apri il tuo amore a tutti gli esseri che soffrono, incluso gli animali

Apri il tuo amore a tutti gli esseri che soffrono, incluso gli animali.

Noi ci arrabbiamo con chi fa del male. Esteriormente, per ragioni sociali o di insegnamento, può essere necessario fare una ramanzina a qualcuno, o comminargli una sanzione, o addirittura ucciderlo, come nel caso di un animale feroce che minacci di morte delle persone inermi.

Ma INTERIORMENTE NON POSSIAMO CHE AMARE! Perché quei cattivi sono tali per la loro ignoranza e la loro natura relativa. Un serpente che morde una persona e la uccide, è cattivo?

Perciò per un realizzato non esistono cattivi, anche se esteriormente potrebbe condurre un esercito contro di loro, come Arjuna nella Bhagavad Gita.

Sono le leggi del karma a prendersi cura dell’evoluzione della coscienza divina. Quando fai del male a qualcuno, soffri! Può non avvenir subito, forse il fio della colpa ricadrà nella vita futura, ma nella misura in cui hai prodotto dolore sperimenterai sofferenza.

Così, l’Essere, ricercando scampo dal dolore e agognando la felicità, attraverso un tempo inimmaginabile per la mente umana, gradualmente si avvicina all’ahimsa (il non nuocere agli altri esseri), giungendo poi progressivamente a scoprire l’Amore disinteressato e la Compassione, che sono la natura di Dio.

Per uno Jnani ogni altro essere è figlio suo, indipendentemente dalle rispettive età anagrafiche. Vi saranno figli spirituali diretti e cugini di ennesimo grado. Non dice forse Krishna “I miei devoti sono gli esseri a Me più cari”?

Anche non giungendo alla realizzazione in questa vita, in armonia con la legge del karma, l’amore e compassione per tutti gli esseri ci premia trasferendoci su piani molto elevati, come Hiranyaloka, ad esempio.

La Grazia di Dio è sempre libera rispetto alla legge del karma. Essa avviene soprattutto quando il jiva si rivolge appassionato alla via spirituale. Allora, dicono le scritture, tutti i Bodhisattva (gli esseri illuminati) vengono in suo aiuto. Così, in virtù della Grazia, per ogni suo sforzo spirituale tanti ostacoli sono rimossi alla sua realizzazione, enormemente di più di quanto lo sforzo del solo jiva potrebbe compiere. Perciò il jiva maturo è sempre grato per ogni suo successo, sentendo sempre che è la Grazia di Dio ad averlo premiato.

Amore, compassione, gratitudine, devozione e le altre qualità divine crescono durante il percorso spirituale e risplendono dopo la realizzazione.

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