i piani più profondi dell’essere si manifestano anche durante lo stato di veglia

— Caro Sergio, come spesso accade ciò che posti arriva a toccarmi. Mi riferisco al punto 4 e 5, dove parli della non-azione. Sono in un periodo dove per il lavoro devo fare molte cose, molte delle quali imposte, e sono in una situazione strana: mentre faccio è come se mi “perdessi” ma non sono identificata. È come se il fare avvenisse fuori da me pur essendo io a operare. Non c’è meditazione volontaria, eppure molto accade come in meditazione. Mi sento la testa strana e a volte non è Continua a leggere →

Sri Ramana Maharshi, dal discorso 349

[…] by unswerving vigilant constancy in the Self, ceaseless like the unbroken filamentary flow of oil, is generated the natural or changeless trance or nirvikalpa samadhi, which readily and spontaneously yields that direct, immediate, unobstructed and universal perception of Brahman, which is at once Knowledge and Experience and which transcends time and space. […] dalla vigile perseveranza senza vacillamenti nel Sé, incessante come il flusso ininterrotto di un filo d’olio, viene generata Continua a leggere →

un allievo che ha paura persino della sua ombra

Ho un allievo che ha paura di tutto, persino della sua ombra. Aveva voglia di conoscere altre vie e allora gli ho detto di provare. A quel punto hanno cominciato ad emergere tutte le paure possibili e immaginabili. Non va a prendere la Shaktipat perché ha paura della Kundalini, non va a prendere l’iniziazione al Kriya perché ha paura di rimanere intrappolato nel vuoto, non va a fare un Intensivo di Illuminazione con un altro maestro non ho capito per quali altre paure… Non sa che tutte quelle Continua a leggere →

onde cerebrali e stati di coscienza

Sono direttamente correlati, eppure è un aspetto che viene quasi sempre omesso dai testi spirituali. Lo cito per mostrarvi come l’evoluzione spirituale non sia qualcosa di esclusivo appannaggio della mistica e della fantasia – come invece sostengono i detrattori della pratica spirituale – ma è affatto scientifico e può essere studiato dal punto di vista fisiologico. Swami Satyananda Saraswati, che oltre ad essere uno sommo yogi illuminato era anche un neurochirurgo, ha scritto molto a tal Continua a leggere →

lo stato naturale

Nella dualità si sperimenta l’io-ego in quanto conoscitore e controllore, e si sperimenta la conoscenza come prodotto (oggetto) del conoscitore. Nella non-dualità, nel samadhi, Invece c’è solo la conoscenza/coscienza e nessun conoscitore; essa si auto-conosce, è auto-consapevole, per questo viene detta auto-luminosa. Ma è abbastanza diversa dalla conoscenza duale… Nella non-dualità non c’è il conoscitore e nessuno che controlla e monitora interrogandosi: cos’è questo e cos’è Continua a leggere →

l’uomo ignorante e il saggio

Sri Atmananda – Atma Nirvritti, sezione 6 Questa sezione è molto importante e va compensa bene. La Realizzazione è un’esperienza o una comprensione? La Realizzazione è una comprensione profondissimamente radicata che diventa indipendente dallo stato di coscienza in cui si è. Non è un’esperienza che diventa stabile, come molti credono. Una tale comprensione, però, è così potente da determinare lo ‘spostamento stabile della propria identità’ dalla persona alla pura Coscienza. Una Continua a leggere →

sempre un occhio al principio-io

Chi ha già l’esperienza diretta di essere consapevolezza, chi sente il Principio-Io – cioè quell’Io che è prima dell’io personale, il cosiddetto ‘pensiero-io’ – deve mantenere sempre un occhio al Soggetto (Principio-Io, Pura Consapevolezza, Puro Essere, Presenza) anche quando esplica delle attività; altrimenti non riuscirà a testimoniarle, e si tramuterà in un personaggio del gioco, cioè in un oggetto (schiavitù). Anche l’immaginazione – il sogno ad occhi aperti – non Continua a leggere →

requisiti per aspirare alla stabilità nel nirvikalpa

Questi i requisiti: Comprendere e sentire che la ricerca è finita e che qualsiasi desiderio di ricerca ostacolerebbe lo stabilirsi dello stato naturale. Comprendere e sentire che tutto è Uno. Amore per Dio è vederLo in tutto ciò che appare. Sentire che non c’è nulla di sbagliato. Comprendere e sentire che Dio è in tempo presente. Non si è nel fare (non-azione), ma solo ci si arrende al Sé che già è (e che sei TU), e all’azione del suo potere superiore, la Shakti. Continua a leggere →

contemplazione del creato versus consapevolezza del nulla

Per molte scuole spirituali, soprattutto quelle che praticano un ferreo neti-neti (non sono questo non sono quello), le due cose restano una dualità inconciliabile. Esse dicono: “Non c’è nulla, e l’amore e la beatitudine sono ancora stati mentali”. Dicono così perché a loro manca un pezzo… In realtà la contemplazione estatica del creato e la consapevolezza del nulla sono la stessa cosa e proverò a spiegarlo. Il realizzato sa che nulla accade e che la creazione è soltanto Continua a leggere →

che cos’è sahaja samadhi?

Dai Satsangha di Francis Lucille Che cos’è sahaja samadhi? Il termine sahaja samadhi è di solito usato in relazione al nirvikalpa samadhi. Il nirvikalpa samadhi è l’esperienza della nostra vera natura: c’è la presenza, la conoscenza e la gioia della nostra eternità. Il naturale processo di realizzazione dopo nirvikalpa samadhi è il sahaja samadhi. Dopo il nirvikalpa samadhi, dopo l’esperienza della gioia estrema, il mondo riappare e di solito riappaiono anche i vecchi schemi del Continua a leggere →