è tutto questo in questa forma di silenzio

Caro Sergio, in questi giorni colgo in particolare la parola Silenzio in riferimento al Sé. C’è il bellissimo capitolo del libro di Bernadette Roberts, “La Mente Silenziosa”, nel quale mi sembra di riconoscere un po’ quello che colgo. Non parlo del silenzio come assenza assoluta di rumori, o come assenza di qualcosa, e nemmeno come profondità, parlo di un silenzio che sta sullo sfondo di tutto quello che c’è, compreso anche il chiacchiericcio dei pensieri e tutto quello che la coscienza Continua a leggere →

il silenzio della liberazione

Fin quando sei nella mente puoi vedere il Sé, perché la mente gli fa da specchio. Ma quando sei oltre la mente non puoi più vederlo. Ma sai benissimo chi sei tu, anche se non cerchi più di definirti, di darti un nome. Sei l’Innominabile, ma sai benissimo chi sei tu. Puoi vedere l’ombra del Sé, il suo profumo, che è il silenzio. Vi sono vari tipi di silenzio, quello è il silenzio supremo, il silenzio prima della creazione, il Silenzio della Liberazione, è la Liberazione, e ti abbandoni Continua a leggere →

osserva lo stato d’animo in cui sei

Per stato d’animo si intende l’aspetto emozionale. Ad esempio voi potreste essere in uno stato d’animo di dubbio. Non vi metterete ad analizzare il dubbio: “Di che si tratta? Come potrei risolverlo? Cosa dovrei fare?”… Questo è l’aspetto mentale, e se fate in questo vi coinvolgerete con la mente. Perciò non mentalizzate. Osservate lo stato d’animo di dubbio, ossia l’aspetto emozionale nel suo complesso. Dunque, invece di seguire i vostri pensieri, mantenetevi aperti e osservate Continua a leggere →

i silenzi di Bernadette Roberts

Bernadette Roberts era cattolica, quindi lei dà un nome coniato da lei ai vari tipi di Silenzio. Ma guardate quanti ne distingue: “La mia passata esperienza mi aveva portato a conoscere intimamente vari tipi e livelli di silenzio. C’è un silenzio interiore; c’è un silenzio che viene dall’esterno; un silenzio che ferma l’esistenza e un silenzio che inghiotte l’universo intero. C’è un silenzio del sé e delle sue facoltà: volontà, pensiero, memoria, emozione. C’è un silenzio Continua a leggere →

sul silenzio

Il Silenzio emana direttamente dal Sé, perciò è insegnamento diretto, non mediato. Dice agli altri: “Abbandona la mente”, e lo fa mostrando se stesso come esempio. L’insegnamento verbale va bene, ma deve provenire dal Silenzio, altrimenti manca della profonda consapevolezza della vera Realtà che è oltre la mente. Il Silenzio emana dal Sé senza sforzo, così come la luce dal Sole. Chi è nel Silenzio che è prima della mente, è come un’antenna che propaga il Silenzio spontaneamente; Continua a leggere →

opposti, abbandono, struttura della mente, conoscenza relativa e nirvikalpa

La struttura della mente è per opposti. Se carichi l’idea di essere meschino verso la quale hai ovviamente repulsione, in ugual misura nella mente c’è l’idea e il desiderio (probabilmente inconscio) di essere grandioso. Cominci a praticare una sadhana e gradualmente guarisci fisicamente e psicologicamente. Non appena ti senti meglio, balza fuori come una molla il desiderio nascosto di essere grandioso, caricato con una spinta uguale alla repulsione di essere meschino nutrita per lungo Continua a leggere →

come va col silenzio?

— Come va col Silenzio? — Oggi un disastro. Conflitti sul lavoro. Anche la situazione generale non mi pare per niente buona. Comunque non resto arrabbiato come prima né trascino la rabbia per lungo tempo. — Capisco. Ma non soffermarti su questi incidenti. Non lasciare che danneggino la tua sadhana. Adesso che hai contattato il Silenzio, che si è aperta quella porta, devi passare molto tempo a contemplarlo. Uno sente chiasso, poi un bel giorno ha l’esperienza di essere Silenzio Continua a leggere →

nirvana

Non c’è nessuna differenza tra nirvana e sahaja samadhi, altrimenti vi sarebbero due tipi di realizzazione e due tipi di Sé o di Assoluto. Il Nirvana è il sonno profondo senza incoscienza. Ecco… Ora guardate la vostra identità. Quanta azione e divenire vi ritrovate? Considerate che se volete la realizzazione, interiormente dovete essere il sonno profondo consapevole ed esteriormente la vostra forma compie, nel silenzio della mente, quel che c’è da fare. Non è la cosa più facile del Continua a leggere →

il silenzio che trascende – 2

— Ma il Saggio stabilito nel sahaja samadhi non sperimenta più gli altri tipi di samadhi: Mauna, Nirvikalpa, Savikalpa ecc.? Forse li conosce perché li ha sperimentati durante la pratica, oppure una volta stabilito nel Sahaja ininterrotto gli altri tipi di samadhi continuano a ripresentarsi? — Continuano a ripetersi, così come si ripetono gli stati di veglia, sogno e sonno profondo, perché il sahaja, che Sri Ramana definisce samadhi, non è uno stato di samadhi come inteso nello yoga, Continua a leggere →