esperienza diretta temporanea e stabile realizzazione

Sri Ramana Maharshi, Discorsi 140 e 141 Le note tra parentesi quadre sono di Sergio 140. D. – Che cos’è la Realtà? M. – La Realtà dev’essere sempre reale. Non ha forme né nomi, ma sta alla base di nomi e forme. Poiché è illimitata, è la base delle limitazioni. Non è vincolata. Poiché è Reale, è la base delle irrealtà. La Realtà è ciò che è. È così com’è. Trascende il linguaggio, è al di là delle espressioni, come esistenza, non esistenza ecc. 141. La stessa Continua a leggere →

sempre meno differenza tra stato di veglia e sogno

Praticando l’autoindagine, nelle fasi avanzate della sadhana e sicuramente dopo la realizzazione, lo stato di veglia e di sogno diventano sempre meno differenziati. Come l’aspirante o lo jnani nello stato di veglia vedono passare tutti i fotogrammi della vita con grande disinteresse (disinteresse per i fenomeni insenzienti illusori, non mancanza di amore verso gli altri esseri), la stessa cosa succede loro nel sogno. La realtà onirica smette di essere inconscia e diviene sempre più cosciente, Continua a leggere →

c’e differenza tra te e me?

C’è differenza tra un corpo e un altro. Ma quando ti è chiaro che sei coscienza, questa coscienza rimane confinata alla tua pelle e poi si ritrova come coscienza altra nella pelle di un altro? L’acqua è confinata in un onda e poi si ritrova come altra acqua in un’altra onda, o è tutto lo stesso oceano? Quando comprendi che non c’e differenza tra te e me e tutto il resto non puoi non entrare in samadhi – il samadhi è naturale. E se non lo comprendi è perché l’ego, identificato col Continua a leggere →

entro in samadhi quando voglio

— Carissimo Sergio, ormai entro in samadhi quando voglio. Sento di essere tutto: oggetti, persone, rumori, emozioni, atomi… Sento di essere tutto e in connessione con tutto. Ciò porta ad una naturale testimonianza; soprattutto sento come il gioco delle percezioni sia maya, sia semplicemente il modus operandi della coscienza che fa emergere emozioni, sensazioni ed esperienze. Tutto quello che c'è, è per far espandere noi/Dio. — Ottimo! — Volevo anche dirti che spesso, quando entro Continua a leggere →

la paura di divenire inabili a gestire la propria vita dopo la realizzazione

Quasi tutti gli aspiranti che si avvicinano alla liberazione e che hanno responsabilità sociali (figli, famiglia, lavoro) hanno paura di diventare incapaci a mandare avanti la propria vita, e ciò si traduce in una resistenza più o meno inconscia alla liberazione. Questa paura nasce dagli assorbimenti che gli aspiranti sperimentano in meditazione: il nirvikalpa samadhi, in cui si perde la consapevolezza del corpo e del mondo, e i rapimenti nella beatitudine, che ha quasi lo stesso effetto. La Continua a leggere →

stai nell’essere?

Stai nell’Essere? Entri in samadhi? Oggi sono andato a ... per fare la solita visita. Sono emersi vecchi contenuti e ansia. Ho osservato l’essere invece di ascoltare la mente, ma sto ancora osservando. Questo è molto buono. È la svolta! Il mondo ti appare, ma tu rimani rivolto al Sé. Da qui si apre la strada per la Realizzazione. Fin quando il mondo ti cattura sei ancora lontano dalla dirittura d’arrivo. Mi fa veramente piacere per te ❤ Continua a leggere →

realizzare il samadhi o realizzare il sé?

Quando si è realizzato il Sé, si è sempre in samadhi, perché il Sé è tutto e oltre il tutto, immanente e trascendente. Ma se la tua intenzione è realizzare il samadhi, incontrerai dei problemi, perché stai rincorrendo un falso obbiettivo. I samadhi, come stati mentali, vanno e vendono. Devi stabilizzare il Sé, non il samadhi, e tutto il resto ti sarà dato in aggiunta. Il modo più diretto per ottenere la Liberazione è ACCETTARE TUTTO. Accettare tutto non ha a che vedere con l’operatività Continua a leggere →

la confusione sul samadhi

La confusione sul samadhi deriva dal fatto che lo stesso termine indica due cose diverse: 1) delle esperienze parziali e temporanee che vanno e vengono e che hanno vari nomi secondo le loro caratteristiche; 2) TU. Il samadhi sei TU. Sei TU il vero samadhi perenne e imperituro. TU sei l’unica Realtà. Questo è il vero stato unitivo.

accettare tutto

Ho cercato di dire che quella del samadhi è una fissa, un falso obbiettivo; che anche il samadhi come esperienza specifica è uno stato: arriva e se ne va. Ma subito levate di scudi. “Ma Patanjali dice…” ecc. Quando vedi che tutto quello che attribuivi a te: corpo, carattere, attributi, vizi, virtù, azioni, decisioni, pensieri, memorie, passato presente e futuro ecc. sono tutti processi automatici di causa-effetto, e sono illusori, e che Tu non c’entri niente, sei la sola Realtà, l’origine Continua a leggere →

samadhi e paura di morire

“Caro Sergio, stanotte ho avuto un incubo che mi ha lasciato una profonda angoscia. Ero imprigionato in una chiesa sotterranea con crocifisso, dove una comunità con a capo il personaggio di un telefilm che a volte vedo con mia moglie torturava ed uccideva delle persone ebbro di estasi omicida. A un cero punto toccava a me e veniva una persona a cercare inutilmente di salvarmi, poi mi sono svegliato”. "Facciamo delle associazioni libere. Staccati dalla memoria del sogno. Sei qui, rilassato?”. Continua a leggere →