realizzare il samadhi o realizzare il sé?

Quando si è realizzato il Sé, si è sempre in samadhi, perché il Sé è tutto e oltre il tutto, immanente e trascendente. Ma se la tua intenzione è realizzare il samadhi, incontrerai dei problemi, perché stai rincorrendo un falso obbiettivo. I samadhi, come stati mentali, vanno e vendono. Devi stabilizzare il Sé, non il samadhi, e tutto il resto ti sarà dato in aggiunta. Il modo più diretto per ottenere la Liberazione è ACCETTARE TUTTO. Accettare tutto non ha a che vedere con l’operatività Continua a leggere →

la confusione sul samadhi

La confusione sul samadhi deriva dal fatto che lo stesso termine indica due cose diverse: 1) delle esperienze parziali e temporanee che vanno e vengono e che hanno vari nomi secondo le loro caratteristiche; 2) TU. Il samadhi sei TU. Sei TU il vero samadhi perenne e imperituro. TU sei l’unica Realtà. Questo è il vero stato unitivo.

accettare tutto

Ho cercato di dire che quella del samadhi è una fissa, un falso obbiettivo; che anche il samadhi come esperienza specifica è uno stato: arriva e se ne va. Ma subito levate di scudi. “Ma Patanjali dice…” ecc. Quando vedi che tutto quello che attribuivi a te: corpo, carattere, attributi, vizi, virtù, azioni, decisioni, pensieri, memorie, passato presente e futuro ecc. sono tutti processi automatici di causa-effetto, e sono illusori, e che Tu non c’entri niente, sei la sola Realtà, l’origine Continua a leggere →

accettazione 2

F.T. — Condivido ancora. Non va via l’ego, non c’è più chi lo vedeva. Con questo non si vuol dire che rimane un ego non visto. C’è ciò che c’è. Sergio — Capisco. L’ego è una funzione. Poonja diceva “Uso in mio ego per servire Dio”. Quel che viene meno e l’identità con l’ego. Accettare tutto è stato fondamentale. F.T. — È accaduto. Energia che in un certo qual modo era contratta [si riferisce al sentire, percepire un ego] si è rilassata perdendo così un apparente Continua a leggere →