la ripetizione di “Io Sono Eterno. Sono la Pura Coscienza”

Il primo passo è ottenere una conoscenza diretta di essere il Sé. Tale esperienza è chiamata nello Zen: kensho = vedere la natura. Ottenuta tale conoscenza, il secondo passo è fissarla nella memoria, in modo che non venga riassorbita dall’abitudine di sentirsi una persona durante il tran tran quotidiano. A tale scopo bisogna ripetere costantemente nella mente la frase “Io Sono Eterno. Sono la Pura Coscienza”, o simili, fino a diventare fermamente stabiliti in tale conoscenza per tutto Continua a leggere →

l’importanza del coraggio sulla via per la liberazione

Nella prima parte della sadhana, quella rivolta a scoprire la Verità, ogni esperienza spirituale che l’aspirante ha è una festa. Ma nella fase successiva, quella dello stabilirsi nella Verità, è fondamentale diventare coraggiosi, nel senso espresso nell’ultimo post. Alcuni aspiranti mancano di questo coraggio e, al sorgere di difficoltà, si ritirano nelle identità di vittima delle loro personalità e permangono in visioni negative. Ciò nega di fatto il loro vero Sé e va in direzione Continua a leggere →

il concetto di ‘forza d’animo’ (strength of mind) opposto al concetto egoico di ‘forza di volontà’ (will-power)

— Le mie risposte a tuoi report possono sembrare fredde. È che sento qualcosa che non va, e che è difficile che esca, perché l’ego inconsciamente preferisce rimanere nella stabilità anziché attraversare crisi. Tuttavia se la stabilità è tale da non garantire il successo spirituale, la crisi è sommamente auspicabile. Tu mi scrivi di belle esperienze, ma io mi chiedo: “Sussiste il contesto per cui queste belle esperienze possano dare frutti?”. Il mio sentire è che manca quella che Continua a leggere →

c’è qualcuno che non è coscienza di se stesso?

Ramana Maharshi, Discorso 43 Il signor Ranganathan chiese: “Vi prego di insegnarmi come si possa controllare la mente”. M. – Vi sono due metodi. Il primo è vedere cos’è la mente; allora essa si calma. Il secondo è fissare la vostra attenzione su qualcosa; allora la mente rimane tranquilla. Chi aveva posto la domanda la ripeté per avere ulteriori delucidazioni. Gli fu ridata la stessa risposta con qualche parola in più, ma egli non sembrava soddisfatto: “Noi uomini del mondo Continua a leggere →

Vasistha sullo stato del sonno profondo

Yoga Vasistha, Versione ridotta in prosa Cap. 6, “Nirvana” la Liberazione Rama chiese: “Signore, come questa Intelligenza Cosmica diventa gli oggetti insenzienti come le rocce?”. Vasistha rispose: “In sostanze come le rocce, la Coscienza rimane immobile avendo abbandonato la facoltà pensante ma non essendo stata in grado di raggiungere lo stato di non-mente. È come lo stato del sonno profondo, molto lontano dallo stato della Liberazione”. Rama chiese ancora: “Ma se esistono Continua a leggere →

quando i concetti di conoscenza e ignoranza vengono abbandonati, esiste soltanto ciò che esiste

Yoga Vasistha, Versione Ridotta in Prosa, Capitolo 6, “Nirvana” la Liberazione Vasistha continuò: La Verità o Esistenza-Coscienza-Beatitudine Assoluta è al di là del pensiero e della comprensione [intellettuale], è suprema pace ed onnipresente, trascende l’immaginazione e la descrizione. In Essa sorge naturalmente la facoltà della concettualizzazione che è considerata essere triplice: sottile, media e grossolana. L’intelletto che abbraccia questi tre li considera come sattva, Continua a leggere →

un approfondimento sul sonno desto attraverso lo Yoga Vasistha e una testimonianza diretta

Yoga Vasistha, Libro VI, Nirvana Prakarana Capitolo II 33. Finché non ti allontanerai dai pensieri mondani e finché non avrai la luce dello spirito universale davanti alla tua vista; 34. finché vi sarà la cecità dell’ignoranza, e la propria soggezione ai desideri mondani; finché vi sarà l’illusione della menzogna e le finzioni della mente fallace; 35. finché l’esalazione dei desideri infesterà la foresta del cuore, e il chakora, o pappagallo della ragione, non vi albergherà Continua a leggere →

la mente del Brahman

Yoga Vasistha, Libro VI, Nirvana Prakarana Capitolo II 50. Le menti dei dotti che sono illuminate dalla ragione diventano subito fluide; ma quelle degli ignoranti, che sono indurite dai desideri del mondo, non cedono né alla forza del fuoco né a quella dell’acciaio. Esse continuano nondimeno a germogliare come l’erba che più viene falciata e incendiata, e più rispunta dalle radici incombuste. 51. Brahman è un’immensa vastità, ed essendo tale anche la vastità dell’universo, non Continua a leggere →

comincia ad allenarti da adesso al sonno desto stando nel percipiente

J.: — “Sii sempre nel Percipiente”, la cosa più semplice eppure può sembrare la più difficile... ma non desistito. Sergio: — Non è la più difficile. Devi mantenere almeno il 51% di attenzione sul Percipiente quando sei in attività, e in meditazione il 100%. Quando in attività, le persone quasi sempre destinano solo una parte minore di attenzione all’attività vera e propria, e per il resto del tempo se ne stanno nei loro pensieri – tipico è quando si guida. È difficile perché Continua a leggere →

sii sempre il percipiente, mai il percepito!

Se vuoi la Liberazione, stai sempre nel Percipiente, mai nel percepito. Il percepito è Maya, il Percipiente è il Sé, è Dio. Non indulgere mai nell’identificarti col percepito. Vedi la tua persona che è scontenta; stai in Chi percepisce, non nell’immagine della tua persona scontenta. Il Percipiente è immortale, nulla può sfiorare la sua eterna Beatitudine, la sua Pace incrollabile. Sii molto vigile nel rimanere nel Percipiente. Sappi che tutte le volte che ti identifichi col percepito, ti Continua a leggere →