le parole coscienza e consapevolezza come usate da Nisargadatta Maharaj

Questo è un passo di Nisargadatta chiarisce il significato peculiare che egli dà alle parole coscienza e consapevolezza. È bellissimo. *   *   * Guarda te stesso attentamente e vedrai che qualunque sia il contenuto della coscienza, il testimone di quello non dipende dal contenuto. La consapevolezza è se stessa e non cambia con l'evento. L'evento può essere piacevole o spiacevole, di poco conto o importante, la consapevolezza è la stessa. Prendi nota della peculiare natura della pura Continua a leggere →

prima di poter dire ‘io sono’, tu devi esserci per dirlo

Prima di poter dire ‘io sono’, tu devi esserci per dirlo. L’Essere non ha bisogno di essere autocosciente. Non devi sapere per essere, ma devi ‘essere’ per sapere. Per capire più chiaramente prendi l’esempio del mondo dei sogni. Sei in un sonno profondo e all'improvviso senti ‘io sono” e questo ‘io sono’ crea un mondo di sogno. Questo mondo manifesto è creato allo stesso modo dall’ ‘io sono’. Le realizzerai più tardi nella ricerca della verità. L’ultimo tuo progresso Continua a leggere →

solo Dio può un tale prodigio…

È possibile descrivere l’Autoindagine con maggiore forza ed essenzialità? Che magnificenza! Solo Dio può un tale Prodigio… Quando incontrai il mio Guru, egli mi disse: “Non sei cosa presumi di essere. Scopri cosa sei. Osserva il senso dell’Io Sono e trova il tuo vero Sé”. Gli obbedii perché mi fidavo di lui. Feci come mi disse. Trascorsi tutto il mio tempo libero guardandomi in silenzio. E che differenza ha fatto e quanto rapidamente! Il mio maestro mi disse di restare attaccato Continua a leggere →

non è il corpo che prova dolore

Se si ha una malattia o un dolore, c’è una forma per definirli? È solo un movimento della coscienza. Il conoscitore della coscienza non può sentire dolore, ed è solo perché la coscienza si è identificata con il corpo che questo prova dolore. Quando la coscienza non c’è, anche se il corpo viene tagliato, non c’è dolore. Non è il corpo che prova dolore.

Nisargadatta Maharaj – “Prima della Coscienza”

la consapevolezza è sempre con te

Nisargadatta: – Il Maestro Indica il cielo, ma vedere le stelle è compito vostro. Qualcuno impiega più tempo per vedere le stelle, tutto dipende dalla serietà della ricerca. Visitatore: – Quali esercizi devo praticare per giungere alla Consapevolezza? Nisargadatta: – La Consapevolezza è sempre con te. Basta rivolgere alla tua interiorità la stessa attenzione che rivolgi all’esterno. Continua a leggere →

la miseria della spiritualità

C’è Attaccamento e Avversione? Se c’è Non Sei Realizzato! la miseria della spiritualità… Interessante è che malgrado la scuola di Nisargadatta e quella di Ramana arrivino a conclusioni diametralmente opposte, nessuno dei simpatizzanti dell’Advaita Vedanta pare rilevarlo. Questo vuol dire che non praticano e non sono neppure motivati a uno studio approfondito di quegli insegnamenti. La suola di Nisargadatta usa neti-neti (non sono questo, non sono quello) che rimarca una forte separazione Continua a leggere →

il nulla è ogni cosa

Nisargadatta Maharaj: “Questa fede nell’Io Sono, da che cosa dipende?... Questa convinzione di essere, su cosa si basa?” Con una tale intensa concentrazione l’autoindagine non solo scioglie la domanda, ma la risposta si rivela da ‘dentro’. Ancor più sorprendentemente: la domanda, la risposta, e l’ ‘io’ aveva posto la domanda si dissolvono nel NULLA. [da ‘Nothing is Everithing’] Continua a leggere →

Mula Maya

Nisargadatta Maharaj: — La verità è soltanto il Brahman totale, nient’altro che Brahman. In uno stato di Brahman totale arriva il tocco dell’esistenza: “Io Sono”. Ma questo “Io Sono” non è semplicemente un principio qualunque: è Mula Maya, l’illusione primordiale. * * * Mulaakaasharupatrayam mahaamaayaa LA RADICE SPAZIO APPARE IN TRE FORME E QUESTE TRE FORME SONO CHIAMATE MAHA MAYA L’energia primordiale è chiamata Mula Maya o Mula Prakruti, ed è sotto forma di spazio. Quando Continua a leggere →

samadhi

Maharaj: Quando la coscienza si fonde in se stessa, questo è il samadhi. Quando non si conosce nulla, e non si sa nemmeno di non conoscere, quello è il samadhi. Domanda: Il corpo diventa rigido? M: Il corpo diventa tranquillo. Più tardi non vi sarà più consapevolezza del corpo. Quando si è liquidato tutto, quello è il sahaja samadhi. D: La sensazione è di splendore, effervescenza, all’interno e all’esterno; provoca un po’ di calore. M: Questo è naturale. Continua a leggere →