lo scopo di tutte le pratiche spirituali è essere nel silenzio

Ho tradotto liberamente questo video di Papaji. Non perdete questo insegnamento fondamentale.
Papaji, con la solita semplicità, spiega il Silenzio, come arrivarci e come rimanere nel Sé.

Dà due indicazioni:
• Risalire alla sorgente del ‘pensiero io’.
• Essere presenti al momento presente.

Essere presenti al momento presente

Della prima abbiamo già parlato ampiamente. Sulla seconda vorrei dire qualcosa. Traendo ispirazione da storielle zen, molti credono che stare nel ‘qui e ora’ voglia dire ricordarsi dove hai lasciato l’ombrello. Ricordarsi dove si è lasciato l’ombrello è un esercizio di concentrazione, non è il Sé, siete d’accordo?
Il vero momento presente è il Sé senza attributi, è il puro Essere, l’Esistere, l’Esistenza, è Sat-Chit-ananda. Perciò nel vero ‘qui e ora’ l’attenzione introversa. È questo lo ‘stare nel momento’ che conduce al Sonno Desto: il corpo agisce guidato dall’intelligenza artificiale che avete accumulato, e voi state nel Sé. Oppure vedere dall’esterno la vostra forma che è in attività.
Quando invece siete identificati, allora siete la vostra forma, siete colui che agisce, e i pensieri scorrono a fiumi saltando tra memorie passate, valutazioni sull’identificazione presente e speranze/apprensioni future.

Vorrei dire ancora aggiungere che i due metodi di ‘Risalire alla Sorgente’ e di ‘Essere Presente al Momento Presente’ a molti potrebbero non bastare. Bastassero, avremmo una valanga di realizzati.

Il distacco è fondamentale

Altro punto cruciale è vairagya, il disinteresse per Maya. Tutti gli aspiranti che praticano da un po’ hanno perfettamente capito intellettualmente che il mondo fenomenico è un’illusione e che non ricaveranno mai da lì durevole felicità, anzi dimorandovi ne trarranno dolore; è proprio grazie a questa comprensione che hanno intrapreso la via spirituale.
Ma una cosa è averne la comprensione intellettuale, altra a aver sciolto il legame affettivo col mondo. Per poterlo sciogliere è necessario che l’aspirante si convinca profondamente che il mondo fenomenico è aria fritta, e lo veda come tale. Per raggiungere questo risultato è necessario ricordare a se stessi incessantemente che il mondo fenomenico è aria fritta, notare quando di nuovo ci si è lega emozionalmente all’aria fritta, e quindi, poiché la mente se resta disoccupata crea pensieri, portare l’attenzione alla Sorgente e al Momento Presente.
Se il distacco non diviene molto profondo è impossibile stare nel silenzio, perché sarete continuamente spinti a cercare di ricavare qualcosa da Maya: una riparazione, una riabilitazione, qualche soddisfazione, risolvere scopi falliti, torti fatti e ricevuti, e quant’altro…

Se conoscete l’inglese guardate anche il video, dove Papaji pone l’enfasi su quel che dice. Parla lentamente; vi sono anche i sottotitoli in inglese, ma sono dati da un trascrittore automatico e quindi non mancano gli errori.

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Lo Scopo di Tutte le Pratiche Spirituali
È Essere nel Silenzio

Satsanga con Papaji

Pace e amore tra tutti gli esseri dell’universo.
Om, Shanti, Shanti, Shanti.
Namaskar, Namascar.
Benvenuti.

Il silenzio è lo scopo di tutte le pratiche e i metodi spirituali.
All’inizio abbiamo cantato Om Shanti.
Om è il silenzio; Shanti significa pace, quiete e silenzio.

Il silenzio è la tua vera natura
e senza il silenzio tu non puoi essere in pace.
Qualunque cosa fai, ogni genere di attività,
se vi fai attenzione, vedi che è silenzio.
Ogni volta che sei felice per aver ottenuto qualcosa,
in realtà sei felice perché la tua mente,
dopo aver ottenuto quel che volevi, è diventata silenziosa.

Quindi i tuoi sforzi devono essere rivolti solo
a ottenere il silenzio;
questa è la ragione per cui siamo qui.

Resta tranquillo e osservare il silenzio.
Puoi stare in silenzio anche mentre sei attivo,
il corpo può essere attivo ma tu rimani in silenzio.
Se non sei nel silenzio non puoi attivarti.
Il comando per attivarti viene dal silenzio,
vale anche per attivare il tuo corpo.

