Chi conosce il Sé è ancora legato alla conoscenza di un oggetto? La beatitudine è ancora mente perché nasce dal contatto con l’oggetto Sé?

Introduzione di Sergio Vi invito a notare che Sri Ramana Maharshi asserisce che il Sé è la Conoscenza Stessa. Egli afferma: “Il Sé è esso stesso conoscenza”. Non la conoscenza relativa all’illusione del mondo fenomenico, ma Prajnana, la somma conoscenza. Tale darshana (visione, paradigma) domina nell’Advaita Vedanta. Nel discorso 1233, Sri Atmananda (Krishna Menon) dice: “Io so di essere”. Come dimostrare che questa conoscenza non sia un’azione? Io dico di essere il fautore Continua a leggere →

azione, pensiero, punto di vista e conoscenza

Questo post è per aspiranti avanzati, gli altri lo capiranno quando saranno ponti al nirbija. Avevo pensato di non postarlo, dota la scarsità di aspiranti seri, ma avendo io potuto leggere le parole di Sri Ramana decine d’anni dopo la sua morte, con riluttanza alla fine ho deciso di pubblicato. ❖ ❖ ❖ Da dove nasce l’azione? Dal pensiero, anzi il pensiero è già un’azione. E da dove nasce il pensiero? Da un punto di vista. La prima azione in assoluto è assumere un punto di Continua a leggere →

volete sapere cosa sente un illuminato?

Vedetevi questi 2:22 minuti di video. Un video non facilmente comprensibile a tutti. Per me è probabilmente il più bel video che abbia mai visto. È come se l’avesse realizzato il mio stesso Sadguru, Sri Ramana Maharshi in persona. Si vede con chiarezza che non sta parlando una persona, questo lo vede anche una persona normale, quantomeno noterà qualcosa di inconsueto…. È come parla un illuminato dell’abbandono: essenziale, così assolutamente, semplicemente, nudamente vero. Questo Continua a leggere →

non-conoscere

Durante un Satsangha Francis Lucille dice: “Tutto quello di cui c’è bisogno è essere liberi da vecchi concetti: questo è importante. Vedere quanto sono privi di qualsiasi credibilità ci lascia in un atteggiamento di non-conoscere, un atteggiamento in cui abbiamo dimenticato tutto ciò che sapevamo, un atteggiamento in cui non abbiamo più niente. Questo è il significato di essere ‘poveri di spirito’. Non conosciamo niente, non abbiamo niente, non vogliamo niente”. Chiariamo un po’ Continua a leggere →

l’evoluzione della coscienza dell’aspirante

A grandi linee, l’evoluzione della coscienza del ricercatore spirituale che pratica una sadhana valida dovrebbe essere questa: 1. Diventa sempre più sensibile sul piano sottile; il che significa anche: sempre più capace di individuare i processi mentali. 2. A un certo punto si imbatte nel vuoto/nulla senza essere del piano causale. C’è chi lo passa velocemente e chi vi rimane a lungo. In questa fase può avere anche dei samadhi, ma quello che realizza è questo vuoto/nulla senza Continua a leggere →

Freedom

Colgo l’occasione dello scritto di Anthony De Mello (riportato in basso) sull’«Eterno Presente», per commentarlo un tema che salta fuori spesso nella spiritualità. È un leitmotiv caro al new age, e autori versatili nello scrivere hanno avuto successo con tale narrazione easy-reading… di facile consumo e comprensione perché è ancora all’interno della mente: “E amerai la vita soltanto”… Quale vita?, che non esiste. È un livello di coscienza ancora molto parziale, non è Continua a leggere →