ho smesso di occuparmi di ciò che non era né me né mio

Visitatore: Tu sei seduto di fronte a me, e io sono ai tuoi piedi. Che differenza fondamentale c’è tra noi due? Nisargadatta Maharaj: Nessuna differenza fondamentale. V.: Eppure dev’esserci qualche differenza. Sono io che vengo da te e non tu da me. M.: Proprio perché immagini differenze vai qua è là alla ricerca di gente superiore. V.: Ma tu sei un essere superiore. Tu affermi di conoscere la Realtà, io no. M.: Ti ho mai detto che non la conosci e che di conseguenza sei inferiore? Continua a leggere →

sul donare

Sri Ramana Maharshi, dal discorso 581 Un bambino teneva in mano qualcosa che i genitori volevano offrire a Sri Bhagavan. I genitori persuasero il bambino a farne dono a Bhagavan, ed egli lo fece con gioia. Sri Bhagavan osservò: “Guardate! Quando il bambino può dare una cosa a Jeja (Dio) è tyaga (rinuncia). Vedete quale influenza ha Jeja anche sui bambini! Ogni dono implica altruismo. Qui sta tutto il concetto di nishkama karma (azione altruistica, disinteressata). Significa vera rinuncia. Continua a leggere →

Adi Shankara, tre versi dal Vivekachudamani

78. Solo chi si è liberato dalla pesante catena del desiderio per gli oggetti dei sensi – in verità cosa molto difficile – è qualificato alla liberazione. Nessun’altra cosa potrà aiutarlo, anche se dovesse conoscere i sei shastra. 79. Quei ricercatori di Liberazione che si sono distaccati dal mondo solo in apparenza, saranno presi alla gola con violenza dallo squalo del desiderio, che li trascinerà fuori strada mentre cercheranno di attraversare l’oceano del samsara (l’esperienza Continua a leggere →

la crisi di manonasa

P. — Credo di non essere portato per l’abbandono. Domenica ho avuto una forte crisi, è emersa un sacco di rabbia, un forte stato nervoso che non riuscivo a controllare. Oggi ho provato a meditare un po’, ma è impossibile. Questo stato è stato preceduto da un sogno. C’era una donna che si trovava in un posto squallido che emanava un forte fetore. Lei mi chiese, senza parlare, di portarla via da quel luogo. Sergio — Ma il fetore è dell’ego e la donna è l’Atman. La questione Continua a leggere →

rinuncia ad essere il corpo…

Rinuncia ad essere il corpo, implementa il distacco dal mondo relativo, e svolgi i compiti che la tua forma deve compiere come servizio a Dio. Allora ti apparirà il Sé. Rimani aderente a questo Centro: sadhana sadhana sadhana, attenzione attenzione attenzione… Il distacco si approfondirà. Gradualmente ti renderai conto di parti di Maya sempre più basali la cui esistenza davi per scontata, e ti disidentificherai da esse. Alla fine rimarrà solo il Sé. Allora otterrai lo stato unitivo; i fenomeni Continua a leggere →

asseconda questa Grazia di Dio

— Carissimo Sergio, volevo raccontarti cosa mi sta capitando. Avverto come una perdita totale di volontà. È una sensazione molto bella di abbandono totale e pace profonda e, quando compare qualche immagine, si libera subito al suo stesso apparire, come qualcosa che scorre e che non mi riguarda... Del resto non potrebbe catturarmi, perché questa assenza di volontà mi “impedisce” di interessarmi e coinvolgermi. Inoltre, durante il giorno, nei momenti più disparati, capita spesso che mi Continua a leggere →

alcuni aspiranti riescono a compiere l’ultimo sforzo verso la liberazione, mentre altri no. la ragione esaminata dal punto di vista delle qualità spirituali

Il Sé è oltre le qualità, ma per ottenere la Liberazione l’aspirante deve avere delle doti. Queste sono tutte volte a silenziare la mente e a favorire l’abbandono al Vero Io impersonale. Le principali sono: amore e devozione, umiltà, abbandono al Divino, fede in Dio e negli insegnamenti degli Acharya. In Aparokshanubhuti (Autorealizzazione), Adi Shankaracharya elenca le qualità che dovrebbe avere un aspirante alla Liberazione: 2. Qui si espone il mezzo per raggiungere l’Aparokshanubhuti Continua a leggere →

quando l’identità si stabilisce nel vero sé

Quando l’identità si stabilisce nel vero Sé avviene un enorme distacco dalla forma corpo-mente. Questa agisce da sola guidata dalla conoscenza che ha accumulata che funge da vero e proprio pilota automatico, mentre il Sé rimane estatico nella sua trascendenza. Questa realtà va approfondendosi. Non è facile rendere l’idea di ciò che ho testimoniato, ma una cara sorella ha superato manonasa, il colpo di coda finale dell’ego, e si è stabilita nel Sé una 20ina di giorni fa. Attendo i Continua a leggere →

più debole è il distacco, più grande la difficoltà di individuare e permanere nella soggettività ultima

Più debole è il distacco, più grande sarà la difficoltà di individuare la soggettività ultima e permanervi, perché saranno troppi i ‘me’ che offuscano il vero soggetto. Senza un forte distacco non vi può essere successo risolutivo nell’autoindagine. La rinuncia a tutti i falsi ‘me’ e ‘mio’ e il dedicarsi solo al Vero Io è la devozione dell’advaitino sulla via dell’autoindagine. Continua a leggere →

l’esperienza della spontaneità

È come se fossi in una sala cinematografica e spingi per mandare aventi la pellicola del film (la vita nel mondo), ma è il proiettore (il Potere Superiore, Shakti) che la manda avanti. Tu lo sai, ma è così forte il condizionamento, che ti senti un io-agente, tranne forse in alcuni momenti particolari. A un certo punto – a merito dei tuoi ripetuti sforzi – arriva la grazia e cade il senso di essere quello che fa succedere le cose. Allora rimani nella Presenza (o qualsiasi nome tu voglia Continua a leggere →