passi indispensabili per il sahaja

Ashtavakra Gita 18, 1 - Lode a Quello che è la beatitudine stessa, che per sua natura è quiete e luce, la cui conoscenza rivela il mondo come un sogno. 18, 8 - Avendo esperito che l’atman individuato è il Brahman e che esistenza e non-esistenza sono solo immaginazioni, cosa c’è per colui che è privo di desideri da ancora conosce, parla e agisce? Commento - Dice Shankara: «Il Brahman è la realtà, l’universo non è reale. Il jiva non è altri che il Brahman stesso». Fata propria Continua a leggere →

la meditazione sulla morte è meditazione di libertà

Michel de Montaigne: «Non ci è dato sapere dove la morte ci aspetti, aspettiamola ovunque. La meditazione sulla morte è meditazione di libertà. Chi ha imparato a morire ha disimparato a servire. Non c’è male alcuno nella vita per colui che ha capito che essere privati della vita non è un male. Il saper morire ci affranca da ogni sudditanza e da ogni vincolo». Commento di Sergio – Grande Montaigne, anima libera di grande autenticità e immediatezza. La via diretta pratica ‘la Coscienza Continua a leggere →

come Dio aiuta chi si abbandona a Lui

“Se osservi una situazione senza giudizi o preconcetti, la situazione è libera di svilupparsi. Devi aspettare che la visione arrivi da sola. Questa attesa senza attesa è la nostra vera natura, l’apertura in cui non c’è più la sensazione di essere colui che agisce”. Jean Klein “Questo è il modo in cui Dio aiuta chi si abbandona a Lui”. sc Continua a leggere →

vidya maya e avidya maya: l’illusione che conduce alla conoscenza e l’illusione che conduce all’ignoranza

Maya come potere di illusione (avidya) 54. Un sadhu viveva in una stanza nel tempio di Dakshineswar. Non parlava con nessuno e trascorreva tutto il tempo a meditare su Dio. Un giorno una nuvola oscurò il cielo e poco dopo un vento leggero spazzò via la nuvola. Il santo uscì dalla stanza e cominciò a ridere e ballare. Il Maestro gli chiese: “Come mai tu che passi le tue giornate quieto nella tua stanza oggi balli per la gioia?”. Il santo rispose: “È così che Maya avvolge questa vita! Continua a leggere →

Shiva Purana

Dal capitolo 2: In Me ha avuto origine l'universo In Me solo sussiste tutto In Me, Shiva, tutto si perde Il Senza-Tempo, sono Io stesso Shivoham! Shivoham! Shivoham! (Io sono Shiva! Io sono Shiva! Io sono Shiva) Saluti al Signore Shiva, il vincitore di Cupido, il dispensatore di beatitudine eterna e immortalità, il protettore di tutti gli esseri, il distruttore dei peccati, il Signore degli dei, Colui che indossa una pelle di tigre, il migliore tra gli oggetti di adorazione, attraverso i Continua a leggere →

un video di Papaji

— Namaste Sergio. Stamattina per caso mi è capitato un video in cui David Godman intervista Papaji. Forse lo hai già visto. Un grande abbraccio. Grazie! Donatella — Grazie Donatella. Sri Ramana è molto equilibrato. Dice sì che la via diretta teoricamente non richiederebbe alcuna sadhana dato che siamo già il Sé, ma riconosce pure che, essendo la mente dei più assai impura, vi è bisogno di una sadhana per calmarla ed placare la maggior parte delle vasana. Bhagavan dunque esorta allo Continua a leggere →

Chi conosce il Sé è ancora legato alla conoscenza di un oggetto? La beatitudine è ancora mente perché nasce dal contatto con l’oggetto Sé?

Introduzione di Sergio Vi invito a notare che Sri Ramana Maharshi asserisce che il Sé è la Conoscenza Stessa. Egli afferma: “Il Sé è esso stesso conoscenza”. Non la conoscenza relativa all’illusione del mondo fenomenico, ma Prajnana, la somma conoscenza. Tale darshana (visione, paradigma) domina nell’Advaita Vedanta. Nel discorso 1233, Sri Atmananda (Krishna Menon) dice: “Io so di essere”. Come dimostrare che questa conoscenza non sia un’azione? Io dico di essere il fautore Continua a leggere →

rimanere testimone

Vi segnalo questo bellissimo dialogo con Walter Keers, allievo di Sri Ramana. È in italiano ma dev’essere stato tradotto col traduttore automatico. Un estratto: “La vera libertà e la radiosità dalla quale il mondo crea sé stesso di momento in momento, e che rimane come semplice radiosità quando non c’è più il mondo. Il sonno profondo – l’assenza di nome e forma – allora si converte nella luce stessa, che non ha niente in comune con la cieca assenza di memoria che credevamo Continua a leggere →