1073. le attività dell’uomo ignorante, del sadhaka e del jivan-mukta

Un’attività ha due parti, la parte materiale e la parte della conoscenza. Nessuna attività è possibile a meno che non sia registrata nella conoscenza. L’uomo ignorante, nelle sue percezioni, ignora la parte della conoscenza e enfatizza solo la parte materiale dell’oggetto. Il sadhaka, l’aspirante spirituale, all’inizio cerca di enfatizzare – almeno in ugual misura – la parte della conoscenza e la parte materiale, e verso la fine della sua sadhana dà più enfasi alla parte Continua a leggere →

come si raggiunge l’equanimità

LA BASE – Ti siedi, chiudi gli occhi e OSSERVI i movimenti della mente. Questi sono costantemente mutevoli mentre l’osservare – che in realtà non è un’azione ma è connaturato al Sé – è immutabile. All’inizio devi prestare attenzione a NON REAGIRE, ossia a non rispondere ai movimenti mentali che appaiono col gradire o non-gradire, con attrazione o repulsione: solo il placido osservare neutro. Dopo un certo tempo di pratica ti rendi conto dell’impermanenza dei movimenti della Continua a leggere →

1025. cosa devo enfatizzare nelle mie attività?

Tutti gli uomini hanno tre distinte e progressiste prospettive del mondo: attraverso i sensi, attraverso la mente e attraverso la Coscienza. Attraverso i sensi si percepiscono solo gli oggetti grossolani. Quando trascendi la prima prospettiva e raggiungi la seconda, percepisci solo oggetti o idee sottili. Nell’ultimo stadio tutto appare come Coscienza. Il Guru vuole solo che tu riconosca e metta sufficientemente in risalto quest’ultima prospettiva della Coscienza. Se dopo aver ascoltato Continua a leggere →

paradiso e inferno

Fin quando preferiamo il Paradiso, siamo ancora completamente immersi nella mente, in Maya, nel balletto degli opposti. L’Ananda che promette la spiritualità deriva dall’essere eterni e immutabili, prima degli opposti. L’essere prima degli opposti viene detto equanimità, che nel buddhismo si chiama nirvana. Un’interpretazione etimologica della parola nirvana la fa derivare da nirvi-prana, cioè senza oscillazioni, senza altalenare di opposti. Tale significato l’associa al celebre aforisma Continua a leggere →

570. agisci consapevolmente

Questa è l’istruzione pratica attraverso la quale si visualizza l’io. In tutte le attività umane c’è una differenza fondamentale tra le parole espresse e l’attività reale. Le parole: “Io lo vedo”, “Io lo ascolto” ecc. sono abbastanza corrette. Ma nell’attività vera e propria la prima parte ‘io’ – la più importante – è deplorevolmente ignorata; mentre solo l’attività, la parte oggettività [“lo vedo”, “lo ascolto” – n.d.t.], viene posta in rilievo. Continua a leggere →

la fine del dolore

“Colui la cui mente non è agitata in mezzo ai dolori, che non ha brama in mezzo ai piaceri, i cui desideri, paure e rabbia sono morti, la cui suprema comprensione è stabile, quegli è chiamato Muni”. Bhagavad Gita – 2, 56 * * * A un certo punto ci si rende conto che il nostro senso di io personale è illusorio. Non c’è nessun io personale! C’è la Coscienza universale, l’Essere universale, Dio se vogliamo chiamarlo così. Quando questo accade la mente finalmente si placa; Continua a leggere →

perdere tutto è ottenere tutto

Andare verso la liberazione significa procedere verso la morte. Bisogna essere disposti a dare la propria vita, il proprio corpo al Divino. Il corpo è la base dell’ego, cui poi si aggiunge l’identificazione con la personalità, le caratteristiche che crediamo essere ‘noi’. Quando il corpo e la vita umana sono stati abbandonati, il Sé risplende da solo, non più offuscato da capziosi attaccamenti. Naturalmente non mi sto riferendo al suicidio, ma a una profondissima, radicale rinuncia Continua a leggere →

se non si aumenta sattva la sadhana non può avere successo

Vi sono delle persone molto negative che affogano nella loro stessa negatività, senza accorgersi che quella negatività e proiettata da loro stessi, anzi, dalla loro mente. Questi aspiranti dovrebbero imparare a pregare come ho spiegato nel post “La Preghiera”. Se essi aprono un contatto continuo con Dio, allora sattva, la qualità della purezza, aumenterà ed essi vedranno il Divino dappertutto, anche nelle situazioni umanamente difficili. Per un essere realizzato la vita ha senso solo Continua a leggere →