sonno sveglio

— Verso le 10 di oggi, improvvisamente sono colta dall’ispirazione di seguire il tuo consiglio ed entrare nel waking sleep [sonno sveglio] e abbandonarmi completamente e definitivamente al Sé.

Mi distendo sul letto con l’intento di entrare nel waking sleep, contattare la paura di morire e aprirmi all’Amore per dissolve questa paura. Mi stupisco della facilità con cui entro nel waking sleep nonostante i dubbi iniziali della mente…

Pochi istanti e sono in questo sonno consapevole ma non avverto nessuna paura e nessun amore.

Appaiono due sfere trasparenti simili a due grandi bolle di sapone che si dissolvono appena il mio sguardo poggia su di loro. Di seguito appare l’immagine di un meraviglioso leone accovacciato vicino e davanti a Me. Mi guarda con uno sguardo saggio e dolce. Noto che ha le zampe anteriori rilassatamente incrociate una sull’altra.

Poi sparisce tutto, non c’è più niente se non Presenza Assoluta. Immobilità! Non c’è percezione del corpo. Sono Nulla. Se c’è qualche percezione, come i suoni dell’ambiente, esiste senza le venga attribuito un concetto. Apro gli occhi rimanendo in quello stato: ciò che mi circonda riflette “Me”. Nessun movimento mentale. Sono completamente assorbita nel Vuoto.

Dopo un po’, non so quando, sorge l’impulso di alzarmi. Non riesco. Avverto il corpo pesante come un macigno. Rispetto che accada al tempo giusto. Quando riesco ad alzarmi, noto che la qualità e l’essenza del waking sleep rimane in Me.

Sono in una lieve Beatitudine… Presente, Pronta per le prossime “bolle di sapone”.

— Il sonno desto è oltre la mente, perciò come potevi contattare quella paura della morte che spesso ha l’ego quando sente che la realizzazione è vicina? Un’entità – l’ego – che non esiste ha paura di morire: tutto all’interno della mente! Per questo ti ho consigliato di prendere rifugio nel sonno desto. Anche l’amore non c’è, perché lì non c’è nemmeno l’idea di altri. Quest’idea è presente nel savikalpa samadhi, in cui sentiamo che noi e tutto ciò che appare altro da noi, siamo Uno. Tuttavia, anche nell’Assoluto immanifesto c’è un seme latente di savikalpa o amore, altrimenti da quella quiete non potrebbero apparire universi di sogno.

A un livello di assorbimento maggiore l’energia si ritira completamente dagli organi di senso (pratyahara), anche dall’udito, e non si può più percepire il mondo esterno.

Le due sfere sono il simbolo della dualità. Sparita la dualità, compare il leone mansueto, simbolo del trionfo della Verità divina, e quindi della piena Realizzazione.

La paura della morte che si può presentare prima di manonasa (la dissoluzione definitiva dell’ego) va ignorata ritirandosi nel Sé. Dicono le Scritture: “Chi muore mentre è in vita non muore quando muore”.

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