io. L’Io unisce in sé puro Essere e pura Coscienza, ed è immateriale, privo di forma ed eterno. Perciò, per uscire dall’illusione e realizzare la propria vera identità, l’unica cosa che c’è da fare è rivolgere l’attenzione all’Io e mantenerla lì, senza decadere ritornando a dar credito all’illusione. Allora il mondo illusorio scomparirà e sarete inondati da incommensurabile Beatitudine. Vi sarete riabilitati come Divino: FINE DEL SOGNO!

È vero che l’Io è ricoperto da identità personali e dall’identificazione col corpo fisico – le quali, tutte, fan parte dell’illusione –, ma mantenendo zelanti l’attenzione sull’Io, il falso io limitato, composto dalle identità personali e dall’identificazione col corpo fisico, scomparirà presto, e il vero Io mostrerà la sua natura eterna e illimitata inondandovi di beatitudine.

Potete anche riconoscere il vero Io come puro Essere, sfondo immutabile e onnipresente della Coscienza, eterna Presenza.

Perché allora la realizzazione risulta tanto difficile anche per aspiranti avanzati? Per mancanza di distacco dall’illusione. La maggior parte degli aspiranti avanzati non abbandona le proprie identità personali e i propri attaccamenti al mondo illusorio. Si accontenta di rimanere una mezz’oretta nel Sé e poi ritorna ad essere un ordinario cittadino del mondo. Ma così facendo non potrà mai conoscere lo straripante oceano di Beatitudine che annichilisce l’ego e tutte le vasana (spinte della mente) rimanenti. Ho degli allievi in questo stato. Potrebbero ottenere la Liberazione, ma non mollano l’attaccamento alla loro identità umana. Un peccato… Questo post è dedicato a loro.

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Discorso 486 di Sri Ramana Maharshi

Il Sig. Ganapatram – Come faccio a scoprire ‘Chi sono io’?
M. – Ci sono due sé perché l’uno trovi l’altro?
D. – Il Sé dev’essere solo uno, ed è composto da due aspetti: l’io e il sankalpa (il pensatore e il pensiero).
Dopo un po’ continuò – Per favore, ditemi come realizzerò l’io. Devo ripetere il japa ‘Chi sono io?’.
M. – Non si intende nessun japa del genere.
D. – Devo pensare ‘Chi sono io?’.
M. – Sapete che il pensiero-io scaturisce da qualcosa. Aggrappatevi al pensiero-io e trovate la sua sorgente.
D. – Potreste indicarmi la strada?
M.: Fate come vi è stato appena detto e vedete cosa succede.
D. – Non capisco cosa dovrei fare.
M. – Se fosse qualcosa di oggettivo, la via potrebbe essere mostrata oggettivamente, ma questo è soggettivo.
D. – Ma non capisco.
M. – Cosa! Non capite che voi siete?
D. – Per favore indicatemi la via.
M.: È necessario indicare la via all’interno della propria casa? Questo è dentro di voi.
D. – Cosa mi consigliate di fare?
M. – Perché dovreste fare qualcosa, e cosa dovreste fare? Rimanete solo tranquillo. Perché non farlo? Ciascuno deve agire secondo il proprio stato.
D. – Per favore ditemi cosa è adatto a me. Voglio sentirlo da voi.
Nessuna risposta.

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