storie come dallo Yoga Vasistha

Stanotte mi sveglio e mi siedo in meditazione. Scivolo nel sogno. Sono in una scuola e lascio un attimo la mia classe per andare alla toilette. Entrando in bagno scivolo in un’altra storia. Si racconta di una insegnante condannata a un anno di carcere perché, gelosa di una sua collega, non ha detto di aver assistito al suo omicidio. Esco dal bagno e ritorno nel sogno precedente. Credevo fossero passati solo alcuni minuti ma in realtà era passata più di un’ora. Avevo lasciato la classe senza custodia. Fortunatamente mi aveva ‘salvata’ la mia collega vigilando sulla classe durante la mia assenza, ma era sbigottita dal mio comportamento. Ero smarrita, non sapevo cosa fosse accaduto. Poi ho ricordato di essere stata anche in un altro sogno diverso dai due precedenti e in un altro sogno ancora dove mi insegnavano tecniche di consapevolezza.
Quindi il sogno è continuato in modo consapevole. Eravamo usciti dalla scuola. Ho detto alla mia collega che ritornavo dentro a recuperare le mie cose ma non riconoscevo più gli ambienti. Salivo scale disordinate al buio e nessuno sapeva indicarmi dove fosse la mia classe.
Sono tornata alla veglia con la mente consapevole, ma il corpo era incapace di muoversi.
Ho pensato: ecco come nel Bardo [il dopo morte] ci si incarna spostandosi da una dimensione mentale all’altra, credendole reali. Il tempo può sembrare brevissimo nell’una dimensione parallela e assai lungo nell’altra. Mi è venuto in mente un racconto dello Yoga Vasistha.
Mukti

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Commento di Sergio – Quelli dello Yoga Vasistha non sono racconti di fantasia, sono esperienze reali nel mondo onirico del dopo morte. Ma mi rendo conto che fissare distinguo tra fantasia e realtà nel mondo del Bianconiglio può far sorridere.

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