assenza di desideri

— Carissimo Sergio, oggi dopo la sadhana avevo un impegno e dovevo guidare per un tratto non breve. Mi sono preparata, sono uscita di casa e ho percorso tutta la strada con la sensazione di essere immobile e con l’attenzione ritirata nella Coscienza.
Fuori tutto avveniva in apparente caos mentre dentro regnava il silenzio e nulla si muoveva. L’attenzione era ritirata dentro. La memoria del corpo ha eseguito tutto ciò che serviva per arrivare dove dovevo arrivare, senza che si attivasse nessuna volontà. Non c’era alcuno spostamento emozionale, nemmeno la bhakti che ama Dio in tutto. Nulla. Solo Vuoto, Silenzio Cosciente.
Altre volte il flusso della guida mi aveva condotto in samadhi, ma non era mai accaduto uno stato ininterrotto, che ha attraversato diverse attività, per un tempo così esteso.
Poi, sulla strada del ritorno, ho sperimentato un desiderio e il sorgere del desiderio ha riagganciato la mente e la personalità. L’attenzione è stata catturata dal desiderio e il mondo della realtà apparente è ricomparso.
Grazie Sergio.

— Sì, la tua autoanalisi è accurata! Dimorare nel Sé, nel sonno desto, in samadhi, nell’abbandono al Divino, significa assenza di desideri. Non è forse il desiderio l’illusoria percezione che manchi qualcosa in noi stessi? Non è il desideri una negazione in nuce del Sé. Come ti agganci a un desiderio, immediatamente diventi un essere limitato-separato immerso in una realtà fenomenica. Ma pian piano la bellezza del Sé fa si che il Sé divenga l’unico desiderio. È una storia di innamoramento! “Our love affair with God” (la nostra storia d’amore con Dio) diceva Yogananda. A un certo punto te ne innamori così tanto che non puoi più farne a meno, rinunci a tutto per Lui e alla fine diventi Quello. Gli altri desideri inaridiscono. Come potrebbero sussistere? Significherebbe separarti da Lui. Inconcepibile, anche solo per un istante. Piuttosto preferiresti morire. L’ego, il falso marito, ti lascia definitivamente. Si stabilisce il Sahaja Samadhi ininterrotto: l’UNIONE DEFINITIVA CON LUI.
È la storia d’amore più intensa che l’individuo sperimenti nel suo lungo viaggio attraverso l’evoluzione della coscienza. “O God Beautiful, O God Beautiful…”.
Namastè

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