come abbandonandosi all’unione samadhica col Sé, cioè a Turiya, la mente venga ‘naturalmente’ distrutta

Non si è più né uomo, né donna, né Dio, né vacuità… solo un Nulla Assoluto. Tutto fluisce, quello che arriva in seguito non dipende da ‘me’.

Mahasara

Commento di Soham

Per Nulla Assoluto, Mahasara non intende un oggetto che si presenta come un Nulla Assoluto col quale ella si identifica, bensì l’assenza di concetti, cioè l’ASSENZA DI MENTE.
A dispetto dei timori della scuola di Siddharameshwar, Nisargadatta e Ranjit, riguardo al fatto che un presunto jnani rimanga intrappolato nella conoscenza concettuale del Sé, la Verità puntualmente testimoniata da ogni realizzato, proveniente da ogni via realizzativa, è che Turiya trascende sé stesso e conduce, IMMANCABILMENTE, alla distruzione della mente (manonasa).
Come ci sono arrivati Sri Ramakrishna e Sri Anandamayi Ma, entrambi bhakta, ad andare oltre la mente non avendo mai avuto, nessuno dei due, la preoccupazione di disapprendere?
Il patema d’animo di rimanere legati alla conoscenza concettuale del Sé e di dover dunque disapprendere è un problema che si pone tutto all’interno del metodo della scuola di Siddharameshwar, Nisargadatta e Ranjit, basato su neti-neti (non sono questo, non sono quello).
Quelli che si abbandonano a Turiya arrivano alla distruzione della mente naturalmente, senza nessun patema d’animo.