Se sei unito a questo silenzio
che è sempre il tuo sostrato,
se ne sei consapevole,
sentirai che è la tua natura fondamentale
e che tutti i nostri sforzi
sono in realtà rivolti ad ottenere proprio il silenzio.
È a causa del silenzio che restiamo quieti.

Il principale insegnamento di Sri Ramana Maharshi fu solo il silenzio.
A chiunque andava da lui a fare domande, egli rispondeva col silenzio.
Alcune persone che non erano soddisfatte del silenzio,
si avvidero poi che la loro mente, i loro pensieri si erano arrestati,
e scoprirono che silenziosamente il silenzio rispondeva alle loro domande.

L’unico insegnamento a cui credo è il silenzio.
All’inizio voi eravate in silenzio.
Il mondo, l’universo erano nel silenzio
e tutti stiamo tornando al silenzio.
La perturbazione viene dalla mente,
ed è dovuto a questo che non siamo felici.
Quindi dobbiamo allenare la mente
a ritornare al silenzio.

La mente, i sensi, l’intelletto,
devono tornare al silenzio.
Dice Kabir:
“Inizia col corpo.
Mantieni il tuo corpo quieto,
la mente quieta,
l’intelletto quieto,
il tuo prana quieto
e allora vedrai che la saggezza,
il tuo vero Sé,
seguirà”.

La saggezza seguirà, cercandovi.
Non inseguire la libertà, l’illuminazione;
se rimaniamo quieti, la saggezza seguirà.
Parcchi altri Santi hanno sottolineato molto
l’importanza del silenzio.
E questo silenzio è la vostra natura.

Come essere nel silenzio?
Dirigi la tua mente verso la sua sorgente e sei nel silenzio.

Quando dirigiamo la mente verso un oggetto desiderato,
là iniziano i problemi, le tensioni, le difficoltà della vita.

La stessa mente che è diretta verso un oggetto dei sensi,
ora dev’essere addestrata a guardare alla sorgente
al suo stesso sostrato da cui ha origine.
Allora voi sarete quieti.
È questo lo scopo per cui siamo qui,
è questo la libertà.

la libertà non è disponibile da qualche altra parte:
non sulle montagne, non nelle grotte, e nemmeno nei libri…
È qui e ora, semplicemente.

Il mio nome è un pensiero.
Non c’è differenza tra pensiero e mente.
La mente è un insieme di pensieri.
Il primo pensiero è il ‘pensiero io’
da cui deriva tutto il mondo.
Nel momento in cui dite ‘io’, nascono tutte le cose.
È questo ‘io’ che dovete guardare,
e allora sarete nella quiete,
Questa è la pratica, la sadhana,
la meditazione, l’austerità…
e scoprirete di essere istantaneamente liberi.

Poiché non siamo capaci di dedicare
nemmeno questo momento,
questo secondo, questo istante
alla felicità,
siamo turbati.

Se è felicità, se è pace,
dev’essere molto semplice e molto vicina,
ma noi non ce ne curiamo.
Adesso è tempo di dirigere la mente
verso la sua Sorgente.
Puoi chiamarla Atman,
nei libri è chiamata così,
noi la chiamiamo Sostrato e Sorgente.

Lascia che questo ‘io’ trovi la sorgente
da cui è nato,
da dove quest’onda è sorta
e sarai felice.
Sei a casa.
Esser felici è la cosa più semplice,
più semplice di qualsiasi cosa al mondo.

Questo si chiama Satsanga.
Dirigere la mente verso la propria sorgente
è Satsanga.
Quando sei a casa, sei nella santa compagnia del Sé.
Essere nella santa compagnia del proprio stesso Sé
è Satsanga, Santa Associazione.
Soprattutto, Santa Associazione è essere dovunque tu sei.
Non affliggerti.
Dovunque tu sei là è la più Santa Associazione.
È questa la Realizzazione di Dio, del Sé,
la Liberazione, l’Illuminazione…
o comunque tu voglia chiamarla.

Ma non a ciò che nomini o immagini
che devi badare.
Semplicemente riconosci che QUESTO MOMENTO
SEI TU, SEI TU, SEI TU!

Rimani quieto,
non pensare, non esaltarti
SEI TU.
Non vacillare,
non dubitare della tua Maestà…
tu sei questo…

È così semplice… (Ride)

Namaskar…

Credits: grazia a Global Well-Being per aver postato il video