non c’è più pioggia che cade dal cielo perché il cielo è ovunque

Dopo l’esperienza della Coscienza nel Nirvikalpa è come avere nuovi occhi. Si sta svelando un nuovo modo di Essere nella Realtà relativa, l’Attenzione è naturale.
Ora c’è quella Qualità [l’esperienza della Coscienza nuda nel nirvikalpa] che Mi ‘accompagna’ nel mondo.
Quel Nulla Originario in Me lo vedo anche in Te.
La rivelazione dell’IO SONO è la Comprensione stessa.
L’eccezionalità è la normalità nel vederMi con equanimità nelle Realtà relativa.
Quello che sorprende è che svelatasi la meta nell’Assenza Presente, l’ascoltare, vedere, toccare, parlare, agire da Quella Prospettiva è normale quotidianità.
Quella Qualità Originaria è in ogni riflesso della Realtà relativa. È come un unguento sulla pelle che assorbito non si vede ma c’è.
Non c’è più pioggia che cade dal cielo perché il cielo è ovunque.
M.

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Commento di Sergio – M. scrive Realtà relativa con la ‘r’ di Realtà maiuscola perché non percepisce più differenza tra il Sé dentro e il Sé fuori. Ella dice “La rivelazione dell’IO SONO è la Comprensione stessa” perché la conoscenza ‘Io Sono’ – Prajnana, la Conoscenza Suprema – rimane anche nel nirvikalpa maturo. È Pura Coscienza (senza esistenza di altro) che riconosce Sé stessa.
Ciò che viene meno è la conoscenza relativa. Infatti non si sa di essere in samadhi, ma si è consapevoli della Pura Coscienza.

M. chiama la ‘meta’ l’Assenza Presente, assenza della mente e presenza della Pura Coscienza, il Sé. Non ricorda tale dicitura il Vuoto del ‘Sutra Buddhista del Cuore della Perfetta Saggezza’? Indicano la medesima Esperienza.
Si tratta della più pura e massima esperienza di liberazione, in cui l’Atman, il Sé, realizza di essere libero anche dalla mente.

Tale meravigliosa, impareggiabile realizzazione è così
POTENTE da ‘imprimersi’ nello Jnani come sua vera indelebile identità.
Egli dunque non ha bisogno di rimanere in qualche stato di trance. È totalmente libero e può usare la mente così come qualcuno può usare un computer. M. infatti dice “sorprende che svelatasi la meta nell’Assenza Presente, l’ascoltare, vedere, toccare, parlare, agire da Quella Prospettiva è normale quotidianità”.
Lo Jnani è ‘LIBERO’ di impersonare qualsiasi ruolo nella creazione, sempre guidato dall’Amore insito nel Sé e dal Potere che governa il creato, cioè Ishvara e per lui Vishnu. Ma non sto dicendo che il Jivanmukta è gerarchicamente di rango inferiore a Ishvara: egli è l’Assoluto, il Paramatman. Sto dicendo che quando opera è guidato da quella funzione.
L’esperienza del nirvikalpa è la suprema esperienza. Al paragone il savikalpa impallidisce. In realtà non vi si bada più. Si rimane interiormente, nella propria Identità, sempre nel nirvikalpa.

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