onde cerebrali e stati di coscienza

Sono direttamente correlati, eppure è un aspetto che viene quasi sempre omesso dai testi spirituali. Lo cito per mostrarvi come l’evoluzione spirituale non sia qualcosa di esclusivo appannaggio della mistica e della fantasia – come invece sostengono i detrattori della pratica spirituale – ma è affatto scientifico e può essere studiato dal punto di vista fisiologico. Swami Satyananda Saraswati, che oltre ad essere uno sommo yogi illuminato era anche un neurochirurgo, ha scritto molto a tal Continua a leggere →

lo stato naturale

Nella dualità si sperimenta l’io-ego in quanto conoscitore e controllore, e si sperimenta la conoscenza come prodotto (oggetto) del conoscitore. Nella non-dualità, nel samadhi, Invece c’è solo la conoscenza/coscienza e nessun conoscitore; essa si auto-conosce, è auto-consapevole, per questo viene detta auto-luminosa. Ma è abbastanza diversa dalla conoscenza duale… Nella non-dualità non c’è il conoscitore e nessuno che controlla e monitora interrogandosi: cos’è questo e cos’è Continua a leggere →

l’uomo ignorante e il saggio

Sri Atmananda – Atma Nirvritti, sezione 6 Questa sezione è molto importante e va compensa bene. La Realizzazione è un’esperienza o una comprensione? La Realizzazione è una comprensione profondissimamente radicata che diventa indipendente dallo stato di coscienza in cui si è. Non è un’esperienza che diventa stabile, come molti credono. Una tale comprensione, però, è così potente da determinare lo ‘spostamento stabile della propria identità’ dalla persona alla pura Coscienza. Una Continua a leggere →

sempre un occhio al principio-io

Chi ha già l’esperienza diretta di essere consapevolezza, chi sente il Principio-Io – cioè quell’Io che è prima dell’io personale, il cosiddetto ‘pensiero-io’ – deve mantenere sempre un occhio al Soggetto (Principio-Io, Pura Consapevolezza, Puro Essere, Presenza) anche quando esplica delle attività; altrimenti non riuscirà a testimoniarle, e si tramuterà in un personaggio del gioco, cioè in un oggetto (schiavitù). Anche l’immaginazione – il sogno ad occhi aperti – non Continua a leggere →

requisiti per aspirare alla stabilità nel nirvikalpa

Questi i requisiti: Comprendere e sentire che la ricerca è finita e che qualsiasi desiderio di ricerca ostacolerebbe lo stabilirsi dello stato naturale. Comprendere e sentire che tutto è Uno. Amore per Dio è vederLo in tutto ciò che appare. Sentire che non c’è nulla di sbagliato. Comprendere e sentire che Dio è in tempo presente. Non si è nel fare (non-azione), ma solo ci si arrende al Sé che già è (e che sei TU), e all’azione del suo potere superiore, la Shakti. Continua a leggere →

contemplazione del creato versus consapevolezza del nulla

Per molte scuole spirituali, soprattutto quelle che praticano un ferreo neti-neti (non sono questo non sono quello), le due cose restano una dualità inconciliabile. Esse dicono: “Non c’è nulla, e l’amore e la beatitudine sono ancora stati mentali”. Dicono così perché a loro manca un pezzo… In realtà la contemplazione estatica del creato e la consapevolezza del nulla sono la stessa cosa e proverò a spiegarlo. Il realizzato sa che nulla accade e che la creazione è soltanto Continua a leggere →

che cos’è sahaja samadhi?

Dai Satsangha di Francis Lucille Che cos’è sahaja samadhi? Il termine sahaja samadhi è di solito usato in relazione al nirvikalpa samadhi. Il nirvikalpa samadhi è l’esperienza della nostra vera natura: c’è la presenza, la conoscenza e la gioia della nostra eternità. Il naturale processo di realizzazione dopo nirvikalpa samadhi è il sahaja samadhi. Dopo il nirvikalpa samadhi, dopo l’esperienza della gioia estrema, il mondo riappare e di solito riappaiono anche i vecchi schemi del Continua a leggere →

Hishiryo – il non-pensiero

Non pensare è continuo totale abbandono e devozione al Guru e al Divino. Tu non ci sei più, e il Guru fa. Sri Ramana dice che ‘non pensare’ è l’essenza del non-attaccamento. Quando non pensi non ci sono oggetti, sia fisici che mentali, quindi non trattieni niente. Non pensare è lo stato naturale, il sahaja. Non pensare è samadhi. Se è continuo si chiama sahaja samadhi, se è discontinuo (e senza sforzo) si chiama nirvikalpa samadhi. Se siete stabili nel Sé nello stato Continua a leggere →

Abbandono totale e Realizzazione

Allieva — Caro Sergio, ho letto il post sull’abbandono e mi pare di averlo profondamente compreso.  Ho pensato al tuo lavoro su di me per portarmi all’abbandono e mi sono profondamente commossa.  So anche che è la cosa più difficile, che ci si può abbandonare sempre di più, che c’è sempre qualcosa in più da lasciare andare per sprofondare maggiormente. Sergio — Sembra così, sembra infinito, ma poi si raggiunge l’abbandono totale. Semplicemente dai al Divino tutta la tua vita, Continua a leggere →