il testimone non è colui che sperimenta

— Bella l’Advaita Bodha Deepika, mi mancano da leggere un paio di capitoli. Mi ha colpito molto che il testimone non è colui che sperimenta. — Mi permetto una notazione: attento ai vocabolari. Quando la scrittura dice che ‘il testimone non è colui che sperimenta’, si riferisce all’esperienza duale. A volte vedi la tua persona che sta facendo qualcosa, o che sperimenta interiormente qualcosa. Ma Sri Atmananda (Krishna Menon), ad esempio, con la parola ‘esperienza’ intende l’unione Continua a leggere →

lo stato oltre la mente

— Ciao Sergio. Condivido con te un’esperienza di ieri pomeriggio. Dopo aver letto alcuni testi di Adi Shankara che hai condiviso su Facebook e poi ancora il capitolo 26 della Ribhu Gita, improvvisamente sopravviene una “stanchezza”... Chiudo gli occhi ed è come se cadessi in un vuoto assoluto, come perdere conoscenza e subito dopo una scarica energetica in tutto il corpo. Tale scarica mi risveglia... Ma immediatamente dopo, di nuovo ricado in questo vuoto e di nuovo un’altra scarica energetica. Continua a leggere →

ancora sul samadhi

La dissoluzione temporanea dell’ego viene chiamata manolaya; quella definitiva, senza ritorno, manonasa. Sri Ramana Maharshi chiama la dissoluzione temporanea dell’ego kevala nirvikalpa samadhi, mentre quella definitiva – la liberazione –, sahaja nirvikalpa samadhi. Il termine sanscrito vikalpa indica uno dei cinque tipi di attività mentali, e cioè: immaginazione, fantasia, illusione. I due prefissi sanscriti sa- e nir- vogliono dire rispettivamente ‘con’ e ‘senza’. Perciò Continua a leggere →

sto bene, anche se non c’è un motivo particolare

— Come va? — Bene, anche se non c’è un motivo particolare... Anzi le impressioni, i pensieri, le emozioni vanno e vengono; ma non soltanto li guardo da fuori: entro, li attraverso, esco, in un movimento che è solo apparente. A volte vengo agganciata, e allora appena lo scopro scivolo semplicemente nel Sé, senza effetti speciali. E accetto quello che c’è, quello che arriva. Oggi mi sono sorpresa a pensare: “Ma è sera? Com’è possibile?”… Si perdono i riferimenti. Cadono anche Continua a leggere →

i piani più profondi dell’essere si manifestano anche durante lo stato di veglia

— Caro Sergio, come spesso accade ciò che posti arriva a toccarmi. Mi riferisco al punto 4 e 5, dove parli della non-azione. Sono in un periodo dove per il lavoro devo fare molte cose, molte delle quali imposte, e sono in una situazione strana: mentre faccio è come se mi “perdessi” ma non sono identificata. È come se il fare avvenisse fuori da me pur essendo io a operare. Non c’è meditazione volontaria, eppure molto accade come in meditazione. Mi sento la testa strana e a volte non è Continua a leggere →

Sri Ramana Maharshi, dal discorso 349

[…] by unswerving vigilant constancy in the Self, ceaseless like the unbroken filamentary flow of oil, is generated the natural or changeless trance or nirvikalpa samadhi, which readily and spontaneously yields that direct, immediate, unobstructed and universal perception of Brahman, which is at once Knowledge and Experience and which transcends time and space. […] dalla vigile perseveranza senza vacillamenti nel Sé, incessante come il flusso ininterrotto di un filo d’olio, viene generata Continua a leggere →

un allievo che ha paura persino della sua ombra

Ho un allievo che ha paura di tutto, persino della sua ombra. Aveva voglia di conoscere altre vie e allora gli ho detto di provare. A quel punto hanno cominciato ad emergere tutte le paure possibili e immaginabili. Non va a prendere la Shaktipat perché ha paura della Kundalini, non va a prendere l’iniziazione al Kriya perché ha paura di rimanere intrappolato nel vuoto, non va a fare un Intensivo di Illuminazione con un altro maestro non ho capito per quali altre paure… Non sa che tutte quelle Continua a leggere →

onde cerebrali e stati di coscienza

Sono direttamente correlati, eppure è un aspetto che viene quasi sempre omesso dai testi spirituali. Lo cito per mostrarvi come l’evoluzione spirituale non sia qualcosa di esclusivo appannaggio della mistica e della fantasia – come invece sostengono i detrattori della pratica spirituale – ma è affatto scientifico e può essere studiato dal punto di vista fisiologico. Swami Satyananda Saraswati, che oltre ad essere uno sommo yogi illuminato era anche un neurochirurgo, ha scritto molto a tal Continua a leggere →

lo stato naturale

Nella dualità si sperimenta l’io-ego in quanto conoscitore e controllore, e si sperimenta la conoscenza come prodotto (oggetto) del conoscitore. Nella non-dualità, nel samadhi, Invece c’è solo la conoscenza/coscienza e nessun conoscitore; essa si auto-conosce, è auto-consapevole, per questo viene detta auto-luminosa. Ma è abbastanza diversa dalla conoscenza duale… Nella non-dualità non c’è il conoscitore e nessuno che controlla e monitora interrogandosi: cos’è questo e cos’è Continua a leggere →

l’uomo ignorante e il saggio

Sri Atmananda – Atma Nirvritti, sezione 6 Questa sezione è molto importante e va compensa bene. La Realizzazione è un’esperienza o una comprensione? La Realizzazione è una comprensione profondissimamente radicata che diventa indipendente dallo stato di coscienza in cui si è. Non è un’esperienza che diventa stabile, come molti credono. Una tale comprensione, però, è così potente da determinare lo ‘spostamento stabile della propria identità’ dalla persona alla pura Coscienza. Una Continua a leggere →