un preludio al samadhi

A chi lavora con me insegno il Metodo Silva; una volta appreso si è in grado di entrare in alfa in 3 secondi. Se lo si usa per fare miracoli o viaggi astrali ci si porta dietro anche un bell’ego; ma se si va solo nel rilassamento consapevole, diviene un abbandono oggettivo, una diminuzione di ego e separazione: a tutti gli effetti un sonno sveglio. Allora quell’apprendimento diventa un preludio per il samadhi. Io suggerivo loro di mettere una bella musica meditativa, di entrare in alfa e Continua a leggere →

un samadhi di base su cui hanno luogo specifiche esperienze temporanee di assorbimento

Da un lato si dice che la realizzazione e il samadhi sono la stessa cosa, dall’altro che non bisogna identificare la realizzazione con le esperienze del samadhi. Che cosa significa? Con la realizzazione ha luogo un samadhi di base. Ci si sente la pura Coscienza (o Essere ecc.) non dissimile dalle altre forme e dalle situazioni che sono anch’esse pura Coscienza. Si osserva disidentificati il proprio corpo agire. Se compaiono emozioni alterate (come a volte accadeva a Nisargadatta) non ci si Continua a leggere →

che esperienza ha un illuminato?

Partiamo da una base di distacco dalla mente, che è il film della creazione multiforme, e di distacco dall’ego, cioè non c’è più il senso di essere un io personale separato. Su questa base ha luogo il waking sleep (il sonno profondo da svegli) di varia intensità, e il nirvikalpa samadhi, che è il livello più profondo del waking sleep. Chiarito questo, va detto che l’illuminato può vivere esperienze molto variegate. Queste esperienze sono cangiate dall’equilibrio tra i tre Continua a leggere →

la liquidazione della mente

Nella fase delle esperienze dirette savikalpa, l’aspirante ha ancora una mente molto strutturata, piena di concetti: questo è buono, questo è sbagliato, ha modelli ideologici di riferimento. Questi concetti, che appaiono piuttosto fissi, creano le sbarre della sua prigione, cioè creano il mondo limitato così come a lui appare: è un corpo fisico, è una persona che ha difetti e abilità, dipende dalla propria storia personale, è il responsabile della proprie azioni ecc. ecc. Proprio per questo Continua a leggere →

è necessario un certo tempo di nirvikalpa samadhi perché le vasana annichiliscano

— In questi giorni c’è Silenzio, Vuoto, Amore. I movimenti mentali si placano, le parole si spengono. Medito, e puntualmente cado nel waking sleep, nel Vuoto dove Solo Lui È. Quando ‘ritorno’, ogni volta è come aver lasciato qualcosa che non serve più. Ho fatto un sogno. Io Sono l’osservatore del sogno. L’attenzione-osservazione non è sulla ‘storia’ del sogno ma su un ‘oggetto’ del sogno: una lanterna con all’interno una candela accesa. Noto che non c’è il bagliore Continua a leggere →

nirvikalpa samadhi e sahaja samadhi

Quando l’aspirante ha sperimentato il nirvikalpa samadhi – samadhi senza oggetti, mondo e corpo; solo Essere nell’Essere, Consapevolezza nella Consapevolezza –, deve comprendere che quella è la sua Vera Natura. È lo stesso stato del sonno profondo senza sogni, ma le persone ordinarie sono inconsce su quel piano di coscienza. Se collegate ad un elettroencefalografo in un laboratorio del sonno, quando svegliate al raggiungimento delle onde delta (sonno profondo), se si chiede loro cosa Continua a leggere →

il testimone non è colui che sperimenta

— Bella l’Advaita Bodha Deepika, mi mancano da leggere un paio di capitoli. Mi ha colpito molto che il testimone non è colui che sperimenta. — Mi permetto una notazione: attento ai vocabolari. Quando la scrittura dice che ‘il testimone non è colui che sperimenta’, si riferisce all’esperienza duale. A volte vedi la tua persona che sta facendo qualcosa, o che sperimenta interiormente qualcosa. Ma Sri Atmananda (Krishna Menon), ad esempio, con la parola ‘esperienza’ intende l’unione Continua a leggere →

lo stato oltre la mente

— Ciao Sergio. Condivido con te un’esperienza di ieri pomeriggio. Dopo aver letto alcuni testi di Adi Shankara che hai condiviso su Facebook e poi ancora il capitolo 26 della Ribhu Gita, improvvisamente sopravviene una “stanchezza”... Chiudo gli occhi ed è come se cadessi in un vuoto assoluto, come perdere conoscenza e subito dopo una scarica energetica in tutto il corpo. Tale scarica mi risveglia... Ma immediatamente dopo, di nuovo ricado in questo vuoto e di nuovo un’altra scarica energetica. Continua a leggere →

ancora sul samadhi

La dissoluzione temporanea dell’ego viene chiamata manolaya; quella definitiva, senza ritorno, manonasa. Sri Ramana Maharshi chiama la dissoluzione temporanea dell’ego kevala nirvikalpa samadhi, mentre quella definitiva – la liberazione –, sahaja nirvikalpa samadhi. Il termine sanscrito vikalpa indica uno dei cinque tipi di attività mentali, e cioè: immaginazione, fantasia, illusione. I due prefissi sanscriti sa- e nir- vogliono dire rispettivamente ‘con’ e ‘senza’. Perciò Continua a leggere →

sto bene, anche se non c’è un motivo particolare

— Come va? — Bene, anche se non c’è un motivo particolare... Anzi le impressioni, i pensieri, le emozioni vanno e vengono; ma non soltanto li guardo da fuori: entro, li attraverso, esco, in un movimento che è solo apparente. A volte vengo agganciata, e allora appena lo scopro scivolo semplicemente nel Sé, senza effetti speciali. E accetto quello che c’è, quello che arriva. Oggi mi sono sorpresa a pensare: “Ma è sera? Com’è possibile?”… Si perdono i riferimenti. Cadono anche Continua a leggere →